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Fedez rifiutato dalla Rai per Belve: “Ero moribondo in ospedale, non mi hanno dato modo di parlare”

“A Belve volevo parlare della salute mentale”, racconta Fedez ad Aldo Cazzullo. “Sarei andato del tutto gratuitamente perché volevo fare una bella cosa, ma in Rai non ero bene accetto. Un comunicato mentre ero in ospedale? Spiacevole sul piano umano, non ho avuto contraddittorio. Come la chiama? Censura? Lo ha detto lei”.
A cura di Giulia Turco
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Durante il ricovero di Fedez sui giornali è stata fatta luce sulla mancata partecipazione al rapper a Belve, nonostante si fosse parlato di una sua presenza nello studio di Francesca Fagnani su Rai 2. Proprio in quei giorni è emerso che il rapper avrebbe rifiutato l'intervista per motivi economici, ma presto la Rai ha messo nero su bianco la scelta non avere il rapper in prima serata per scelte editoriali.

I motivi dell'ospitata a Belve saltata

Avevo accettato l’invito di Francesca Fagnani a Belve perché volevo parlare, specie ai giovani e a chi si sente incompreso, di salute mentale”, prosegue. L’idea aveva convinto a quanto pare sia alla conduttrice che alla produzione. Poi la Rai avrebbe ritirato l’invito. "Lei come la definirebbe?", chiede retoricamente ad Aldo Cazzullo. "Censura?". "L’ha detto lei", è il botta e risposta con il rapper.

Diciamo che non ero bene accetto, non mi volevano. E hanno fatto un comunicato che ho trovato sinceramente spiacevole, perché ero in ospedale, letteralmente moribondo e non avevo alcuna possibilità di replicare", si sfoga. "Ho trovato la cosa anche particolarmente poco attenta sul piano umano". Come se il rapper fosse stato ripagato con la moneta di un tempo.

Dalla Rai avevo imparato una cosa: quando vai su un palco a parlare di politici, alla Rai non piace perché non c’è il contraddittorio. Ma anche nel mio caso non c’è stato modo di avere un contraddittorio. È una regola unilaterale, che applicano solo quando pare a loro.

La depressione e il tema della salute mentale

"È proprio di salute mentale che avrebbe voluto parlare nel corso dell’intervista a Belve, se fosse andato in studio ospite di Francesca Fagnani", racconta Fedez nel corso dell'intervista ad Aldo Cazzullo per il Corriere della Sera. “Dopo la malattia ho avuto serie problemi di salute mentale. Li ho affrontati, li sto affrontando tuttora. Non ho pudore o vergogna a parlarne. Ho attraversato una depressione acuta e mi ha aiutato  tantissimo ascoltare le esperienze degli altri”, racconta al giornalista.

Quando mi hanno diagnosticato il tumore al pancreas, ho fatto come si fa in questi casi: sono andato su Google e quello che ho letto è stata una sentenza di morte”. Poi è entrato in contatto con Gianluca Vialli, ex dirigente della Nazionale di calcio al quale nel 2017 era stata diagnosticata la stessa malattia. “Fu la prima volta che piansi al telefono con una persona che non avevo mai visto. Fu una cosa molto forte. Gianluca Vialli era una persona fantastica. Mi è stato molto vicino sia prima sia dopo l’operazione”. 

La posizione di Francesca Fagnani e della Rai

Sul tema si è espressa ben presto anche la stessa Fagnani, che ha chiarito la sua posizione distante rispetto a quella dell'azienda. "Non condivido, Belve non ha mai tolto voce a nessuno", ha fatto sapere la giornalista. In un primo momento, indiscrezioni hanno parlato della possibilità che Fedez avesse rifiutato di andare in studio senza un cachet: "Sarei stato e sono disponibilissimo ad andare del tutto gratuitamente. Avevo l’intenzione di fare una bella cosa, e spero in futuro di riuscirci, in qualche modo, con Francesca Fagnani, una giornalista con la schiena dritta che ringrazio per aver sostenuto la posizione del suo invito", spiega.

Inevitabilmente il pensiero torna agli episodi che a Sanremo hanno sollevato un polverone. "Per la foto di Bignami non dovrei essere io a vergognarmi: non era un fotomontaggio, si è vestito lui da gerarca nazista", aggiunge in tal proposito Fedez. "Il bacio sicuramente non fu un atto compiuto con premeditazione. Ma ricordo su quel palco palpate di testicoli e anche palpate nei confronti di donne… evidentemente i tempi cambiano".

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