Diverbio tra Scamarcio e Porcaroli: “Femminismo in Dracula? Ora lo vogliamo trovare ovunque”. Lei replica: “Al 100%”
Nel nuovo adattamento di Dracula targato Audible, Riccardo Scamarcio veste i panni del Conte e Benedetta Porcaroli quelli di Mina. Ma durante un'intervista congiunta a Vanity Fair, la promozione ha lasciato spazio a un piccolo botta e risposta sul femminismo, tra lo scetticismo dell'attore e la ferma replica della compagna. Un siparietto che non stupisce più di tanto, considerando che in passato Scamarcio è già finito al centro delle polemiche proprio per alcune uscite sui ruoli di genere.
Il botta e risposta sul femminismo
Al centro della discussione, la lettura del classico di Bram Stoker e, in particolare, il tentativo di leggere in chiave femminista il testo di fine Ottocento. Un terreno scivoloso, che ha fatto emergere le divergenze tra i due attori in modo ironico, ma neanche troppo. Il dibattito è partito quando l'intervistatore ha posto una domanda sulla natura dell'opera: "C’è anche qualcosa di protofemminista?". La prima a prendere la parola è stata Benedetta Porcaroli, che ha tentato di impostare una riflessione profonda sul testo: "Io penso sia una storia di…".
Prima che l'attrice potesse completare il concetto, Scamarcio l'ha interrotta, lasciando trasparire una certa insofferenza verso il tema: "Vabbè, ora la vogliamo trovare da tutte le parti questa cosa del femminismo. Lasciamo stare Dracula almeno, vi prego". L'affondo non ha però intimidito la compagna, che ha risposto rivendicando la modernità intrinseca del personaggio di Mina nel racconto: "Femminismo nel senso più profondo. Il racconto di una donna che si libera, si emancipa. Lo è al cento per cento". A quel punto, l'attore ha parzialmente corretto il tiro: "Certo che lo è. Ma viva Dio che lo sia".
I precedenti di Scamarcio sul tema: l'uscita infelice a Belve
Impossibile non cogliere in questo scambio un'eco sottile che riporta la memoria a un episodio recente. Due anni fa, lo stesso Scamarcio era finito al centro delle polemiche a seguito della sua ospitata a Belve, il programma condotto da Francesca Fagnani su Rai 2. In quell'occasione, l'attore si era lasciato andare a considerazioni piuttosto tradizionaliste sui ruoli all'interno della famiglia, citando il "maschio capobranco" e la donna dedita ai figli e accompagnando il tutto con una battuta provocatoria: "Che dobbiamo lavare a terra, noi?". Una frase che aveva scatenato un polverone, a cui la stessa Porcaroli aveva replicato all'epoca con ironia: "Non mi distraete che sto stirando".
Di fronte al tentativo di Scamarcio di arginare l'etichetta femminista applicata a Dracula, la reazione dell'attrice conferma a parere di chi scrive una linea di totale indipendenza di pensiero. L'attore ironizza e prova a difendere la purezza letteraria dell'opera dai diktat della contemporaneità, ma Porcaroli dimostra di non voler indietreggiare di un millimetro, trasformando un'intervista promozionale in un piccolo manifesto di emancipazione vissuto anche fuori dal set.