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18 Ottobre 2022
9:59

Clint Eastwood: “Sergio Leone ha cambiato il western, mi ha insegnato ad essere un attore migliore”

Clint Eastwood ha raccontato in un’intervista il suo rapporto con Sergio Leone, il regista che lo ha reso una star e che influito sul suo modo di fare cinema sia davanti che dietro la macchina da presa.
A cura di Ilaria Costabile
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Clint Eastwood è uno degli attori che ha segnato la storia del western all'italiana, dall'incontro con Sergio Leone la sua vita è cambiata e in occasione del documentario sul regista prodotto da sua figlia Raffaella, l'attore in un'intervista al Corriere della Sera ha parlato del loro rapporto e di quanto il loro incontro abbia influito sulla sua carriera futura. Ha ricordato, poi, anche Ennio Morricone, a cui consegnò uno dei due Oscar vinti dal compositore: "Nessuno ha usato la musica come lui, cambia lo stile, l’approccio, le sue melodie sembra che aggiungano frasi alle sceneggiature, sono suoni che parlano". 

Il primo incontro con Sergio Leone

Sergio Leone lo aveva visto in tv e aveva deciso che Clint Eastwood fosse l'uomo adatto per diventare il protagonista dei suoi film, il loro primo incontro fu in Italia: "All’epoca io non parlavo una parola d’italiano e Sergio non parlava una parola d’inglese. Ci capivamo a gesti. Abbiamo parlato di cinema, ho incontrato la sua famiglia. Ma eravamo concentrati sul film". Un inizio promettente che, poi, avrebbe segnato per sempre la vita dell'attore: "Non potevo sapere che sarebbe stato l’uomo che più mi avrebbe influenzato come regista. Mi ha fatto amare l’ironia e l’amore per i paesaggi". 

La carriera di Clint Eastwood dopo l'addio a Leone

Leone fu un regista rivoluzionario, con lui il western cambiò volto: "Questa novità che in un western possa non succedere nulla fu una cosa rivoluzionaria. Quei film fanno parte della storia del cinema, sembrano girati oggi, non sembrano vecchi, datati". Il sodalizio con il cineasta, però, finì per il desiderio di cimentarsi in nuove esperienza cinematografiche:

Con Sergio non ci siamo separati, abbiamo preso filosoficamente strade diverse. I miei sono set molto diversi dai suoi, giro velocemente pochi ciak. Non dico nemmeno azione, motore; dico, ragazzi se siete pronti partite. Io mi indirizzavo verso storie più personali, lui amava la spettacolarità. Di Sergio ricordo le parole che mi hanno fatto diventare un attore migliore: tieniti stretta la fantasia, l’immaginazione dei bambini.

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