Sanremo 2026, Jurman: “Fedez si è fidato di me, Sal Da Vinci canzone furba, Aka7even mi ha offeso ma ha talento”

La serata finale del Festival di Sanremo 2026 sta per cominciare. Presto riascolteremo le canzoni dei 30 Big in gara e conosceremo il vincitore della kermesse canora presentata da Carlo Conti e Laura Pausini. Fanpage.it ha intervistato Luca Jurman. Il vocal coach ed ex professore di canto di Amici ha espresso il suo giudizio tecnico sui brani e sulle performance degli artisti: "In generale posso dire che Sanremo mi sembra un po’ sottotono: a livello artistico e musicale sembra un’involuzione". Ha avuto modo di seguire da vicino la preparazione di Fedez che con Marco Masini canta "Male necessario". Su questa collaborazione, ha dichiarato:
Quando mi è stata chiesta una mano non sapevo che ci fosse questa accoppiata. Avevo dei dubbi. Sono molto pignolo e meticoloso, ma ascoltando il brano ho trovato che fosse scritto molto bene: ci sono parti, ganci di testo e una melodia davvero efficaci. Masini è messo alla prova costantemente dai ‘la’ del brano. Il contrasto con Fedez, unito alla crescita personale che si percepisce in quello che scrive, ha reso il lavoro sulla voce particolarmente sfidante. Tirare fuori il timbro naturale di Federico e farlo cantare al meglio in pochissimo tempo è stato impegnativo, ma con dedizione si possono ottenere grandi risultati.
Il giudizio di Luca Jurman su Serena Brancale in gara con il brano Qui con me, Sal Da Vinci con Per sempre sì, LDA e Aka7even con Poesie Clandestine, Ermal Meta con Stella Stellina, Tredici Pietro con Uomo che cade e gli altri Big in gara:
Il miglioramento di Fedez è evidente. Tra tutti gli artisti che ho aiutato, è stato l'unico a ringraziarmi. Ermal Meta poteva fare di meglio con frasi più poetiche e ricercate. Sal Da Vinci canzone furba. È intonato ma ha un respiro rumoroso che risulta fastidioso. Aka7even ha usato parole gravemente offensive nei miei confronti, ma lo reputo un talento. Tredici Pietro non è un Big. Patty Pravo un'icona, ma l'esibizione è sottotono.
Sanremo 2026, le pagelle di Luca Jurman
Quali canzoni di Sanremo 2026 pensi che meritino di salire sul podio?
Non ci sono molti brani che possano meritare il podio della canzone italiana, purtroppo si è persa un po’ la magia della scrittura naturale, bella e ispirata a favore invece di una composizione un po’ troppo da TikTok, ma ci sono dei brani che possono essere considerati più interessanti di altri.
Ad esempio?
Premetto che ho apprezzato le canzoni dei due finalisti delle Nuove Proposte, Angelica Bove e Nicolò Filippucci, anche se quella di Nicolò era meno originale ma più costruita per la sua voce. Quanto ai Big posso dire che il brano che sin dall’inizio mi ha stupito – e non sono davvero di parte – è stato quello dell'accoppiata Masini e Fedez, testo e tessitura melodica scritta bene e con un contrasto forte di due personalità molto distinte ma miscelate davvero bene. Poi sicuramente la canzone che funzionerà da un punto di vista nazional popolare, scritta in maniera molto furba ed efficace, è quella di Sal Da Vinci.
La verità sulla collaborazione con Fedez

Fedez ti ha chiesto aiuto per preparare l'esibizione del Festival. Ti ha convinto la sua performance?
Ho seguito la preparazione di Federico e cerco di continuare a farlo anche a distanza. Io non sono mai soddisfatto delle mie performance, di conseguenza cerco di rimanere sempre molto obiettivo su tutti, allievi compresi, ma Federico si sta impegnando molto e questo fa sì che ci siano dei risultati di evidente miglioramento. Il rapporto che c’è tra Federico e me è tra insegnante e allievo, sono molto soddisfatto a livello professionale, è un rapporto che ci permette di affrontare anche in breve tempo una modalità di uso della voce che non aveva ancora affrontato. C’è una cosa in particolare che mi ha davvero gratificato oltre al suo impegno.
Quale?
Dopo tantissimi anni e tantissimi allievi e artisti che ho seguito e aiutato nella carriera, è stato l’unico a ringraziarmi pubblicamente in modo spontaneo e inaspettato. Mi ha fatto capire che anche Federico sta cambiando sotto tanti punti di vista. È un miglioramento, un percorso, le persone crescono. Nato da una scommessa, è diventato un viaggio di miglioramento. Mi fa piacere che si fidi di me perché è con la fiducia che si creano grandi cambiamenti. Ci vorrà del tempo, certo, il tempo è stato pochissimo, ma si sono visti dei frutti e se ne sono accorti in molti per fortuna.
Immagino sia stata una bella soddisfazione per te.
Ciò che gratifica di più nel fare questo lavoro è vedere che i risultati sono evidenti per tutti. L’obiettivo primario era fargli prendere fiducia e capire che con lo studio e la preparazione si può fare a meno dell’uso dell’autotune. Usarlo come effetto e non come aiuto per l’intonazione, portando nel mondo musicale italiano, da tempo nei guai, un po’ di sana consapevolezza, perché se si vuole e si studia, si può tecnicamente cantare e migliorare la propria capacità comunicativa e interpretativa.
In definitiva, è una collaborazione che potrebbe continuare dopo Sanremo?
Potrebbe e spero che continui. Insegnare è una passione e un dovere etico. Intendo continuare a sensibilizzare il nostro Paese verso l’arte del canto, che alla fine dovrebbe tornare a essere a uso e consumo non solo dello spettatore, ma anche dell’artista.
Serena Brancale canta Qui con me a Sanremo 2026: "Si è perso il pathos ma so che se la caverà"

