Il Tribunale conferma il licenziamento di Enrico Varriale dalla Rai, respinto il ricorso

Il Tribunale di Roma ha confermato il licenziamento per giusta causa di Enrico Varriale dalla Rai, dopo il ricorso che il giornalista aveva presentato contro il provvedimento impugnato dall'azienda. La sentenza è stata emessa lo scorso 14 luglio.
Le motivazioni del Tribunale di Roma
Stando a quanto riportato dal Corriere della Sera, il giudice ha ritenuto senza alcun fondamento le accuse secondo cui il licenziamento era da considerarsi una ritorsione legata alle azioni legali che l'ex vicedirettore di Rai Sport aveva avviato per presunto demansionamento. Stando a quanto stabilito dal giudice, la decisione della Rai è stata presa sulla base di elementi oggettivi, tra cui la condanna in appello dello scorso giugno per atti persecutori e lesioni personali, a cui si aggiungono delle circostanze emerse in un altro procedimento penale. Quanto documentato sarebbe incompatibile con il ruolo che il giornalista ricopriva all'interno del Servizio Pubblico, tanto da poter apportare un danno di immagine all'azienda. Nelle motivazioni espresse nella sentenza si evidenzia, inoltre, che il tempismo con cui Varriale ha avanzato le azioni giudiziarie e il momento del licenziamento, non è un elemento sufficiente per dimostrare che l'azienda volesse applicare una ritorsione nei confronti del giornalista.
Enrico Varriale condannato per stalking
Lo scorso 22 giugno, il giornalista è stato condannato dai giudici della Corte d'Assise a dieci mesi di reclusione con pena sospesa, confermando la sentenza di primo grado, arrivata un anno fa, per stalking e lesioni ai danni della ex compagna. Il giornalista è stato condannato anche al risarcimento del danno e al pagamento delle spese processuali. A dicembre 2025, Varriale aveva ricevuto un'altra condanna a sette mesi di reclusione con pena sospesa, portato in tribunale da un'altra ex sempre per stalking e minacce.