Fabrizio Corona: “Calciopoli 2 esiste, ho le prove. E Garlasco in tv è una guerra tra bande ridicola”

Nel 2007, Fabrizio Corona arriva a Garlasco in Bentley all'esterno dell'abitazione delle sorelle Cappa. Dice: "È qui che c'è la notizia". I giornali titoleranno: "A Garlasco mancava solo Corona", ma Fabrizio una cosa l'aveva capita prima di ogni altro. E cioè che la cronaca nera, quello che oggi chiamiamo il crime, è il nuovo gossip. Quello di cui tutti vogliono sapere per poterne parlare al bar, al supermercato, alle poste.
Per questo, lo abbiamo ascoltato al telefono e mostrato in anteprima a Non è la TV, il format live del giovedì sera di Fanpage.it condotto da Andrea Parrella, Grazia Sambruna e Gennaro Marco Duello.
Fabrizio Corona ha anche annunciato un'inchiesta che promette di generare un terremoto nel mondo del calcio. La nuova puntata di Falsissimo infatti si chiama "Calciopoli 2" non a caso e partirà l'11 maggio, ricca di video e documenti sul mondo dei procuratori e dei giovani calciatori. C'è anche una puntata a parte dedicata al Napoli e in particolare al suo allenatore Antonio Conte, il 18 maggio. Una rivolta interna tra i calciatori del Napoli contro il proprio allenatore che, dice, "se non finisce in prima pagina dei quotidiani, vuol dire che l'informazione non esiste più". Nemmeno le stelle internazionali possono stare tranquille, se lui è in zona: "Abbiamo uno scoop in esclusiva mondiale su Lamine Yamal".
Nel mezzo, fa a pezzi il sistema del crime televisivo: "Garlasco è diventata una guerra tra bande". Smonta la nuova Francesca Fagnani: "Si è trasformata in una dei De Filippi, ha perso tutto quello che di buono aveva". Giudica il Grande Fratello Vip con Ilary Blasi e Selvaggia Lucarelli un disastro di ascolti spacciato per successo, e su Leonardo Pasquinelli, suo amico, tiene a precisarlo, dice che le dichiarazioni pubbliche del produttore sono quelle "di uno che ha 65 anni e vuole tenersi la poltrona". Quando c'è Corona, insomma, non ci si annoia mai.
Sei stato il primo che ha capito che il crime è la faccia pulita del gossip. Nel 2007 eri a Garlasco, fuori casa delle sorelle Cappa a dire: “È qui la notizia”. Per questo ti chiedo: che idea ti sei fatto di tutto quello che sta accadendo?
Intanto ti ringrazio per averlo detto. Nel 2007 non esisteva nessun tipo di programma, non esisteva Quarto Grado, non esistevano le inchieste e gli approfondimenti. C'era Chi l'ha visto, ma Chi l'ha visto non faceva i fatti di cronaca come ora. Esisteva Un giorno in pretura che era un programma visto, ma a trasformare i personaggi di cronaca in personaggi di gossip, al centro dell'attenzione, fui il primo con le sorelle Cappa e con Azouz (Strage di Erba, ndr). Vent'anni dopo, fanno tutti come me.

E ti piace quello che c’è ora?
La cosa più allucinante oggi è la guerra tra le bande. Ed è una roba che mi fa ridere. Sottile, Infante, Quarto Grado. È una delle robe più ridicole di questa storia. Sono tutti che fanno gli intellettuali, i giornalisti seri che si occupano di cronaca, ma pensano soltanto agli ascolti e alle loro liti. Ma il peggio del peggio, per me, è quello che fa la Bruzzone.
Perché?
