Anche Ivano Chiesa scompare dai social: l’avvocato di Corona non è più disponibile su Instagram

Anche il profilo Instagram dell'avvocato di Fabrizio Corona, Ivano Chiesa, risulta essere non disponibile. È accaduto tutto nel tardo pomeriggio di sabato 7 febbraio. Sullo schermo, atterrando sul link del profilo del legale, compare la scritta: "Il profilo potrebbe essere corrotto o stato rimosso".
La sparizione arriva a pochi giorni dalle dichiarazioni esplosive di Chiesa, che aveva annunciato la volontà di denunciare Mediaset per estorsione in risposta alla lettera inviata dal Biscione ai locali che avrebbero dovuto ospitare Corona per le sue serate. L'avvocato era anche apparso in una puntata di Gurulandia nel quale aveva attaccato duramente proprio il colosso di Cologno Monzese.
Il profilo dell'avvocato Ivano Chiesa, secondo quanto apprende Fanpage.it, è stato sospeso per violazione degli standard della community da parte di Meta.
L'escalation dopo la lettera ai locali di Mediaset
L'avvocato era stato il primo a reagire dopo l‘esclusiva di Fanpage.it sulla missiva con cui Mediaset avvertiva i gestori dei locali: "Presidiate e controllate il comportamento degli ospiti, perché in passato ci sono state condotte minacciose e offensive. Rischiate di diventare corresponsabili".
Chiesa aveva definito la mossa "molto grave" e priva di fondamento giuridico e lo aveva fatto proprio in un video su Instagram che aveva raccolto tante visualizzazioni: "Il gestore di una discoteca deve garantire la sicurezza del locale, non impedire che qualcuno dica quello che vuole. Non siamo in Corea del Nord". Aveva poi denunciato l'effetto intimidatorio della lettera: "Chi la riceve si spaventa, e il rischio è che non facciano neanche fare le serate a Fabrizio. Gli impediscono di lavorare".

La denuncia per tentata estorsione
Da qui l'annuncio della contromossa legale: "Fabrizio ha deciso di denunciare Mediaset per tentata estorsione o per qualunque altro reato che la Procura vorrà ravvisare". Chiesa aveva chiuso il suo intervento con una domanda provocatoria: "Hanno tentato di silenziarlo sui social, ora vogliono silenziarlo nei locali. Domani cosa vorranno fare? Impedirgli di parlare anche in casa sua?".