Gabriele Micalizzi, il fotoreporter italiano di 34 anni ferito nella giornata di ieri, lunedì 11 febbraio, in Siria ha perso la vista da un occhio, ma non sarebbe in pericolo di vita. È quanto riportato da fonti in contatto con la famiglia del ragazzo, che è attualmente ricoverato nell'ospedale americano di Bagdad. Micalizzi sarebbe stato colpito dalle schegge di un razzo Rpg mentre seguiva i combattimenti sulla riva orientale dell'Eufrate tra i terroristi dell'Isis e le forze curde, nella parte orientale del Paese. Intanto, la procura di Roma ha aperto un fascicolo: l'indagine è coordinata dal sostituto procuratore Sergio Colaiocco che ha affidato la delega ai carabinieri del Ros per ricostruire la dinamica dei fatti, e si procede per attentato con finalità di terrorismo. Tanti i messaggi di solidarietà che hanno invaso i suoi profili sui social network: "non mollare, continuare a gettare il cuore oltre l’ostacolo", scrivono molti utenti.

Micalizzi è molto conosciuto a livello internazionale per la sua attività di fotoreporter in zone di guerra. Le sue foto sono state pubblicate sul New York Times, New Yorker e Wall Street Journal. Tre anni fa è stato il vincitore di Master of Photography, il primo talent europeo sulla fotografia su Sky. Non solo Siria. Nella sua carriera è stato anche a Gaza, in Libia e in Egitto. "Documentare ciò che accade nelle zone di guerra è sempre stato il suo sogno", ha raccontato al Giorno Emanuela Fabbri, titolare dell’agenzia Newpress con la quale Gabriele ha mosso i primi passi a Milano. Attualmente vive nel piacentino con la moglie e loro due figlie di 6 e 7 anni. Era arrivato nel paese mediorientale una settimana fa e stava documentando l'offensiva delle forze curde contro l'Isis insieme a una collega della Cnn quando è stato colpito.