Perché se tu segui il suo Instagram e quello che dice in televisione, per quello che fa e quello che dice, è una delle robe più assurde di questo sistema televisivo. Per la supponenza, la cattiveria, l'atteggiamento, la violazione di qualsiasi regola, i codici deontologici. Se sei una criminologa che si occupa anche da un punto di vista penale di udienze, e ti hanno cacciato dalla Rai e sei arrivata a Mediaset e devi portare gli ascolti, e qualcuno ti fa sentire una notizia per vendicarsi del suo nemico e tu la fai sentire e la racconti è come se stessi dando la notizia. Utilizzare una giornalista che fa delle cose irregolari per vendicarsi del suo nemico è una roba che non si può fare. Un conduttore che permette una roba del genere è una roba che non si può fare.
Dato questo scenario, la verità su Garlasco ha ancora importanza?
No, la verità interessa perché tutti vogliono sapere chi è il colpevole. Ma la verità vera – cioè chi ha ucciso Chiara Poggi con le prove granitiche – non ci sarà mai. Mai, mai e poi mai. Detto questo: Stasi non poteva essere condannato. Punto.
Con Falsissimo, hai fatto quattro puntate su Garlasco.
E ho smontato questi pagliacci che fanno informazione, che spacciano per informazione quello che fanno. Ho preso l’elemento più iconico dell’inchiesta, che era Lovati, e l’ho trasformato in un personaggio immaginario: Gerry La Rana.
Per un po’ tutti ne hanno parlato, in effetti.
Per due settimane. Quotidiani, telegiornali, tutti fino a quando Gerry La Rana si trasforma in un personaggio del fumetto e il sistema lo distrugge, il sistema di comunicazione. Come se non fosse mai esistito. Nessuno considera così quella puntata di Falsissimo, ma quella è clamorosamente una puntata di access journalism e di introduzione in un sistema di comunicazione di una qualità fuori dal comune.
Francesca Fagnani è tornata con Belve Crime. Ti piace?
Sono casi interessanti, ma sconosciuti. Era matematico che il programma sarebbe sceso sotto il 7 e mezzo di share.

Perché “matematico”?
Perché alla gente interessa il sensazionalismo. Vuole il qui ed ora, quello di cui può andare a parlare al supermercato, al bar, ovunque, perché tutti sanno di che cosa si parla. Se tu prendi oggi 10 persone e gli chiedi chi erano ospite a Belve, nessuno ti sa dire il nome. Per me è stata una scelta editoriale sbagliatissima.
Quindi pensi che sia stato un buco nell’acqua?
No, ma penso che la Fagnani non è più la Fagnani. Nell'inchiesta Signorini che noi abbiamo fatto, abbiamo pubblicato un'intervista bellissima della Fagnani a Signorini, la faccio ascoltare anche a teatro. Quel Belve lì era un Belve strepitoso, con un altro studio, con un'altra Fagnani. Io lo scrivo, lo dico anche nel mio spettacolo: oggi la Fagnani si è trasformata in una dei Filippi, è un’ermafrodite. Metà lei e metà De Filippi, anche nell’estetica. Ha perso tutto quello che di buono aveva. Non ha neanche la simpatia, non ce l'ha più. E la gente lo percepisce: è antipatica. Finta e antipatica.
Lunedì torni con una nuova inchiesta. Ma prima dimmi: perché avete rallentato con le produzioni rispetto all’anno scorso? C’entrano qualcosa le cause con Meta e Mediaset?
Abbiamo rallentato perché l'inchiesta Signorini è stata, per me, l'inchiesta più importante degli ultimi 30 anni da un punto di vista giornalistico. Dimmi l'ultima inchiesta vera che ha fatto Report. L’ultima inchiesta vera del Fatto Quotidiano? Detto questo, abbiamo pagato le conseguenze: le cause, la chiusura dei profili, ci hanno obbligato a prendere una schiera di avvocati e lavorare ore, giorni su processi, cause, processi, cause che ti hanno tolto un sacco di tempo.
Qualche anticipazione sull'inchiesta di lunedì.
