Secondo un sondaggio Emg Acqua, presentato oggi durante il programma tv Agorà su Raitre, la maggioranza degli elettori, il 73%, pensa che "il calo di consensi del Movimento Cinque Stelle non dipenda dalla Lega ovvero dall'aver seguito la linea del partito guidato da Salvini". Al contrario il 22% è convinto che la perdita di preferenze sia legata proprio a questo motivo. L'indagine è condotta su un campione di 1.748 persone, rappresentativo della popolazione italiana maggiorenne. La raccolta delle informazioni è avvenuta ieri, 12 febbraio 2019. Il 54% degli elettori preferirebbe una coalizione Lega-centrodestra: la maggior parte dei cittadini intervistati quindi sarebbe in linea con il risultato del voto in Abruzzo di domenica scorsa. Per il 44% invece è meglio l'attuale governo formato da Lega e Movimento Cinque Stelle.

Il dato interessante è l'inedito testa a testa nella classifica di gradimento dei membri del governo tra Matteo Salvini e Giuseppe Conte. Il ministro degli Interni resta il leader che riscuote maggiore fiducia in Italia, con una percentuale del 50% degli intervistati, in crescita dell'1% rispetto alla rilevazione della settimana scorsa. Il premier Conte con il 48% risulta in risalita di un punto rispetto alla stessa rilevazione della settimana scorsa. In questa crescita di popolarità per il presidente del Consiglio potrebbero aver inciso gli attacchi subito a Strasburgo, da parte di Guy Verhofstadt, da cui Conte si è difeso, proclamandosi poi il vero leader di questo governo. Però la maggioranza degli elettori, il 72%, non voterebbe comunque un partito fondato dall'attuale premier Giuseppe Conte. Solo L'8% degli intervistati gli darebbe la sua fiducia.

Luigi Di Maio si trova al terzo posto, in calo di un punto, al 41%, mentre Giorgia Meloni, dopo la vittoria del suo candidato Marsilio, eletto governatore in Abruzzo è al 21%. Il governatore del Lazio Nicola Zingaretti, primo finora nella corsa alle primarie del Pd del prossimo 3 marzo, resta stabile al 20%, così come Maurizio Martina (16%). In leggera crescita Berlusconi al 15% (+1%)", che negli ultimi giorni è intervenuto più volte nei talk show, con appelli, anche molto duri, agli italiani, ‘colpevoli', secondo il suo giudizio, di non aver votato o di non aver votato bene.

Per quanto riguarda invece la Tav, la maggioranza degli elettori, esattamente il 43%, ritiene che il governo non debba tenere conto dell'analisi costi-benefici sull'alta velocità Torino-Lione, richiesta dal MIT, perché la decisione sulla realizzazione di quest'opera dovrebbe essere esclusivamente di natura politica. Sono soprattutto gli elettori Cinque Stelle a pensarla in questo modo (45%), seguiti dagli elettori del Pd (44%). Per il 37% degli intervistati invece l'esecutivo deve seguire il parere della Commissione tecnica guidata dal professor Marco Ponti.

Gli elettori sono stati interpellati anche sulla crisi diplomatica tra Francia e Italia: il 40% pensa che abbiano ragione Matteo Salvini e Luigi Di Maio. La stessa percentuale ha detto invece di non essere sufficientemente informato per fornire una risposta.