La Festa della Liberazione è la festività che ricorre annualmente il 25 Aprile, una data che celebra la Resistenza Italiana, in memoria della Liberazione dell'Italia dal dominio fascista e dall'occupazione nazista, avvenuta il 25 Aprile del 1945.

L'anno successivo il principe d'Italia Umberto II, sotto consiglio di Alcide De Gasperi, dichiara istituita la Festa Nazionale. Questa giornata è tutt'oggi molto sentita nella nostra nazione, poiché si ricorda il trionfo degli alleati sulla minaccia nazista che incombeva in Europa. Ma è soprattutto il giorno in cui si commemora il coraggio della Resistenza dei Partigiani: tanti furono i militanti tra le fila dei movimenti clandestini di opposizione al regime nazi-fascista.

In memoria del valore di questi uomini, vi suggeriamo di dedicare del tempo a conoscere la storia della Resistenza partigiana italiana che, con il suo operato, ha contribuito non solo a liberare la nostra nazione, ma anche a porre le basi per la costituzione della stessa Repubblica Italiana.

Ecco quindi una lista di libri che, a prescindere dall'ideologia politica, possono aiutarvi a capire il valore di questa data. Di seguito troverete tra le più importanti testimonianze della partigianeria a Milano, in Liguria, in Piemonte, dal nord al sud, opere degli "scrittori della Resistenza", ma non solo. In coda alleghiamo anche due letture idonee a ragazzi e bambini.

1. Storia della resistenza di Marcello Flores e Mimmo Franzinelli

Per coloro che cercano un manuale per approfondire il movimento della Resistenza in Europa, Storia della Resistenza è il libro migliore. Pubblicato nel 2019, è un trattato che si pone lo scopo di fare luce su una delle pagine più dibattute della storia contemporanea. Il biennio 1943-1945 vede un'Italia divisa e in lotta su più fronti. Combatte una guerra civile tra fazioni di orientamenti politici opposti, affronta il nemico nazista, cerca finalmente la sua liberazione. In questo panorama, tutti sono soldati che fronteggiano quotidianamente il proprio avversario. Ma questo nemico cambia volto, e nessuno riesce più a capire gli alleati dove siano. E nei 75 anni che sono intercorsi tra la fine del conflitto e la pubblicazione del manuale di Marcello Flores e Mimmo Franzinelli, la figura del partigiano è stata ripresa, rivalutata a volte in positivo e a volte in negativo. Chi erano i partigiani? Erano dei briganti dei monti o i veri fondatori della democrazia italiana? La risposta confluisce in questo volume, opera di quegli studiosi che cercano la verità, ripercorrendo a ritroso una storia che oggi non ha più testimoni.

2. Storia della Resistenza in Italia di Santo Peli

Con lo sguardo lucido dello storico, in Storia della Resistenza in Italia, un saggio del 2006, Santo Peli ci spiega cosa è successo nei due anni che vanno dall'Armistizio del 8 Settembre 1943 alla proclamazione, da parte di Sandro Pertini, della Liberazione dal dominio fascista del 25 Aprile 1945. Nella nuova edizione del 2017, si propone la storia di questi anni densi di eventi, degli sconvolgimenti politici e sociali che hanno contribuito alla strutturazione assetto successivo. La nascita partigiana nella sua progressione, nella lenta evoluzione verso un sistema che non riesce mai ad essere realmente organizzato, si apre a nuovi punti di vista storici. Nella prospettiva quanto più oggettiva possibile, si snoda la storia dell'Italia di un periodo oscuro, caotico, turbolento, di tempi bui e dolorosi.

