Ramazzotti a Sanremo, 20 anni fa la gaffe da neo commendatore: “Davvero brutta ‘sta croce. Cambiate designer”

Eros Ramazzotti a Sanremo. Quarant’anni dopo la vittoria con “Adesso tu” e a vent’anni esatti dalla gaffe da neo-Commendatore. Era infatti il marzo del 2006 quando il cantante romano approdò all’Ariston come guest star, dove si esibì assieme ad Anastacia sulle note di “I belong to you”.
Stavolta il duetto sarà con Alicia Keys, all’interno di un Festival che vedrà parecchie analogie con l’edizione che fu condotta da Giorgio Panariello. All’epoca Ramazzotti duettò con Laura Pausini, con cui eseguì “Nel blu dipinto di blu” e la stessa Pausini sarà quest’anno al fianco di Carlo Conti per tutte e cinque le serate.
Ramazzotti a Sanremo anche 20 anni fa
Allora come oggi, inoltre, l’Italia era reduce dall’immersione totale nelle Olimpiadi casalinghe di Torino. Molti medagliati, non a caso, vennero accolti sul palco e c’è da scommettere che la stessa procedura si ripeterà anche con i reduci di Milano-Cortina.
C’è poi il rapporto con il Quirinale. Se venerdì mattina i protagonisti del 76esimo Sanremo sono stati ricevuti dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, nel 2006 il Colle si mosse per assegnare le onorificenze di Grand’Ufficiale ad Andrea Bocelli e di Commendatore a Zucchero, alla Pausini e proprio a Ramazzotti.
La gaffe nel 2006 con Gianni Letta
Alla cerimonia non partecipò il Capo dello Stato Carlo Azeglio Ciampi, bensì il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta. E anziché far recare i premiati al Quirinale fu Letta a spostarsi in Liguria.
L’appuntamento si guadagnò ampio spazio sulla stampa, soprattutto per l’atteggiamento di Ramazzotti che – pronti via – prese subito di mira Letta accusandolo di essersi allungato troppo: “Vuole parlare ancora lei?”.
Il peggio arrivò in seguito, nel momento in cui il sottosegretario mise la croce al collo dell’artista. “Sono molto felice di questa cosa qua – dichiarò il cantante – però cambierei il designer, è veramente una roba brutta. Ringrazio molto, ma magari un Giugiaro, un Pininfarina…”.
Le polemiche furono immediate ed inevitabili, con Ramazzotti che, in un tempo senza social, la sera stessa prese carta e penna per scusarsi: “Le mie parole sull'estetica dell'onorificenza volevano solo essere una battuta fatta per sdrammatizzare la tensione dell'evento. Non era mia intenzione mancare di rispetto a un simbolo istituzionale così importante, di cui sono profondamente orgoglioso come artista e come italiano. Pertanto chiedo scusa se le mie parole possono essere state interpretate come un'offesa alle istituzioni italiane”.
Come se non bastasse, Eros non si lasciò sfuggire nemmeno l’affondo politico (due mesi dopo gli italiani sarebbero andati al voto): “Non ricordiamoci della musica solo al Festival e sotto le elezioni”. L’Usigrai puntò il dito contro l'azienda, colpevole di aver fatto pressioni sui tg e le trasmissioni Rai per omettere il passaggio nei resoconti della giornata. “Abbiamo chiesto ai colleghi di non citare nei loro servizi l'offesa al riconoscimento, non il commento politico”, precisò il portavoce Rai. Il video dello show, tuttavia, venne puntualmente trasmesso da “Striscia la notizia”.
Ramazzotti ospite a Sanremo 5 volte negli ultimi 10 anni
Tornando alle apparizioni di Ramazzotti all’Ariston come super-ospite, la frequenza in tal senso è a dir poco impressionante. Oltre al 2006, si registrano infatti le performance al Festival del 2016 (sempre con Conti), del 2019, del 2023 (in coppia con Ultimo nella serata delle cover) e del 2024, con Amadeus che lo riconvocò per celebrare un altro quarantennale, quello di “Terra promessa”.
Insomma, tutt’altro che una novità.