Si divide in due parti. Nella prima c'è un'inchiesta che riguarda tutto il sistema: Calciopoli 2 è vero. Se pensi a Calciopoli 1 — viene trovato Moggi, considerato il male assoluto, la Juve viene retrocessa in Serie B, penalizzazioni, un mostro. Alla fine, dopo anni, tutto cancellato dalla Cassazione. E la scena di Moggi che attacca Paparesta al muro, chiuso a chiave nello spogliatoio, era assolutamente finta. Ma è l’unica scena che è rimasta nell’immaginario collettivo. Hanno eliminato l’unico che non si faceva usare dai procuratori. Oggi hanno tutto in mano loro. Comandano le squadre, il settore giovanile, sono colpevoli della mancata qualificazione dell’Italia per tre mondiali di fila e soprattutto commettono atti illegali che devono essere puniti insieme ai direttori sportivi. Di questo raccontiamo tutto, prove alla mano. Vuoi sapere come finirà?
Come?
Nessuno ne parlerà. Il sistema fa testuggine.
Sui calciatori che cosa mostrate?
È la seconda parte. L’inchiesta di Milano. Siamo gli unici ad avere i video di tutti i festini durante il Covid. Abbiamo un’inchiesta incredibile sull’autista di Hernandez. Facciamo vedere i video di Hernandez e ragioniamo sul ruolo del calciatoree. I calciatori non sono più come quelli di un tempo. Oggi sono degli idioti senza cervello che si fanno comprare dai procuratori e che pensano solo allo sballo e al divertimento.
E hai qualcosa anche sul Napoli?
I calciatori del Napoli sono arrivati a determinati livelli perché è stato fatto qualcosa di grave.
Di chi parliamo?
Di un gruppo di giocatori. All'interno del Napoli non ne parla nessuno, perché è impossibile parlarne. Riguarda Antonio Conte. Ha creato un sistema dittatoriale, obbliga i calciatori a comportarsi in certi modi. I sistemi di allenamento sono fuori dal comune. Ci sono state delle rivolte e mezza squadra lo odia. Queste rivolte hanno portato un'azione clamorosa. Una roba che se non finisce in prima pagina dei quotidiani, vuol dire che l'informazione non esiste più. Questa puntata uscirà il 18 maggio.
C’è altro?
Un’esclusiva su Lamine Yamal. Parliamo di uno scoop mondiale. Da lunedì con Falsissimo torniamo a fare informazione. Non c’è niente di sensazionalistico. Abbiamo tutto sui procuratori: trasferimenti, prove, soldi, giri, rapporti, collaborazioni, stecche. Dimostriamo l’esistenza di codici che non si possono violare.
Ultima domanda. Il caso Signorini ha portato Ilary Blasi alla conduzione e Selvaggia Lucarelli opinionista al Grande Fratello Vip. Che cosa ne pensi?
Di solito quando io vado in televisione alzo di cinque punti lo share. Se prendi qualcuno in televisione perché pensi che valga, deve fare qualche piccola differenza, no? I risultati di questo Grande Fratello sono vergognosi, anche se sia la stessa rete che gli opinionisti e i produttori cercano di spacciare per risultati assurdi.

Pasquinelli a Fanpage.it ha detto che va tutto bene, però.
Pasquinelli è un mio amico. Le sue sono dichiarazioni di uno che ha 65 anni e vuole tenersi la poltrona. Perché non è vero che il Grande Fratello va bene e non è vero che Endemol ha indagato sui fatti interni. Quelle sono parole dette perché obbligato dal capo despota Pier Silvio. Dopodiché è un programma assurdo.
Perché?
Perché se è vero che è stata pagata 550.000 euro una pazza psicopatica che ha un marito che ha commesso dei reati allucinanti, una che vive da 20 anni per fare polemica in televisione, e a 65 anni va a fare la pagliaccia, ecco se questo è un reality, se questo è il modo di fare il reality, penso sia meglio chiudere.