3. Il Partigiano Johnny di Beppe Fenoglio

Il Partigiano Johnny è il titolo con cui è conosciuto il romanzo postumo di Beppe Fenoglio. Il libro fu pubblicato soltanto dopo la morte dell'autore, proprio per questo è tra i volumi la cui vicenda editoriale è considerata tra le più oscure del Novecento Italiano. La prima edizione risale a 1968, a opera di Einaudi Editore. Si ritiene che il libro sia una versione romanzata delle vicende che lo stesso autore ha vissuto in prima persona. Non è comunque considerabile una vera e propria autobiografia. È il sequel di Primavera di Bellezza, che racconta la storia di Johnny, un giovane studente di Alba (in Piemonte) innamorato degli studi e della letteratura inglese. All'inizio della guerra Johnny si arruola come sottoufficiale dell'Esercito Italiano e prende parte al conflitto. In Il Partigiano Johnny la storia riprende dall'armistizio dell'8 settembre del 1943, quando Johnny torna a casa e, segnato dall'esperienza, viene nascosto dai familiari in collina, alla ricerca di un po' di serenità. Qui, insofferente alla reclusione e all'inattività imposta dalla vita del latitante, si unisce alle prime forze della resistenza: prenderà parte attiva alla liberazione dell'Italia, divenendo così nuovamente protagonista della Storia. Questo romanzo restituisce la vita partigiana con gli occhi di chi l'ha vissuta in prima persona e ne porta in eterno una parte con sé: il campo di battaglia però è lontano, la guerra che si racconta è quella che si volge nelle piccole realtà.

4. Il sentiero dei nidi di ragno di Italo Calvino

Ambientato al Nord Italia all'epoca della seconda guerra mondiale, Il sentiero dei nidi di ragno racconta la resistenza in Liguria attraverso gli occhi di un bambino. Proprio la dimensione infantile permette all'autore, Italo Calvino, di inserire gli eventi in una cornice fantastica e sospesa, tipica del suo inconfondibile stile. Qui non si racconta di un grande generale del conflitto, né di un soldato che perde la vita al fronte; il dramma è la vita di un bimbo solo al mondo, che diventa specchio della guerra che infuria intorno a lui. Il protagonista della narrazione è Pin, un bambino di soli dieci anni orfano di figure di riferimento: la madre è morta, il padre è un marinaio sempre lontano, la sorella una prostituta in combutta con i tedeschi. A causa del furto di una pistola appartenuta a un soldato tedesco, Pin finisce in prigione, dove sperimenta la durezza della vita del carcere. Riuscito ad evadere grazie all'aiuto di Cugino, un personaggio determinante per le vicende che seguono, il bambino entra in contatto con la resistenza partigiana: è una militanza dura, fatta di gerarchie, di ordini, di paura, ma soprattutto è un tipo di attivismo inadatto alla giovane età del protagonista. La narrazione ruota attorno a questo luogo magico nel mezzo della foresta, sconosciuto a tutti, dove i ragni fanno il proprio nido. È qui che Pin ritorna ciclicamente, alla ricerca di protezione dalle brutture del mondo, che lo circonda e lo avviluppa nelle le sue spire di dolore. Nella peregrinazione tra i monti, gli occhi del bambino ci restituiscono l'immagine di un'Italia latente, che si muove nel buio e parla con parole di guerra e violenza, in nome di un intramontabile ideale di pace.

5. La resistenza perfetta di Giovanni De Luna

Vincitore del Premio Letterario Pozzale Luigi Russo nel 2015, La resistenza perfetta è il racconto del ricordo che Giovanni De Luna vuole risvegliare nel popolo italiano. Il libro, uscito in occasione del 70° anniversario della Liberazione, sceglie i toni intimi del romanzo per raccontare la resistenza come non deve mai essere dimenticata: un movimento di persone diverse che si uniscono per uno scopo comune. De Luna ci mostra come una rivalutazione a posteriori della storia non colga il senso profondo dell'opposizione partigiana al nazi-fascismo. La storia di Leletta, la protagonista, ci fa immergere nelle vicende di una ricca famiglia piemontese che decide di dare riparo ai partigiani. Nelle pagine che ricordano il Diario di Anna Frank, la giovane racconta sì il terrore, ma anche l'incanto della nascita del movimento partigiano. Leletta assiste stupita, vede uomini di ideologie politiche diverse, anarchici, comunisti, monarchici, tutti uniti in quella resistenza che noi dobbiamo ricordare: la "resistenza perfetta".

