L’intervento di Giuseppe Conte al Parlamento Europeo e il dibattito che ne è seguito resteranno probabilmente come una delle pagine più controverse di questi primi mesi di governo Lega – Movimento 5 Stelle. In molti hanno sottolineato le difficoltà del Presidente del Consiglio nel replicare ai durissimi (e probabilmente inaspettati) attacchi che sono arrivati da diversi schieramenti della plenaria di Strasburgo. In particolare, l’attenzione è stata catalizzata dall’intervento di Guy Verhofstadt, ex primo ministro belga, che ha demolito la linea italiana in Europa e ha sostanzialmente dato del “burattino” allo stesso Presidente del Consiglio.

Per provare a replicare alle critiche, Giuseppe Conte ha rilasciato oggi una intervista al taccuino di Claudio Tito, per Repubblica. Il Presidente del Consiglio ribatte a chi ha considerato “confusa” la sua reazione e spiega: “Semmai ero amareggiato, perché è stata persa un'occasione. Potevamo discutere del futuro dell'Unione e invece alcuni parlamentari hanno trasformato l'aula di Strasburgo in un'arena da talk show”. Un comportamento che boccia: “Chi parlava apparteneva alle vecchie famiglie politiche e quindi si scagliava contro il vento nuovo. Anzi, per molti di loro era una sorta di canto del cigno. Ho allora aspettato a reagire per rispetto istituzionale, poi ho risposto pan per focaccia […] replicando a nome di tutti gli italiani, perché io lì rappresentavo l'Italia. Hanno insultato me e attraverso di me tutto il nostro Paese. Non potevo accettarlo”.

Sul merito delle critiche, aggiunge: “Il leader del governo sono io, più di Salvini e Di Maio. Io rappresento l'unità e l'azione dell'esecutivo […] Io, a differenza di altri, non sono un prestanome di qualche comitato d'affari”. E c’è un passaggio che contesta: “Le cose dette ieri, però, sono false. Come si fa a dire che l'Italia ha fatto morire i bambini in mare? Non è mai accaduto”. Infine, sui rapporti con la Ue rassicura: “Con Angela Merkel il rapporto è eccellente. Con Parigi risolveremo presto. E non siamo mai stati contro l'Ue. Noi lavoriamo semmai a un cambio di rotta, per un'Europa più equa e solidale. Siamo per il cambiamento e le famiglie tradizionali europee si oppongono. Io rappresento il nuovo e non il vecchio”.