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Marco Santin: “Personaggi copiati? Stiamo sempre attenti. La Zanicchi ha gradito l’imitazione”

Il componente dell’ex trio analizza l’ultima stagione del GialappaShow: “Lunedì serata infernale, ma lo spettacolo cresce sempre di più. Ce ne accorgiamo andando in giro. L’inizio alle 21.40 è una cosa scandalosa, lo avrei evitato. Le parodie di Pier Silvio e la Toffanin? Le avremmo fatte anche a Mediaset. Non ci facciamo influenzare dal posto in cui siamo”.
A cura di Massimo Falcioni
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Ancora una puntata, in onda lunedì sera, per chiudere il cerchio sulla settima edizione del “GialappaShow”. Un’avventura cominciata nella tarda primavera del 2023 e che tre anni dopo è a tutti gli effetti un punto fermo dell’offerta televisiva.

“Abbiamo finito di registrare venerdì 8 maggio – afferma Marco Santin a Fanpage.it – mi pare che il programma vada a concludersi in grande ascesa. Lo spettacolo cresce sempre di più, lo capiamo andando in giro, da come i personaggi vengono recepiti dalla gente, dai commenti sui social e sui giornali. Quando una trasmissione è anonima te ne accorgi, invece in questo caso annusiamo la popolarità. Basti pensare a figure emergenti come Gineprio”.

Gli ascolti sono positivi, con uno share abbondantemente sopra al 5% se si sommano i numeri di Tv8 e Sky Uno: “Arrivavamo anche al 6,4%. Nell’ultimo periodo ci siamo un po’ abbassati, credo per via del caso Garlasco e il che è tutto dire. Senza contare che la serata del lunedì è infernale, un massacro. C’è anche il calcio, che ci ha sempre dato fastidio. In passato avevamo sperimentato altri giorni, ma ormai si è deciso di rimanere lì”.

Da quest’anno avete prorogato l’avvio di un quarto d’ora per non essere schiacciati da “Affari Tuoi” e “La Ruota della Fortuna”.

Lo avrei evitato volentieri. È una cosa scandalosa verso il pubblico che non possiede mille piattaforme e che il mattino dopo deve svegliarsi per andare al lavoro. È assurdo, ma noi che possiamo farci? C’è inoltre un altro problema.

Quale?

Su Tv8 si parte alle 21.40, mentre su Sky Uno alle 21.30. Non sono in perfetta contemporanea e questo genera un ulteriore disagio perché alcuni spettatori commentano sketch che altri devono ancora guardare. Tutto questo dovrebbe terminare, è allucinante. Le proteste sono diffuse.

Per voi è stata la prima stagione senza Max Giusti.

La sua assenza è durissima da affrontare a livello umano. Con Max siamo amici, tanto amici, e ci manca molto. Tuttavia, quando cominci a lavorare a testa bassa al programma non ti rendi conto di certe dinamiche. È ovvio che avremmo voluto averlo, ma ci abbiamo rimesso più sul fronte personale che professionale. Quest’anno ce la siamo cavata, Ubaldo Pantani è stato strepitoso ed è tornato Maccio Capatonda con una roba clamorosa.

Tra la registrazione e la messa in onda c’è un divario di dieci giorni. Un handicap non da poco.

Personalmente lo sento tantissimo. Lotto da un sacco di tempo affinché vengano accorciate le distanze, ma ci hanno spiegato che c’è bisogno di quei giorni lì. Non siamo una trasmissione di attualità, è evidente, ma con quello che accade nel mondo quotidianamente è un peccato non poter stare sul pezzo. In compenso, quel lasso di tempo viene sfruttato per confezionare il prodotto in maniera accuratissima. Il ‘GialappaShow’ è bello da vedere.

Essere ‘indietro’ di dieci giorni vi ha impedito, tra le altre cose, di omaggiare Peppe Vessicchio in occasione della sua scomparsa.

Lo avremmo ricordato volentieri e certamente ci sono tante situazioni che non abbiamo potuto coprire. Peppe era un amico, ci abbiamo fatto mille Festival assieme, gli volevamo davvero bene.

Nell’ultima puntata di un anno fa Carlo Taranto riapparve all’interno di “Sensualità a Corte”. Un cameo che illuse i fan.

Girò quelle scene in Liguria, dato che Marcello Cesena produce tra Genova e Milano. Con Carlo ci sentiamo spesso, commenta tutte le puntate, ma ha fatto una scelta di vita che va rispettata. Perché obbligarlo a lavorare se non vuole?

Magari la fiammella potrebbe riaccendersi.

