Alessandro Borghi e il ruolo mancato in Lo chiamavano Jeeg Robot: “Era quello di Marinelli, che è stato straordinario”

Alessandro Borghi è stato ospite di Victoria Cabello nel podcast della conduttrice, per ripercorrere la sua carriera e i momenti più significativi del percorso professionale. Tra le domande di Cabello, anche una curiosità legata a un ruolo che Borghi avrebbe desiderato interpretare senza riuscirci. Qui l'attore ha rivelato di avere provato a interpretare il personaggio di Luca Marinelli in Lo Chiamavano Jeeg Robot.
Alessandro Borghi e il provino per Lo Chiamavano Jeeg Robot
Borghi, da sempre legato a Marinelli da una forte amicizia, ha sottolineato: "Meno male che l'ha fatto Luca, perché lo ha fatto in modo straordinario, però io avevo incontrato Gabriele Mainetti ed era un bel ruolo". "Ha preso Marinelli al posto tuo?", ha chiesto Cabello all'attore, che ha risposto: "No, sono stato scartato molto prima. Ma va bene non averlo fatto, i film che mi sono piaciuti molto spesso sono stati fatti da attori che ho amato molto".
Il ruolo a cui fa riferimento Borghi è quello dello Zingaro, l'antagonista principale della pellicola cult del 2015 diretta da Gabriele Mainetti. Un personaggio iconico, un criminale psicopatico, eccentrico e ossessionato dal successo televisivo e dalla notorietà, che Luca Marinelli ha saputo caratterizzare in modo indimenticabile, tanto da aggiudicarsi il David di Donatello come miglior attore non protagonista nel 2016.
L'amicizia tra Borghi e Marinelli
All'epoca dei provini per il film, la carriera di Borghi era a una svolta decisiva: lo stesso 2015 è stato infatti l'anno della sua definitiva consacrazione, giunta a culmine di un percorso costellato di ruoli di peso, come quello in Non essere cattivo di Claudio Caligari dove ha recitato proprio al fianco di Luca Marinelli. e Suburra di Stefano Sollima.
Il legame e la stima reciproca tra Borghi e Marinelli, d'altronde, sono noti sia al pubblico che alla critica, e hanno trovato una nuova straordinaria conferma anni dopo nel film Le otto montagne del 2022. Le parole di Borghi nel podcast di Victoria Cabello non fanno che confermare questa profonda sintonia artistica, trasformando quello che per molti attori sarebbe un rimpianto in un sincero attestato di stima nei confronti del collega e di un film che ha segnato la storia recente del cinema italiano.