6. Noi, Partigiani: Memoriale della Resistenza Italiana a cura di Gad Lerner e Laura Gnocchi

In Noi, Partigiani: Memoriale della Resistenza Italiana si raccolgono una serie di testimonianze di chi ha vissuto la lotta partigiana in prima persona. Un tentativo di salvare la memoria dei pochi testimoni ancora vivi e di consegnarla a chi verrà. La vita di chi si è trovato quasi per caso, giovanissimo, a compiere una scelta molto più che rischiosa e, senza saperlo, è entrato a far parte di un movimento che avrebbe dato i natali alla Democrazia. Ed è proprio per difendere questo ideale e la nostra Costituzione che Gad Lerner e Laura Gnocchi hanno deciso di dar voce agli ultimi protagonisti di una storia che l'ANPI (Associazione Nazionale Partigiani d'Italia) difende strenuamente negli ideali e nella memoria. È la storia di una giovane staffetta quattordicenne, ma anche quella di un ragazzo poco più grande che scappa di casa per unirsi alla resistenza friulana; a legger bene tra le righe, è la storia di tutti noi.

7. Una questione privata di Beppe Fenoglio

Se si parla di resistenza, il nome di Beppe Fenoglio ricorrerà spesso. In Una questione privata (uscito anch'esso postumo nel 1963) la storia partigiana fa da sfondo a una vicenda di amore e gelosia. Milton è il protagonista, un partigiano badogliano militante nei pressi di Alba. All'inizio della vicenda il giovane cerca di mettersi sulle tracce di Fulvia, la ragazza con la quale aveva intrattenuto una relazione, prima di arruolarsi tra le fila degli oppositori al regime. Quando viene a scoprire che la giovane aveva un legame sentimentale anche con un suo vecchio amico, Giorgio, ora prigioniero dei fascisti, Milton rimane profondamente colpito e, preda di questo furore di gelosia, cerca ossessivamente il ragazzo per scoprire la verità. La folle ricerca porta Milton a immergersi di nuovo nel mondo partigiano, scontrandosi con l'efferatezza di un'organizzazione ormai allo stremo delle proprie forze. Una questione privata diventa così una descrizione vivida e accorata delle passioni umane, che cercano sfogo in tempo di guerra.

8. La casa in collina di Cesare Pavese

La casa in collina racconta le vicende di un apatico uomo di nome Corrado che, pur di non vivere la sofferenza della guerra, sceglie di alienarsi dalla realtà. Si rifugia in una casa sui colli piemontesi, lontano dai bombardamenti delle grandi città. Qui vive servito e accudito dalle sue premurose ospiti, Elvira e la madre, e trascorre le sue giornate alla vecchia osteria del borgo, con la gente del posto, umile e allegra. Il suo temperamento pavido subisce una scossa quando rivede Cate, una giovane donna con la quale aveva intrattenuto una relazione qualche anno prima: la storia si era interrotta per volere di Corrado, impaurito dalle responsabilità. Cate ha anche un figlio, il piccolo Dino, nato da una misteriosa relazione della quale l'uomo non sa nulla. Gli equilibri di questa ambientazione idilliaca si rompono definitivamente alla comunicazione dell'armistizio del 8 Settembre 1943. La situazione precipita e il protagonista si trova a dover scegliere se seguire la sua indole e fuggire per sempre, o se unirsi a coloro che scelgono la Resistenza per salvare la nazione.

