Giulia Salemi e l’appello per l’Iran: “Non riesco a contattare i miei familiari, è una strage di innocenti”

La conduttrice di origini persiane rompe il silenzio sulle nuove, violente proteste che stanno scuotendo Teheran: “Hanno isolato il Paese spegnendo internet e telefoni, provate a immaginare se succedesse qui”.
A cura di Sara Leombruno
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Le proteste in Iran restano al centro delle cronache e, con esse, il cuore di chi quel Paese lo porta nel sangue. Giulia Salemi, da sempre in prima linea per i diritti del popolo persiano, ha affidato ai social un video-appello per accendere i riflettori sulla nuova ondata di repressione che sta tediando Teheran. Dal 28 dicembre scorso, infatti, il Paese è paralizzato da rivolte scaturite da una crisi economica senza precedenti e da un’inflazione fuori controllo, a cui il regime sta rispondendo con il pugno di ferro. Le parole dell'influencer: "Non riusciamo a metterci in contatto con i nostri parenti a Teheran, non possiamo restare indifferenti".

L'appello di Giulia Salemi

Il racconto della conduttrice e influencer non è solo politico, ma profondamente personale. La preoccupazione maggiore riguarda il "blackout" comunicativo imposto dal governo per soffocare il dissenso: “Hanno isolato il Paese, spegnendo internet, le luci e le linee telefoniche, nel tentativo di zittire le proteste. Provate a immaginare se avvenisse qui a casa nostra. Come ci sentiremmo? Soli, isolati dal mondo”. Per Salemi, che ha scelto il nome persiano Kian per il figlio nato dall'amore con Pierpaolo Pretelli proprio per onorare le sue radici, il silenzio tecnologico si è trasformato in un incubo privato: Io vivo nell'angoscia perché da giorni non riusciamo a contattare i nostri familiari a Teheran, ha raccontato visibilmente provata.

La situazione in Iran

Le notizie che filtrano nonostante la censura parlano di un bilancio di sangue pesantissimo. Giulia Salemi parla di una vera e propria "strage di innocenti" messa in atto per fermare chi reclama libertà: “Hanno aperto il fuoco sulla folla, causando oltre duemila morti e più di diecimila arresti, e siamo solo all'inizio. Non si può rimanere in silenzio davanti a questa violenza”. Nonostante i numeri drammatici, la conduttrice sottolinea la forza di un popolo che non sembra intenzionato a fare un passo indietro: "Il coraggio degli iraniani brilla più forte. Uomini, donne, giovani e anziani marciano insieme e di fronte a questo coraggio immenso noi non possiamo restare indifferenti".

Non è la prima volta che la conduttrice presta la sua voce alla causa. Dalla scelta di abiti di designer iraniani sui red carpet internazionali fino al celebre monologo a Le Iene dopo l’uccisione di Mahsa Amini, la sua battaglia è continua. Oggi, mentre Teheran scende di nuovo in piazza contro il carovita e la repressione, il suo appello ai 2 milioni di follower è un grido contro l'indifferenza dell'Occidente: il timore è che, nell'oscurità del blackout digitale, il regime possa agire indisturbato.

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