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Francesco Facchinetti: “Non ho talento e non sono un artista. Ma la perseveranza mi ha aiutato”

Francesco Facchinetti parla a Ciao Maschio della sua infanzia, della sua concezione di talento che ritiene di non avere. Infine parla della sua famiglia e di come lo abbia cambiato diventare padre.
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Francesco Facchinetti si racconta in un'intervista a Nunzia De Girolamo. Prima cantante, ora talent scout ha capito di avere una dote che lo ha aiutato nella vita, si tratta della perseveranza, mentre ritiene di non aver mai avuto talento. Infine parla di come la paternità gli abbia fatto scoprire delle parti di sé che non pensava di avere.

Francesco Facchinetti e il rapporto col talento

Ospite di Ciao Maschio, in onda sabato pomeriggio su Rai1, Facchinetti parla innanzitutto della sua predisposizione all'aiuto degli altri, che però non ha mai cercato per sé: "Cerco di dare sempre il meglio di me stesso. Forse ho sbagliato in questo. Non ho mai cercato aiuto nei momenti più difficili in qualcun altro" e infatti aggiunge: "E nelle parti mie difficoltose mi sono sempre chiuso dentro me stesso per cercare una strada, una direzione per uscirne fuori". Parlando della sua infanzia ripercorre i momenti vissuti accanto al padre Roby Facchinetti:

Io sono cresciuto in una casa con una persona di estremo talento che è mio padre. Mio padre è un artista che ha cambiato la musica italiana e ha fatto la storia della musica italiana e non solo. Ho respirato, ho toccato con mano il talento, la perseveranza che un talento ha, la voglia di vivere in maniera anche complicata e complessa.

Parlando della sua carriera, oggi da produttore, con lucidità dichiara: "Non mi sento una persona di talento, non mi sento un artista, non lo sono". Facchinetti, però, si riconosce una qualità che gli ha permesso negli anni di arrivare anche in quei posti, che se avesse avuto quel talento di cui si ritiene manchevole avrebbe raggiunto grazie a quelle velleità:

Ho una caratteristica che forse oggi vale anche più del talento: la perseveranza. Quindi le persone come me probabilmente trovano spazio perché la perseveranza può superare anche il talento. Quello che ho fatto lo devo al fatto che ci ho creduto. Alcune cose le ritengo un lavoro, poi per arrivare a certe dimensioni devi avere qualcosa di speciale. Ecco, io quello non ce l’ho, però ho capito che trovando qualcuno che quel viaggio me lo può fare insieme a loro, io posso andare là dove mi piacerebbe stare.

Le sensazioni provate con la paternità

Infine il racconto di cosa abbia significato per lui diventare padre. Una delle esperienze che più lo hanno cambiato: "Ho anche passato dei momenti provando delle cose che non mi erano mai successe, non mi erano mai successi gli attacchi di panico, provando delle sensazioni dentro me stesso completamente nuove". Tra queste anche il timore di non poter essere presente come vorrebbe per i suoi figli: "Tante volte il genitore ha questa preoccupazione che ti mangia dentro. Il pensiero di non poter aiutare i miei figli se ne hanno bisogno in quel momento mi mette un'agitazione mai provata". 

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