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Il Garante della pubblicità appoggia Iliad nella causa contro Vodafone: lo spot con Megan Gale non viola nessun codice

Iliad la spunta nella causa intentata dal gruppo Fastweb+Vodafone per lo spot con protagonista Megan Gale. Secondo il garante della pubblicità la rèclame non viola il codice di autodisciplina, come contestato dal noto marchio di telefonia che per anni ha avuto la modella australiana come testimonial.
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Il ritorno di Megan Gale in uno spot pubblicitario di telefonia aveva portato indietro di vent'anni chi all'inizio degli Anni Duemila l'aveva ammirata nella réclame di Omnitel oggi Vodafone. A distanza di due decenni, la modella australiana torna il volto di una campagna pubblicitaria, quella di Iliad e scatta la causa legale. Fastweb+Vodafone ha fatto ricorso contro il competitor, ma l'istituto di autodisciplina pubblicitaria ha ritenuto legittima la pubblicità.

La causa di Fastweb+Vodafone contro Iliad

Secondo Fastweb-Vodafone la campagna pubblicitaria di Iliad con Megan Gale protagonista era "lesiva del diritto d'immagine e della leale concorrenza", dal momento che la modella australiana è stata per lungo tempo testimonial del noto marchio di telefonia mobile sul mercato italiano. Il ricorso ruotava attorno al fatto che la pubblicità sarebbe "volutamente e dichiaratamente incentrata sul valore evocativo del personaggio, storico volto della pubblicità Omnitel e successivamente Vodafone fra il 1999 e il 2008″, a cui si aggiunge il fatto che per Fastweb+Vodafone anche l'utilizzo del colore rosso rappresenta un richiamo, inequivocabile, all'eredità del marchio: dal 2003, infatti, Vodafone si identifica sul mercato proprio grazie all'utilizzo di questo colore. Per questi motivi, quindi, il gruppo ha accusato Iliad di aver violato il codice di autodisciplina della comunicazione commerciale nonché il codice civile.

Lo spot di Iliad non viola il codice di autodisciplina

Il Giurì esaminati gli atti e ascoltate anche le parti, ha espresso la sua decisione in merito alla causa intentata da Fastweb+Vodafone e, come scritto dall'Istituto dell'Autodisciplina Pubblicitaria (Iap), dichiara che: "le le comunicazioni esaminate non sono in contrasto con il Codice di Autodisciplina". Questo significa che Iliad potrà continuare indisturbato a far girare quegli spot, soprattutto avvalendosi della presenza di Megan Gale che, di fatto, rappresentava l'oggetto del contendere.

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