Ilaria Cucchi sposa Fabio Anselmo il 29 agosto: è stato il suo avvocato nel caso del fratello Stefano
Una pratica numerata come tutte le altre, la 16703, depositata al Comune di Roma in mezzo alle decine di migliaia di richieste che ogni anno passano dagli uffici della Capitale. Solo che alla voce riservata ai nomi dei promessi sposi, negli atti affissi il 4 agosto sull'albo pretorio, si leggono quelli di Fabio Anselmo e Ilaria Cucchi. Trascorsi i termini senza opposizioni, resta solo la data: il 29 agosto la senatrice di Alleanza Verdi e Sinistra e l'avvocato ferrarese si scambieranno le fedi.
Il matrimonio arriva dopo anni di convivenza e dopo un percorso comune che ha poco a che vedere con le cronache rosa. Cucchi e Anselmo si sono conosciuti nel 2009, quando lui assunse la difesa della famiglia dopo la morte di Stefano Cucchi, e da quel momento hanno condiviso aule di tribunale, perizie contestate e un'esposizione pubblica che li ha resi bersaglio di campagne di odio online.
Perché la cerimonia si terrà a Vallefoglia
Non Roma, dove Ilaria Cucchi vive e dove sono state depositate le pubblicazioni. Non Ferrara, città in cui Anselmo esercita da oltre trent'anni. La scelta è caduta su Vallefoglia, comune di poco più di quindicimila abitanti in provincia di Pesaro Urbino, nato nel 2014 dalla fusione di Colbordolo e Sant'Angelo in Lizzola. Proprio vicino a Colbordolo il penalista possiede una casa in cui si rifugia d'estate.
Il legame con quel pezzo di Marche non è recente e non è soltanto privato. Nell'agosto 2020 Vallefoglia li aveva già ospitati entrambi per un incontro pubblico sul caso Cucchi: lei aveva ricostruito le udienze interminabili e l'ostinazione con cui gli inquirenti, nella prima fase, avevano puntato i riflettori su Stefano anziché su chi lo aveva avuto in custodia; lui aveva allargato il discorso allo spirito di corpo nelle forze di polizia e alle degenerazioni correntizie della magistratura. Sei anni dopo, nello stesso comune, la cerimonia civile.
Chi è Fabio Anselmo, l'avvocato delle morti in custodia
Nato a Bologna nel 1957, Anselmo è avvocato dal 1984, iscritto all'Ordine di Ferrara dal 1990 e cassazionista dal 1997. Prima della toga ne ha indossata per sei anni un'altra, quella del giudice penale, come vice pretore onorario, salvo poi rinunciare alla carriera in magistratura. Lo studio di provincia da cui è partito si occupava soprattutto di malasanità, un terreno che aveva conosciuto da vicino: la moglie era finita in rianimazione per un'infezione contratta in sala parto, e da quella vicenda familiare nacque l'interesse per i diritti negati.
La svolta ha una data precisa: 25 settembre 2005. Al telefono c'è Patrizia Moretti, madre di Federico Aldrovandi, morto quella mattina a diciotto anni dopo un fermo di polizia. Da lì in avanti l'elenco dei fascicoli si allunga con nomi diventati simboli: Giuseppe Uva, Michele Ferrulli, Riccardo Magherini, Dino Budroni, Riccardo Rasman. E oggi Abderrahim Fakir, il quarantaduenne morto a luglio nel quartiere Pilastro di Bologna dopo un intervento della polizia, sul quale l'inchiesta è ancora in corso e le cui dichiarazioni del legale hanno acceso uno scontro politico che non si è ancora spento.
Nel 2024 Anselmo ha provato anche la strada elettorale, candidandosi a sindaco di Ferrara per una coalizione che andava dal Pd al Movimento 5 Stelle. Ha perso contro l'uscente Alan Fabbri e siede oggi tra i banchi dell'opposizione in consiglio comunale, dove i rapporti con il primo cittadino restano ruvidi.
Il loro amore raccontato in un libro
La genesi del rapporto l'hanno messa nero su bianco loro stessi nel 2019, in Il coraggio e l'amore, il volume pubblicato da Rizzoli, e nelle interviste che ne accompagnarono l'uscita. Anselmo ha descritto un avvicinamento tutt'altro che lineare: si era ritrovato da un giorno all'altro a crescere due figli con la loro madre in coma, e quando si è innamorato di Ilaria ha faticato a sentirsi libero. "I sensi di colpa mi hanno inseguito a lungo", ha ammesso, aggiungendo che proprio quelle difficoltà hanno alimentato l'empatia tra loro.
Sul versante opposto, Ilaria Cucchi ha raccontato di essersi liberata di un copione che non le apparteneva, quello della moglie e della madre modello incastonata in una famiglia da pubblicità. La morte del fratello, ha spiegato, le ha dato la spinta per "prendere le decisioni giuste e imboccare la propria strada", cioè per fare ciò che a Stefano non è stato concesso.
Le nozze cadono in un momento in cui nessuno dei due si è tolto dal campo: lei in commissione Giustizia, lui nel procedimento bolognese che dovrà stabilire cosa sia accaduto ad Abderrahim Fakir. E cadono a meno di due mesi dal 22 ottobre, la data che da diciassette anni scandisce vita e agenda pubblica di entrambi.