video suggerito
video suggerito

Il rapper Ozymandias dopo il pestaggio: “Difendevo un ragazzo preso a calci per gelosia, c’era una sola volante”

Ozymandias ricostruisce in un’intervista a Fanpage.it il pestaggio subito a Roma, nel quartiere San Lorenzo. L’ex di X Factor svela dettagli inquietanti sull’aggressione e sull’intervento tardivo delle forze dell’ordine: “Il poliziotto mi ha chiesto scusa dopo avermi visto con il volto pieno di sangue”.
A cura di Sara Leombruno
0 CONDIVISIONI
Immagine

È un racconto lucido e amaro quello di Ozymandias, pseudonimo di Giovanni Fausto Meloni, il rapper ed ex volto di X Factor 2024 brutalmente aggredito dal branco a Roma. I fatti risalgono alla notte tra l'8 e il 9 maggio, nel cuore del quartiere San Lorenzo. Intervenuto per difendere un conoscente preso di mira senza motivo da un gruppo di circa dieci persone, è stato colpito ripetutamente con calci e pugni al volto, finendo in ospedale con il viso tumefatto e una brutta contusione alla retina. A due giorni dal pestaggio, l'artista ha ricostruito l'accaduto in un’intervista a Fanpage.it, svelando dettagli inquietanti sulla dinamica dell'aggressione, sulla sicurezza nel quartiere e sull'episodio che ha coinvolto le forze dell'ordine pochi minuti prima del sangue.

Cos'è successo quella notte?

Ero a San Lorenzo per divertirmi con i miei amici, alcuni ragazzi dell'Ateneo rap con cui faccio freestyle e rap. Avevamo passato la serata a un concerto ed eravamo rimasti in pochi. All'improvviso, si è avvicinato un gruppo di ragazzi, ricordo solo che erano giovani. Non saprei definirne con precisione l'etnia, ma erano di colore. Sono stati in cinque ad avermi colpito, ma nel complesso erano di più, circa dieci.

Per quale motivo è scattata l’aggressione?

A un certo punto ho sentito gridare: "Stanno picchiando Daniele", un ragazzo lì presente. Lui era solo, forse stava comprando delle sigarette, quando questi soggetti si sono avvicinati a lui e hanno iniziato a prenderlo a calci. Non c’era un motivo preciso: l'hanno accusato di aver guardato la ragazza di uno di loro, ma era solo un pretesto, perché era tardi e la zona era deserta. A quell'ora si sentono liberi di aggredire chiunque, perché sanno che ci sono pochi testimoni. Così ho deciso di intervenire.

Poi, la situazione è precipitata.

Appena mi sono avvicinato mi hanno dato una spinta e urlato: "Tu chi ca**o sei?". In dieci secondi mi sono arrivati pugni in faccia e un calcio che mi ha causato un trauma all’occhio. Poi sono scappati. Col senno di poi, credo di essere stato un idiota, perché la cosa migliore sarebbe stata chiamare la Polizia e aspettare. In quel momento, invece, ho pensato che avrei potuto calmarli con le parole.

Conosci l'identità di queste persone?

Da quello che ho saputo, sono frequentatori abituali di San Lorenzo, un gruppo che probabilmente spaccia in quella zona.

Nessuno è intervenuto in tuo soccorso?

Le persone che erano intorno a me si sono allontanate, ma non me la sento di accusarli. Intervenire contro dieci persone violente è una mossa pericolosa, rischi di morire anche tu. Credo fossero anche armati e si sono fermati da soli, forse perché si sono accorti che qualcuno li stava filmando, o per le urla dei pochi presenti.

Video thumbnail

E le forze dell'ordine?

Il paradosso è proprio questo: dieci minuti prima era passata una pattuglia per controllare un ragazzo che ascoltava musica ad alto volume. Io stesso avevo fornito i documenti all’agente per aiutare quel giovane che ne era sprovvisto. Poco dopo sono arrivati questi a massacrarci e, quando lo stesso poliziotto è tornato e mi ha visto il volto trasformato dal sangue, si è limitato a dirmi: "Mi dispiace". C’era una sola volante a presidiare in una delle zone più complicate di Roma.

Avevi bevuto?

Sì, ma poco. Nonostante ciò ero molto lucido, altrimenti non ricorderei ogni dettaglio dopo sette pugni in testa.

Come sei riuscito ad arrivare in ospedale?

Dopo il pestaggio sono arrivate tre o quattro ragazze che avevano assistito alla scena. Si sono preoccupate per me e hanno chiamato l'ambulanza. Mi hanno soccorso con una dolcezza incredibile, non posso che ringraziarle.

Qual è stata la diagnosi dei medici?

Fortunatamente la situazione non è gravissima: ho la retina contusa ma non distaccata. Dovrò fare una cura di dodici giorni con gocce e compresse, poi un nuovo controllo. Ho lo zigomo contuso e un dito malridotto, ma non ho fratture. Mi sono salvato perché sono resistente, mi sono sempre chiesto se lo fossi abbastanza e quella sera ne ho avuto la prova.

Hai sporto denuncia?

Ho denunciato pubblicamente sui social. Dovrei sporgere denuncia contro ignoti e temo serva a poco, ma la mia intenzione è quella di andare alla Polizia. Non temo ritorsioni, ma attualmente ho un paura di tornare a San Lorenzo.

Temi che questo episodio rischi di rallentare il tuo percorso artistico?

In un certo senso, l'ha già fatto, perché in questi giorni avrei dovuto lavorare, ma non mi fermo. Mi sto dedicando a un progetto che si chiama Ozylandia, che comprende 60 canzoni. Le prime 15 sono già su YouTube, mentre altre 25 usciranno il 29 maggio. Come mi disse Jake La Furia durante X Factor, non sono un rapper da TV e, infatti, non ci sono più tornato. Mi sento a tutti gli effetti un'artista di strada ma, purtroppo, la strada a volte è anche violenza. Ora penso solo a rimettermi in piedi.

0 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views