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Chiara Ferragni e il compenso a chi lotta per le donne: brava, ma ora aiuti Sanremo a cambiare davvero

Ha fatto bene Chiara Ferragni ad annunciare che il suo compenso per la partecipazione al Festival andrà all’associazione Dire. Però non basta: perché Sanremo deve mettere davvero al centro le donne. E lei può essere la persona giusta nel posto giusto.
A cura di Maria Cafagna
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Sabato 7 gennaio è andata in onda quella che pigramente potremmo definire “una brutta pagina di televisione”. Stiamo parlando della storia di Valentina Paradiso e Stefano Ranucci, sposati e genitori di 3 figli, una coppia in crisi dopo che lei aveva confessato di avere una relazione con un altro uomo. Dopo aver riallacciato i rapporti col marito, Valentina si è rivolta al programma “C’è Posta per te” per chiedere a lui di tornare insieme e di perdonarla, ma durante il consueto momento in cui Maria De Filippi racconta al pubblico la storia dei due protagonisti, sono emersi alcuni lati problematici della loro relazione: Stefano, infatti, aveva avuto nei confronti della moglie dei comportamenti vessatori e in alcuni casi era stato verbalmente violento. Quella presentata al pubblico, aveva tutti i contorni di una relazione tossica e Valentina, che stava letteralmente supplicando il marito di tornare con lei davanti a milioni di telespettatori, appariva una persona fragile e forse non del tutto consapevole di quello che era capitato. In seguito alle polemiche apparse soprattutto online durante la trasmissione, la ong Differenza Donna ha presentato un esposto all’Agcom contro il programma di Maria De Filippi: “La trasmissione ha divulgato la storia di una relazione sentimentale connotata da sopraffazione, denigrazione e mortificazione. Dell’uomo sulla donna, rappresentando una dinamica misogina delle relazioni in assenza di qualsivoglia intervento correttivo da parte della conduttrice – si legge nella nota – Ciò per noi è molto grave in quanto ha riprodotto e legittimato in un vasto pubblico, quale è quello di un programma in prima serata del sabato, trattamenti inaccettabili che configurano, se abitualmente riprodotti nelle relazioni, reati molto gravi che offendono beni giuridici di rango costituzionale”.

Raggiungere il più ampio pubblico possibile quando si parla di violenza contro le donne, è uno degli obiettivi principali di chi si occupa a vari livelli di queste tematiche. Per questo, quando si parla di questo argomento e si raccontano storie come quelle di Valentina in tv sarebbe importante farlo con la giusta attenzione, specie perché è facile che quei messaggi raggiungano persone in situazioni di difficoltà o addirittura di potenziale pericolo. Anche per questo, eventi seguitissimi come il Festival di Sanremo da anni dedicano interi segmenti alla violenza maschile contro le donne e in particolare ai femminicidi, che l’anno scorso ha fatto registrare la triste statistica di una donna uccida ogni tre giorni per mano del partner o di ex partner. Ma la violenza ha molte forme: violenza verbale, violenza economica e violenza psicologica possono essere propedeutiche al femminicidio o alla violenza fisica, ma possono anche rimanere tali con conseguenze molto gravi per chi ne è vittima.

Accendere i riflettori su ogni declinazione della violenza maschile contro le donne è importante per consentire a chi si trova in situazioni di difficoltà di riconoscere di avere un problema e di chiedere aiuto: per arrivare a questo risultato ogni mezzo è lecito, ogni palcoscenico è fondamentale, ogni voce popolare può fare la differenza.

Chiara Ferragni, che da anni parla di violenza sulle donne sui suoi profili social, ha scelto di devolvere il suo cachet come conduttrice del Festival di Sanremo all’associazione D.I.RE., la rete nazionale contro la violenza sulle donne: “In Italia, oggi più che mai, c’è bisogno di parlare e di fare qualcosa di concreto contro la violenza maschile sulle donne. Per questo ho scelto di supportare D.i.Re un’associazione italiana che gestisce oltre 100 centri antiviolenza e più di 60 case rifugio in tutta Italia, potete farlo anche voi andando sul loro sito e donando – ha scritto Ferragni sui suoi profili – Ho avuto modo di conoscere la Presidente di D.i.Re e alcune delle operatrici che tutti i giorni lavorano sul campo, sono loro le vere eroine che mi hanno ancora di più convinta a iniziare questo percorso che spero si evolverà nei prossimi anni”. Nel video, in cui ha ringraziato la Rai e Amadeus, l’imprenditrice ha anche accennato alla violenza economica e psicologica contro le donne.

"Sono lieta di avviare la collaborazione tra l'associazione nazionale D.i.Re e Chiara Ferragni, certa che prevenire e contrastare il fenomeno pervasivo della violenza maschile alle donne richiede azioni concertate e di rete, condivise tra tutte e tutti coloro i quali convergono nel considerare il fenomeno una violazione dei diritti umani – ha dichiarato in un comunicato Antonella Veltri, presidente della rete D.I.RE – La collaborazione e il progetto pilota offriranno la possibilità di conoscere e riconoscere la violenza maschile alle donne a un pubblico ampio e variegato e allo stesso tempo favorirà il percorso di uscita dalla violenza a tante donne offrendo loro la possibilità di costruire il futuro in autonomia".

Non sono mancate le polemiche. Tra chi ha accusato Ferragni di opportunismo c’è stato chi l'ha accusata sui social di essersi inventata una bella donazione da sbandierare pubblicamente. Sarà, ma come dimostra la storia andata in onda a “C’è posta per te”, di violenza contro le donne in televisione si parla poco e spesso male. Quando un personaggio popolare si espone – anche a costo di ricevere critiche feroci – per una causa così alta, è sempre una bella notizia; e ben venga la visibilità se serve a salvare delle vite, ad aprire gli occhi a vittime inconsapevoli, a raccogliere fondi per chi si spende attivamente nel contrasto alla violenza.

Ora però, sarebbe ora che anche il Festival di Sanremo e il suo direttore artistico facessero la loro parte non solo a parole, non solo con le donazioni, non solo con i monologhi, ma con i fatti. Da anni le donne a Sanremo sono passate dal ruolo di conduttrici a quello di co-conduttrici: si alternano sul palco, spesso a tarda notte, spesso in ruoli molto marginali, mentre gli uomini la fanno da padrone. Le vallette di Pippo Baudo e Mike Bongiorno, avevano più spazio e più visibilità. La violenza si contrasta anche con l’esempio e ridurre le donne a figurine intercambiabili non è certo un bel vedere; speriamo che una presenza ingombrante come quella di Chiara Ferragni possa imporre un cambio di rotta anche in tal senso. Con buona pace per i suoi detrattori.

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Maria Cafagna è nata in Argentina ed è cresciuta in Puglia. È stata redattrice per il Grande Fratello, FuoriRoma di Concita De Gregorio, Che ci faccio qui di Domenico Iannacone ed è stata analista di TvTalk su Rai Tre. Collabora con diverse testate, ha una newsletter in cui si occupa di tematiche di genere, lavora come consulente politica e autrice televisiva. -- Maria Cafagna   Skype maria_cafagna
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