De Martino smentisce Fiorello: “Paola Iezzi non condurrà il ControFestival, ci sarà altro personaggio a sorpresa”
Non sarà Paola Iezzi ad affiancare la Gialappa’s Band al timone del ControFestival. A dichiararlo è Stefano De Martino, conduttore e direttore artistico del Festival di Sanremo, intervenuto al Festival della Tv. Il padrone di casa della kermesse, al suo primo anno in questo nuovo ruolo, smentisce Fiorello che a La Pennicanza aveva anticipato che sarebbe stata la giurata di X Factor a condurre questa nuova edizione, rivisitata, del DopoFestival, che per il primo anno cambia nome e struttura. Un’altra delle novità volute da De Martino. "Paola Iezzi è bravissima, ma non condurrà il ControFestival. Ci sarà un'altra conduzione che non abbiamo ancora annunciato. Lo faremo presto", ha dichiarato il conduttore di Affari Tuoi, anticipando la presenza sul palco di un personaggio a sorpresa il cui nome non è stato ancora svelato. De Martino dichiara però di non voler prendere le distanze dagli spoiler, e sostiene invece che più ce ne sono, meglio è. Per diverse ragioni: intanto perché dimostrano che c’è attesa intorno a questa nuova edizione, e poi perché possono perfino suggerire qualche idea, come già accaduto in estate. De Martino confessa infatti che proprio da alcuni spoiler circolati in rete e poi smentiti sarebbero nate alcune delle idee che sono entrate a far parte della struttura del nuovo Sanremo.
Perché Stefano De Martino ha scelto la Gialappa’s per il ControFestival
De Martino ha inoltre chiarito quali sono state le motivazioni che lo hanno spinto a chiedere alla Gialappa’s di prendere le redini del ControFestival, un progetto con il quale la squadra di Sanremo intende rivoluzionare il tradizionale DopoFestival: "Mi sembrava bello avere un'apertura e chiusura con The Jackal e con la Gialappa's, sono felice. Ho chiamato la Gialappa's Band perché per il DopoFestival non volevo qualcosa di celebrativo ma di ‘pirata', che andasse contro. Per questo si chiamerà ControFestival". De Martino rivendica che il suo sarà un Festival “alla mia maniera”, un progetto concepito fin dalle sue fasi embrionali per differenziarsi da tutto quello che lo ha preceduto: "Farlo come lo hanno fatto Carlo Conti o Amadeus non avrebbe senso, significherebbe arrivare secondo già in partenza".
La serata performance: “Potrebbe diventare una nuova tradizione”
De Martino è tornato poi a parlare della novità assoluta dell’edizione 2027 di Sanremo: l’inserimento, durante la quarta serata di venerdì 19 febbraio, della serata performance che vedrà gli artisti in gara esibirsi con la loro canzone, accompagnata però da coreografie e scenografie capaci di produrre un impatto anche visivo. Al termine di questa serata, sarà poi assegnato il pass per partecipare all’Eurovision Song Contest 2027. Per la prima volta, quindi, a vincere il Festival potrà essere un brano diverso da quello che otterrà la possibilità di andare in gara all’Eurovision. De Martino si augura così di poter inaugurare una nuova tradizione e di portare aria di novità al concorso, in modo che la sua edizione possa distinguersi da quelle che l'hanno preceduta: "Abbiamo capito che poteva esserci spazio per una nuova serata, che non ha precedenti nella storia del Festival. Magari stiamo battezzando una nuova tradizione".
Le difficoltà, in quest’ultimo caso, sono state principalmente tecniche, date le dimensioni ridotte dell’Ariston, il teatro che ospita la kermesse. "La prima volta che sono entrato mi sono spaventato, a tutti gli effetti è un cinema di provincia per le sue dimensioni", ha dichiarato il direttore artistico, "Ma se andassimo in uno stadio o in un palazzetto non ci sarebbe la magia di quei camerini, di quel palcoscenico e di tutto quello che è successo lì". Per questo motivo sono stati necessari una serie di accorgimenti doi natura tecnica per permettere agli artisti in gara di portare sul palco una performance scenografica come quella che, in caso di vittoria, replicherebbero sul palco della manifestazione canora internazionale: "Oggi la musica si guarda anche con gli occhi. L'Ariston non è il palazzetto dell'Eurovision, ma stiamo lavorando per mettere gli artisti nelle condizioni ottimali per fare grande spettacolo. È una sfida acrobatica, tante scenografie non passano nemmeno dalle porte. Tutto va calibrato sull'accesso più piccolo". Infine una battuta del conduttore che chiarisce così di essere entrato nella mentalità sanremese senza troppi sforzi: "Tutti mi chiedono: sei in ansia per Sanremo? No, mica io devo cantare! Cerco sempre di essere me stesso e cercherò il più possibile di essere me stesso nonostante la grandeur del palco di Sanremo".