Secondo me la voglia non l’ha mai avuta, lo dico veramente. Carlo avrebbe voluto fare altro nella vita. Lavorava in Legambiente ed era legato a battaglie di questo tipo. Una volontà rispettabilissima. Agli inizi della nostra carriera gli spiegavo che anche noi svolgevamo un ruolo sociale e che i nostri messaggi avrebbero potuto avere un valore concreto, penso però di non averlo mai convinto. A questo aggiungici un altro fattore: se ti fermi per lungo tempo poi è complicato ripartire, soprattutto ai nostri ritmi attuali. Abbiamo fatto ‘Red Carpet’, ‘Lol Halloween’, il ‘GialappaShow’, la Champions su Tv8. Ci avrebbe mandato serenamente a cagare (ride, ndr).

Vi siete rivisti dal vivo durante i ciak di “Attitudini: Nessuna”, il doc di Aldo, Giovanni e Giacomo. Non succedeva dal periodo pre-covid.

È stato molto contento, lo ha fatto volentieri. E comunque con Carlo rifaremo una cosa insieme. Non posso anticipare nulla, ma accadrà presto…

Tra le novità di quest’annata ci sono state le parodie di Pier Silvio Berlusconi e Silvia Toffanin. Foste rimasti a Mediaset pensi che avrebbero mai visto la luce?

Avemmo il coraggio di proporre il personaggio di PierPiero in un’epoca in cui era tutto più complicato. Se le parodie di Pier Silvio e della Toffanin ci fossero venute in mente in passato credo che le avremmo sviluppate. Con Brenda Lodigiani ne parlavamo da un anno e mezzo. Mi arrogo la responsabilità di affermare che ce ne saremmo sbattuti e le avremmo fatte. Non so cosa sarebbe poi successo in azienda, ma se diamo vita a certe gag è perché il momento è maturo e ci divertono. Non ci facciamo influenzare dal posto in cui siamo.

La Iva Zanicchi di Giulia Vecchio sta imperversando. Reazioni da parte della diretta interessata?

Sì, ha reagito e sembrerebbe piacevolmente divertita. Giulia ha un suo vocale in cui commenta scherzosamente l’imitazione.

Al “GialappaShow” ha funzionato tutto o c’è qualcosa da rivedere?

Le performance di Giovanni Vernia mi sono piaciute moltissimo. Ha fatto cose bellissime, ma secondo me può dare ancora qualcosa in più. Michela Giraud con ‘La vicepreside’ è migliorata nelle ultime puntate, anche se l’idea originaria era un’altra. La mia sensazione è che funzionasse di più ‘Che Dio ce salvi’. Ma parliamo in ogni caso di eccellenza. Complessivamente non ho rimpianti.

A Forest che voto diamo?

Da 1 a 10? 11. Michele riesce a sorprenderci sempre e quest’anno è stato una bomba. Pare che ogni volta sia più in forma dell’esperienza precedente. Migliora col tempo, come il vino. Forse anche il cambio settimanale del partner lo ha aiutato.

La Lodigiani nei panni di Annalaisa è stata messa parzialmente in naftalina. Una mossa studiata?

Tornerà nell’ultima puntata per un duetto con Ditonellapiaga. L’abbiamo legata alle parentesi musicali, quindi c’è stata quando era giusto che ci fosse.

Dodici mesi fa Gigi e Ross sbarcarono in Rai alla conduzione di “Audiscion” che, ironia della sorte, sfidò proprio il “GialappaShow”. Immagino la vostra gioia…

No, la cosa non ci irritò. Capimmo le loro motivazioni e né loro, né noi pensavamo che ci avrebbero fatti scontrare. Io avrei evitato, ma non ci sono state tensioni, tanto che poi sono tornati a casa. Se fossimo stati incazzati non li avremmo ripresi.

In quel programma c’era anche Paolo Hendel nelle vesti di Carcarlo Pravettoni.

Paolo è un caro amico e se interpreta Pravettoni in giro mi fa solo piacere. Non avendolo visto non posso giudicare, ma è normale che quando becchi altrove un personaggio strappato ad un altro show ti fa strano. Però i testi sono sempre di Hende e lui è bravissimo.

Di recente siete stati accusati da più parti di copiare personaggi e parodie ad altri comici.

Ti rispondo dicendoti solamente che noi stiamo attenti addirittura a non ripetere battute che sono state fatte altrove, figuriamoci se possiamo impossessarci dei personaggi. Svolgiamo dei veri brainstorming con la gente chiamata a segnalare se determinate cose sono già uscite.

Il prossimo autunno vi rivedremo sempre a Sky?

Sicuramente. Siamo contrattualizzati con loro. Dovremmo ripartire ad ottobre.

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