È corsa contro il tempo in Spagna per salvare il piccolo Julen, un bambino di 2 anni e mezzo da ore intrappolato in uno stretto e profondo pozzo dove è caduto nel pomeriggio di domenica mentre giocava. La tragedia, che in Italia porta subito alla mente quella del piccolo Alfredino Rampi di Vermicino, ha mobilitato centinaia di soccorritori in tutto il Paese iberico dove da ore si vive col fiato sospeso in attesa di un buona notizia.  Il dramma nella proprietà di un familiare del piccolo nella Sierra di Totalan, vicino a Malaga, dove il bimbo stava trascorrendo la domenica in compagnia dei genitori. Dopo l'allarme sul posto sono subito accorsi agenti, vigili del fuoco e successivamente esperti speleologi ma fino ad ora è stato impossibile trovare un modo per entrare visto che si tratta di un pozzo largo appena 25 centimetri ma profondo oltre 110 metri.

A metà pomeriggio di domenica i tecnici hanno installato un robot con una mini-telecamera attraverso il foro per stabilire la posizione del bimbo ma non si è riusciti a localizzarlo a causa di una frana nell'interno che ha creato un tappo a una profondità di circa 78 metri. Proprio il robot, in una delle sue quattro immersioni, ha rilevato un sacchetto di caramelle che il bambino aveva con sé al momento della caduta e che è rimasto attaccato alla parete del pozzo. Questo conferma la versione di un familiare del minore, che è stato colui che ha dato l'allarme quando ha visto cadere il bambino. Il pozzo era di solito coperto ma, secondo gli investigatori, poche ore prima un altro gruppo di ragazzini avrebbe tolto le pietre e il coperchio che lo tenevano occultato.

"Nell'operazione di salvataggio Non saranno risparmiati mezzi ", ha assicurato ai media il viceprefetto di Malaga, Maria Gamez, aggiungendo: "Con l'aiuto dei tecnici valutiamo tutte le alternative per salvare il bambino e rimuovere il tappo di terreno del pozzo, provocato a un'ottantina di metri probabilmente da una frana". Nelle operazioni sono impegnati oltre un centinaio di unità tra uomini del Conzorzio provinciale dei vigili del fuoco, della Protezione Civile, della Squadra di Salvataggio e Intervento di Montagna (Ereim), della polizia e della guardia civile, oltre ad alcuni sub, dato che non si sa ancora se ci sia acqua nel fondo del pozzo.  Uno strazio per i genitori Jose' Rosello e Victoria Garcia, che continuano a seguire le operazioni di salvataggio assistiti da psicologi della Protezione Civile.

Secondo quanto ha annunciato il portavoce della guardia civile, Bernardo Molto, "saranno impiegate tre tecniche differenti" nel salvataggio. Con tutte le cautele del caso, un gruppo si occuperà di estrarre con una potente pompa aspiratrice il materiale franato a 78 metri di profondità, che impedisce al robot sonda di raggiungere il fondo del pozzo. Contemporaneamente "si scaverà un pozzo parallelo" a quello nel quale è precipitato il bambino, per tentare di raggiungerlo. Allo stesso tempo, la cavità di 25 centimetri di diametro "sara intubata" per rafforzarne le pareti e impedire nuovi cedimenti di terreno, che potrebbero seppellire Julen.