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Eurovision Song Contest 2024

Eurovision accetta la nuova canzone di Israele, ma ora l’Islanda è pronta a boicottare l’evento

Nel percorso di avvicinamento a Eurovision 2024 il problema continua a essere la partecipazione di Israele. EBU ha ammesso la nuova canzone di Eden Golan, appositamente modificata, ma ora alcuni paesi potrebbero boicottare l’evento, con l’Islanda in testa.
A cura di Andrea Parrella
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L'artista Eden Golan, che rappresenterà Israele a Eurovision
L'artista Eden Golan, che rappresenterà Israele a Eurovision
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La partecipazione di Israele all'Eurovision Song Contest 2024 di Malmö continua ad essere questione complessa che sta segnando il percorso di avvicinamento alla manifestazione del prossimo maggio. In queste ore è stato sciolto definitivamente il nodo dell'ammissione dell'artista Eden Golan, dato che EBU, l'organizzazione dell'evento, ha accettato la nuova versione di October Rain presentata dalla tv pubblica israeliana KAN per Eurovision Song Contest 2024. Il brano si intitola Hurricane e sarà rilasciato domenica 10 marzo alle 21.30.

Israele cambia canzone per partecipare a Eurovision

Nelle scorse settimane EBU aveva rifiutato le due canzoni presentate da Israele, October Rain e Dance Forever, entrambe problematiche perché i contenuti avevano troppi riferimenti ai fatti del 7 ottobre 2023 ed erano stati considerati eccessivamente politici rispetto agli standard di EBU. Inizialmente Israele aveva fatto sapere di essere disposta a rinunciare alla partecipazione all'evento in caso di un no da parte di EBU, ma la posizione della Tv pubblica israeliana si è poi ammorbidita. In un comunicato della tv pubblica, infatti, si legge che

“la KAN ha lavorato nelle ultime settimane per adottare le misure necessarie per consentire la partecipazione di Israele all’Eurovision Song Contest di quest’anno [accogliendo l’invito de] Il presidente Herzog ha sottolineato che è proprio quando i detrattori cercano di boicottare lo Stato di Israele e di farlo tacere che bisogna alzare la propria voce, farla sentire forte e chiara in ogni occasione nel mondo”.

Il possibile boicottaggio dell'Islanda

Il problema, adesso, riguarda invece i paesi che hanno apertamente minacciato un boicottaggio all'evento in caso di partecipazione di Israele. In prima fila c'è sicuramente l'Islanda. Lo scorso 2 marzo si è celebrata la finale del Söngvakeppnin 2024, l'evento di selezioni islandese per l’Eurovision Song Contest. A vincere è stata Hera Björk con la canzone Scared of Heights, che ha superato nel duello finale l’artista palestinese Bashar Murad. Tuttavia, terminata la finale la tv pubblica islandese RÙV ha fatto sapere che la partecipazione all’ESC 2024 non è automatica, dato che la rete si riserva il diritto di boicottare nel caso Israele partecipi. Non è escluso che, in caso di effettivo boicottaggio, altri paesi non seguano a ruota l'esempio dell'Islanda, che rientra tra i paesi i cui artisti hanno presentato una petizione perché Israele fosse squalificata d’ufficio a seguito degli attacchi nella striscia di Gaza.

Le spiegazioni di EBU su partecipazione di Israele

La polemica ruota tutta intorno al paragone con la Russia, che nel 2022 era stata esclusa automaticamente a poche settimane di distanza dall'invasione in Ucraina. In merito a questo confronto, EBU ha risposto sin dal primo momento chiarendo: "Non spetta a noi comparare due guerre differenti. Nel caso della Russia, l'emittente stessa era stata sospesa da EBU a causa del continuo venir meno agli obblighi della membership e alle violazioni dei valori del servizio pubblico".

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