L'analisi Costi benefici sulla Tav, che il MIT ha diffuso ieri, non sarebbe in discussione. E il braccio di ferro tra Lega e M5S continua. "Il Governo muoverà nelle prossime settimane, per giungere a formulare una complessiva decisione politica, che non sarà condizionata da posizioni preconcette, ma sarà interamente mirata a realizzare l'interesse generale". È quanto si annuncia in una nota del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte precisando che la perizia "non può essere definita di parte perché non se ne condividono i risultati". E ancora: "L'analisi costi benefici sul Tav, affidata ad accreditati esperti, è stata ultimata e pubblicata sul sito del Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture. Avevamo garantito che gli esiti di questa valutazione sarebbero stati resi disponibili a tutti i cittadini, in modo da rendere trasparente l'intero processo decisionale".

Ma la Lega attacca il ministro dei Trasporti Danilo Toninelli: "Secondo me il ministro Toninelli doveva farmi leggere l'analisi costi benefici sulla Tav nei giorni scorsi, ma non è successo. Nessuno di noi l'ha letta. Comunque non mi sono offeso, non facciamo questioni di lesa maestà", ha detto il sottosegretario leghista alle Infrastrutture e ai Trasporti Armando Siri, ospite di Lilli Gruber a Otto e mezzo su La7. "Sulla Tav – ha osservato Siri – ci sono contraenti come la Francia e l'Unione Europea con cui dovremo confrontarci, l'analisi costi-benefici è stata fatta secondo me con un metodo che per alcuni aspetti pone delle perplessità".

"Dal punto di vista ambientale – ha proseguito – trasferire il trasporto su gomma a quello su rotaia, per me è più conveniente. E poi c'è un tema di sicurezza: la galleria attuale è stata costruita a fine Novecento ed è molto stretta. Ma il rapporto – ha precisato – non dice che la Tav non si deve fare, questa decisione spetta alla politica. Mette sul tavolo delle considerazioni, poi il Governo deciderà se quell'analisi debba essere tenuta in considerazione e in quali aspetti. Si può fare tutto se decidiamo, però dobbiamo decidere. Legittimamente possiamo anche decidere di cambiare, ma c'è un contratto e se si deciderà di fermare il Tav dobbiamo tenere conto delle penali, che gli esperti dicono essere di circa 4 miliardi. Faccio perciò notare che concludere il progetto della Tav costa meno che fermarlo".

Secondo Edoardo Rixi, Viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, l'opera verrà realizzata: "Si farà con meno soldi, si faranno anche altre opere e alla fine si troverà una sintesi a livello governativo. Io mi auguro che le cose stiano così perché il Paese ha bisogno di risposte e le aziende hanno bisogno di credere in un paese, in un governo che investe su se stesso". 

Oggi il professor Marco Ponti, responsabile del team per la valutazione costi e benefici sulle Grandi Opere, è stato ascoltato durante un'audizione in commissione Trasporti alla Camera sulla relazione. Ai microfoni di Rai Radio1 ha difeso il suo lavoro: "Credo che sia un contributo importante che non si può non avere sotto mano. Ma non che sia il Vangelo. È uno strumento che riguarda il futuro. È manipolabile ma credo sia stato molto meno manipolato di altri metodi che stanno circolando e quindi credo che sia un lavoro utile". 

La Commissione dei 5 esperti è stata giudicata non attendibile da un punto di vista scientifico dalle opposizioni. Il M5S non sembra però voler cedere di un millimetro: "I costi superano di gran lunga i benefici e pertanto l'opera non deve essere realizzata. Le opposizioni, piuttosto che continuare ad arroccarsi su posizioni ideologiche e attaccare in maniera francamente vergognosa il professor Ponti e i suoi collaboratori per denigrare il loro lavoro, dovrebbero leggere i dati e ricordarsi che fare i conti prima di decidere se realizzare o meno un'opera così importante non è soltanto corretto metodologicamente ma è un dovere della politica", hanno detto i deputati pentastellati.