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Barbara Floridia si dimette da Presidente della Commissione Vigilanza Rai: “Restare a denunciare non è servito”

Barbara Floridia si dimette da Presidente della Commissione di Vigilanza Rai. Da tempo denunciava l’immobilità dell’organo di garanzia, a causa delle interferenze della maggioranza di Governo.
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Barbara Floridia si è dimessa dal ruolo di Presidente della Commissione Parlamentare di Vigilanza Rai. Una decisione che definisce "sofferta, ma inevitabile" in un lungo post pubblicato sui suoi social, dove spiega le motivazioni che l'hanno portata a questo punto. È oltre un anno, infatti, che la Commissione di Vigilanza Rai è ferma e la stessa Floridia ha più volte lamentato l'immobilità di un organo che dovrebbe garantire la pluralità all'interno della televisione pubblica e che, col governo attuale, sembra avere non poche difficoltà di gestione.

Le dimissioni di Barbara Floridia

Nel lungo e dettagliato post pubblicato sui suoi canali social, Barbara Floridia racconta come la scelta di dimettersi sia arrivata dopo i molteplici tentativi di portare avanti, in maniera corretta, il suo compito:

Oggi ho consegnato ai Presidenti del Senato e della Camera le mie dimissioni da Presidente della Commissione parlamentare di Vigilanza Rai. È una decisione sofferta ma necessaria e inevitabile. Ho dovuto prendere atto che restare e denunciare non è servito. Non mi resta che dare un segnale forte dinanzi all'arroganza e all'uso spregiudicato che questa maggioranza fa delle istituzioni e delle Commissioni parlamentari. Sento vivo dentro di me l'onore e la disciplina che si devono al ruolo che rappresento, per queste ragioni non posso restare a guardare impotente.

Floridia continua denunciando, ancora una volta, lo stato in cui da mesi si trova la Commissione di Vigilanza, bloccata alla maggioranza di Governo:

Ho cercato il dialogo, ho resistito alle provocazioni, agli ostacoli. Ho lottato con tutte le mie forze per consentire a un organo di garanzia del Parlamento di svolgere le proprie funzioni. Ho tentato in ogni modo di difendere il diritto dei cittadini ad avere una Commissione che si occupasse davvero del servizio pubblico. Ho denunciato anche pubblicamente con molto ardore.Ma è ormai evidente che a questa maggioranza mancano alcuni presupposti molto importanti: il rispetto delle prerogative della minoranza, il rispetto delle istituzioni più in generale e delle regole che disciplinano il funzionamento degli organi parlamentari.

E ancora: "Il boicottaggio sistematico della commissione di vigilanza da parte della maggioranza e la situazione in cui sta precipitando il servizio pubblico non mi consente di andare oltre". 

Le criticità nella gestione del Servizio Pubblico

L'ormai ex Presidente della Commissione di Vigilanza, quindi, sottolinea come il blocco dei lavori della commissione non ci sia stato per ragioni istituzionali, non per "divergenze in merito alle questioni, ma solo per ricatto" e aggiunge: "Non era mai accaduto nella storia della nostra Repubblica che un organo di garanzia fosse tenuto in ostaggio di chi governa. E io con esso". Floridia ritiene non abbia più senso continuare a presiedere un organo svuotato delle sue funzioni e che non ha margini di manovra:

Una gestione del servizio pubblico che palesemente e senza un minimo di pudore ha premiato quasi esclusivamente l'appartenenza politica, mortificando il merito, la qualità, l'indipendenza e perfino la sostenibilità economica delle scelte editoriali.

Non manca un riferimento ai prossimi palinsesti, dove si sottolinea come sono stati confermati nomi che sostengono il governo, nonostante i loro programmi "si sono trasformati, puntualmente, in clamorosi fallimenti." La decisione arriva a un anno dalle elezioni e non è casuale: "servirebbe una Commissione attiva e vigile sul servizio pubblico, perché manca persino il pudore di nascondere ciò che sta accadendo". Per cui, l'ammissione finale:

Io non sono disposta a trascorrere l'ultimo anno di questa legislatura assistendo impotente alle richieste di audizioni da parte delle opposizioni sistematicamente bocciate dalla maggioranza per impedire di fare domande, di pretendere risposte, di chiedere conto a chi sta gestendo la Rai.

Si dimettono anche i consiglieri dell'opposizione

In una nota, i capigruppo di opposizione nella Commissione parlamentare di Vigilanza Rai, comunicano le loro dimissioni. A firmarla sono Stefano Graziano (PD), Dario Carotenuto (M5S), Angelo Bonelli e Giuseppe De Cristofaro (AVS) e Maria Elena Boschi (IV), che dichiarano:

Come componenti delle forze di opposizione della Commissione parlamentare di vigilanza Rai, abbiamo rassegnato tutti, con effetto immediato, le nostre dimissioni. È un atto politico necessario, conseguenza della paralisi che da mesi impedisce alla Commissione di svolgere il proprio ruolo di garanzia, a causa delle divisioni interne alla maggioranza e di una gestione che ne ha di fatto svuotato le funzioni. Una scelta maturata dopo i ripetuti appelli, rimasti inascoltati, ai Presidenti delle Camere, Ignazio La Russa e Lorenzo Fontana, e nonostante il richiamo del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, al pieno funzionamento degli organi di garanzia del Parlamento.

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