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Magalli demolisce Fiorello: “Permaloso, per stare tranquilli devi dirgli quanto è bravo”

Giancarlo Magalli attacca Fiorello a Non è la TV: “Permaloso, non accetta critiche. La sua strategia? Prende fasce deboli e fa poco meglio”.
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Giancarlo Magalli è intervenuto a Non è la TV, il format di Fanpage.it condotto da Andrea Parrella, Stefania Rocco, Grazia Sambruna e Gennaro Marco Duello, per parlare del Festival di Sanremo, ma anche del mondo dello spettacolo.

Dopo aver dichiarato di "aver fatto gli scongiuri perché non vincesse Fedez", ha detto la sua su Fiorello e la sua Pennicanza. E non è stato molto dolce.

"Non accetta le critiche"

"Se vuoi vivere tranquillo devi sempre dire quanto è bravo, altrimenti puoi decidere di affrontare la sua ira." Magalli non usa mezzi termini nel descrivere il carattere di Fiorello. Nello studio di Non è la Tv si chiede conferma di quello che è il carattere di Fiorello, una leggenda metropolitana, il fatto che sia permaloso. Magalli conferma tutto: "Lui è molto permaloso, non accetta le critiche". 

La strategia dei palinsesti smontata pezzo per pezzo

Ma è sull'analisi della Pennicanza che Magalli ha sferrato il colpo più duro. "È un grande esploratore: trova punti di scarso ascolto, si prende quella fascia e fa un risultato leggermente più alto."

Secondo Giancarlo Magalli, il segreto di Fiorello non starebbe solo nel talento, ma in una strategia calcolata: occupare spazi televisivi deboli, dove qualsiasi miglioramento viene celebrato come un trionfo. "Tanto basta per far dire a tutti quanto è bravo, ma semplicemente sostituisce ciò che va male con qualcosa che va un po' meglio", ha concluso con un realismo che lascia poco spazio alle interpretazioni.

Giancarlo Magalli vicino a Sanremo: "Ma i discografici non mi hanno voluto"

Giancarlo Magalli è da sempre un conduttore che non le manda a dire. Questo carattere lo ha un po' penalizzato nella carriera, come ha confessato a Non è la TV: "Avrei dovuto condurre il Festival alla fine degli anni '80, era tutto pronto, ma i discografici non mi vollero". Il motivo? Era legato al fatto che Magalli era comunque un umorista, uno di quelli che "dava fastidio". Quelli come lui "non erano visti bene" a quei tempi. L'ironia sul palco dell'Ariston fu poi definitivamente sdoganata "da Paolo Bonolis", ha ricordato.

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