Addio a Koji Suzuki, il padre di The Ring: lo scrittore che ha cambiato l’horror mondiale

Quando nel 1991 Koji Suzuki pubblicò il romanzo Ring, probabilmente non immaginava che una ragazza dai capelli neri e un televisore maledetto avrebbero terrorizzato intere generazioni in ogni angolo del pianeta. Lo scrittore giapponese è morto a Tokyo all'età di 68 anni, lasciando un'eredità che va ben oltre la letteratura di genere.
Da un romanzo a un fenomeno globale
Tutto è partito da un libro. Ring, uscito in Giappone nel 1991, era una storia di vendetta soprannaturale costruita attorno a una videocassetta che uccideva chiunque la guardasse. Hideo Nakata ne ha tratto il film nel 1998, che in pochi anni ha conquistato anche l'Occidente, prima con il remake americano firmato da Gore Verbinski nel 2002, poi con una lunga serie di sequel e spin-off. Samara è diventata una delle figure iconiche dell'horror contemporaneo, riconoscibile quanto Freddy Krueger o Michael Myers.
Il maestro del J-horror
Ring non era che l'inizio. Suzuki ha firmato anche il racconto del 1996 da cui è nato Dark Water, portato al cinema da Nakata stesso nel 2002 e poi rifatto da Hollywood nel 2005. La lista dei film ispirati ai suoi testi è lunga: Spiral, The Ring Virus, Ring 2, Ring O: Birthday, The Ring Two, Sadako 3D, Sadako vs. Kayako, Rings. Persino la celebre antologia "Masters of Horror" di Showtime ha attinto al suo lavoro, adattando il racconto Dream Cruise come tredicesimo e ultimo episodio della serie.
Il termine "J-horror" – quell'ondata di cinema dell'orrore giapponese che ha dominato la scena internazionale tra la fine degli anni Novanta e i primi Duemila – porta in modo sostanziale la sua firma. Senza Suzuki, senza Ring e senza Samara (Sadako nella versione originale), quella stagione avrebbe avuto un volto completamente diverso.
"Lo Stephen King del Giappone"
Non è un paragone casuale quello con l'autore di It e Shining. Come King, Suzuki aveva la capacità rara di costruire terrore su basi quotidiane e riconoscibili: una videocassetta, un pozzo, un palazzo in cui scende l'acqua dal soffitto. Il perturbante che nasce dall'ordinario, non dal mostruoso dichiarato. È questa la firma di un certo horror letterario di qualità, e Suzuki ne era uno dei massimi rappresentanti a livello mondiale.