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“I capricci di Alba Parietti hanno fatto piangere i lavoratori a Sanremo”, la replica della showgirl

Alba Parietti rettifica le indiscrezioni relative agli atteggiamenti tenuti dietro le quinte del Festival di Sanremo. Era stata accusata di aver “fatto piangere” alcuni lavoratori a causa di una serie di capricci ai quali si sarebbe lasciata andare mentre lavorava come inviata de La vita in diretta.
A cura di Stefania Rocco
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Alba Parietti non ci sta e replica alle voci secondo le quali si sarebbe comportata da diva capricciosa dietro le quinte del Festival di Sanremo. All’Ariston nel ruolo di inviata de La vita in diretta, il programma condotto da Alberto Matano ogni pomeriggio su Rai1, Alba ha intervistato i protagonisti del Festival e realizzato collegamenti quotidiani con lo studio. Ma secondo un’indiscrezione pubblicata da Vanity Fair, Parietti si sarebbe concessa qualche richiesta da star che avrebbe messo in difficoltà gli addetti ai lavori, alcuni dei quali avrebbero perfino pianto: una ricostruzione alla quale Alba ha replicato, rendendo pubblica la sua versione dei fatti.

Alba Parietti: “Volevo solo intervistare Serena Brancale in maniera adeguata”

Via Instagram, riprendendo l’indiscrezione pubblicata da Vanity Fair, Alba ha duramente contestato il racconto del giornale, spiegando la propria versione. “Se qualcuno mi ha visto alterata è solo perché ho preteso che un’artista come Serena Brancale non fosse intervistata in una situazione inadeguata, e cioè in piedi davanti a un bar pieno di gente che parlava”, ha replicato la showgirl, facendo riferimento a un episodio verificatosi durante un’intervista realizzata alla cantante e trasmessa a La vita in diretta. L’intervista è poi stata registrata al chiuso, come Parietti aveva richiesto.

Alba Parietti, un’habitué di Sanremo

Alba non è un volto nuovo del Festival di Sanremo. Showgirl con 40 anni di carriera alle spalle, partecipa quasi ogni anno alla kermesse, in genere seduta in prima o al massimo in seconda fila. Quella inaugurata da Parietti è ormai una vera e propria tradizione, una sorta di appuntamento simbolico con il pubblico del Festival che, come ogni anno, attende una sua inquadratura per stabilire che il Festival può davvero cominciare.

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