Serena Brancale è indicata tra i favoriti per la vittoria, cosa ne pensi del suo brano e della sua interpretazione?
Sono rimasto toccato, perché Serena è un’amica e la conosco molto bene artisticamente. Ci sono, però, alcuni punti un po’ strani nella scrittura del brano.
Spiegami meglio.
Secondo me è stato scritto da troppe mani e si è persa un po’ quella capacità di creare lo stesso pathos delle parole all’interno della tessitura melodica. Pensavo spingesse di più nel momento di massima richiesta interpretativa. C’è da dire che l’emozione può causare una debolezza di power vocale, ma so che se la caverà bene.
Qual è la tua valutazione sul brano di J-Ax?
La mia domanda principale, al di là dei discorsi retorici, è: “Perché?”
Ermal Meta canta Stella stellina: "Poteva fare meglio con frasi più poetiche e ricercate"

È stato molto apprezzato il testo della canzone di Ermal Meta, Stella stellina, che racconta la vita spezzata di una bambina vittima della guerra.
Si poteva fare meglio. Il tema è molto importante, ma lo sviluppo si poteva fare meglio. Secondo me è un tema che meritava frasi più poetiche e ricercate
Sal Da Vinci ha ricevuto un’ovazione dal pubblico. Ti ha convinto?
Ha costruito il brano in maniera efficace e sono stati bravi a confezionare questo modo di portare il neomelodico con forza a Sanremo. Può sembrare troppo nazional popolare o campanilista, ma alla fine è un fatto che fa parte dell’Italia. Sal è preciso e intonato, tecnicamente, ma dal punto di vista vocale ha un respiro rumoroso che risulta fastidioso. Oltre a essere un problema estetico sul piano musicale, non è neppure il massimo per lo strumento voce. Naturalmente tutto dipende anche da eventuali caratteristiche anatomiche “difettose” di un cantante, come una deviazione del setto nasale o una patologia asmatica, ma qui si entrerebbe in un discorso troppo tecnico.
I giudizi di Luca Jurman: "Sal Da Vinci respiro fastidioso, Tredici Pietro non è un big"

A Sanremo c'è anche Aka7even.
Non capisco perché abbia speso parole molto brutte e gravemente offensive nei miei confronti in un live tempo fa. Io lo reputo un talento musicale anche se spesso e volentieri lui non lo mette in luce e nella canzone sanremese si percepisce poco: ha una buona estensione vocale e un discreto padroneggiamento tecnico. Spero che si ricreda sulle parole che ha speso nei miei confronti, mi dispiace che siano stati usati termini pesanti. Capisco la rabbia dei ragazzi verso il mondo, ma la critica professionale è sempre volta a mettere in evidenza difetti al fine di migliorare.
Quest’anno ci sono anche alcuni figli d'arte: LDA (in coppia con Aka7even), Tredici Pietro e Leo Gassmann.
Il fatto che siano "figli di" a me non interessa, perché se sono veramente bravi, non ha senso considerarlo. Sono del parere che Tredici Pietro non sia da Sanremo, nei Big assolutamente no. LDA e Aka7even hanno uno storico da talent show che li ha portati a emergere nel panorama pop contemporaneo, ma “big” è un’altra cosa. Leo Gassmann non riesco ancora a considerarlo una valida alternativa ad altri nel mondo musicale.
Infine, a rappresentare la vecchia guardia c'è Patty Pravo.
Patty Pravo è un’icona, il brano è scritto sull’onda dei suoi successi. L’esibizione è stata abbastanza sottotono: non è stata una presenza importante per la canzone, ma una presenza importante per il Festival.