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Alba Parietti e il no a Silvio Berlusconi: “Rifiutai 9 miliardi per poter continuare a non votarlo”

Il ricordo social di Silvio Berlusconi si trasforma in scontro: travolta dalle accuse di ipocrisia, Alba Parietti replica svelando un retroscena inedito: nei primi anni Novanta rifiutò un contratto in esclusiva da 9 miliardi di vecchie lire per difendere la propria libertà politica.
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La storia della televisione commerciale italiana è fatta di contratti ingenti, intuizioni repentine e rifiuti spesso clamorosi. L'ultimo, in ordine di tempo a essere ridiscusso, è quello di Alba Parietti. In occasione dell'anniversario della morte di Silvio Berlusconi, la conduttrice ha condiviso sui social un ricordo del fondatore di Mediaset. Un post apparentemente pacificatore, presto travolto dalle critiche degli utenti che l'hanno accusata di ipocrisia, costringendola a integrare la pubblicazione con un dettaglio preciso: il rifiuto, nei primi anni Novanta, di un contratto in esclusiva da 9 miliardi di vecchie lire.

La cifra, astronomica per l'epoca, coincise con un momento di svolta epocale: il biennio 1993-1994, la discesa in campo del Cavaliere e la contestuale fondazione di Forza Italia. All'apice del successo televisivo, Parietti venne etichettata dagli ambienti di destra come "la coscia lunga della sinistra", una definizione che lei stessa ha più volte rivendicato come sintesi di una coerenza ideologica radicata. Figlia di un partigiano piemontese, cresciuta nel mito di Enrico Berlinguer e con un passato nelle organizzazioni trotzkiste, la conduttrice scelse di non cedere alle lusinghe di Arcore.

Dietro quel "no" non ci fu solo l'appartenenza politica, ma anche l'influenza del filosofo bolognese Stefano Bonaga, all'epoca suo compagno. Fu lui a convincerla che firmare quel contratto avrebbe significato barattare la propria libertà intellettuale. "Andai all'appuntamento con l'atteggiamento di chi va a casa del diavolo", ha ricordato in passato la showgirl, ammettendo di aver affrontato l'imprenditore in modo quasi sgarbato per il timore che quel denaro potesse "comprarle l'anima". Un aneddoto che anni dopo spinse Flavio Briatore a dirle in barca: "Se fossi stato il tuo fidanzato, ti avrei impedito di fare quella cazzata", sentendosi rispondere: "Proprio per questo non avresti mai potuto esserlo".

Il chiarimento di Parietti sui social appare dunque come l'analisi di un codice d'onore professionale che oggi considera estinto. Nonostante le nette divergenze ideologiche e quel rifiuto miliardario espresso "per il diritto di poter continuare a non votarlo", Berlusconi non le tolse mai il lavoro né il saluto. Un tratto umano che la conduttrice ha voluto sottolineare per marcare la distanza con l'attuale classe dirigente e con l'opportunismo di "molti più realisti del re, che asserviscono il potente di turno".

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