9. 25 Aprile 1945 di Carlo Greppi

Un libro moderno, edito da Laterza nel 2018, racconta la storia di tre uomini dei quali non tutti ricordano i nomi: sono Raffaele Cadorna, Ferruccio Parri e Luigi Longo, presentati nel romanzo 25 Aprile 1945 con i loro nomi di battaglia, il generale Valenti, comandante del Corpo volontari della libertà, e i suoi due vice, Maurizio e Italo (detto anche comandante Gallo). Sono tre uomini diversi, con storie differenti e un obiettivo comune: liberare l'Italia dall'oppressione di un regime autarchico. Dove i fascisti vogliono portare divisione, scompiglio e terrore, i tre uomini trovano l'unità nell'ideale di giustizia. L'immagine di un mondo che non vivrà più il terrore del fascismo anima queste tre figure, che si trovano ad essere tra i soggetti principali di un momento storico indimenticabile: l'incontro dei gerarchi di Salò in Arcivescovado a Milano. Attimi struggenti e concitati della storia italiana, vengono descritti con vivida penna da Carlo Greppi che, da storico, invita a tenere a mente la stessa storia per salvarsi dai moderni movimenti antifascisti.

10. Eravamo ridiventati uomini di Norberto Bobbio

Testimonianze e discorsi della resistenza italiana, cita il sottotitolo del libro Eravamo ridiventati uomini, un'analisi critica della resistenza attraverso gli occhi di uno dei maggiori filosofi del Novecento. Il titolo è tratto da una delle testimonianze di un sopravvissuto alla guerra presenti all'interno del volume: in poche parole è condensata tutta la sofferenza di un conflitto mondiale, che priva ogni persona della dignità di essere umano. In un frangente storico, l'attimo del 25 Aprile 1945, si chiudono le porte della repressione e si apre il portone della rinascita. Ma dove il popolo spera nella democrazia, guidata dagli ideali della Resistenza, l'Italia finisce per prendere immediatamente una piega diversa. E Norberto Bobbio, con sguardo lucido, comprende all'istante che le motivazioni di questa deriva sono da ricercare nell'incomprensione del movimento partigiano: non un attimo storico compiuto, ma piuttosto il punto di partenza di un percorso che, tramite gli ideali della Resistenza, deve porre le basi per la democrazia. Le testimoniante di uomini in carne ed ossa, di persone che hanno subito sulla propria pelle la strage di uno dei conflitti più cruenti di sempre, regalano al lettore un salto indietro nel tempo, in quella memoria che non deve conoscere oblio.

11. Possa il mio sangue servire di Aldo Cazzullo

Possa il mio sangue servire è il racconto della resistenza che non si racconta, ma che si fa. È quell'opposizione al regime zani-fascista che non ha un'origine dal basso o dall'alto, non è voluta dai ricchi o dai poveri, ma è dettata dalla collaborazione di uomini e donne che si uniscono non per partito politico, ma per appartenenza al genere umano. Quello stesso genere umano che sembra aver dimenticato la propria umanità. In contrasto chi considera la Resistenza una questione solo comunista, Aldo Cazzullo ci racconta della quotidianità degli oppositori politici, che erano anche cattolici, monarchici o autonomi e apartitici. È la vita delle donne che hanno nascosto latitanti nei pagliai; è la vita dei fucilati di Cefalonia; è la vita delle suore di Firenze, che hanno salvato milioni di Ebrei, e dei sacerdoti come don Ferrante Bagiardi, che sceglie di morire con i suoi parrocchiani. Sono le case violate nella notte, le ribellioni silenti di chi non china il capo perché pensa che l'ingiustizia non possa diventare legge; è chi mette la propria esistenza, fragile e meravigliosa, al servizio di un movimento che non ha un partito, ma ha un credo.

12. Partigiani della montagna di Giorgio Bocca

Scritto nel 1945, a ridosso della fine del secondo conflitto mondiale, Partigiani della montagna è un racconto a crudo della Resistenza italiana. Giorgio Boca si sofferma sull'aspetto apolitico del fenomeno: un partigiano non è un militante politico, ma un uomo (più spesso un ragazzo) che imbraccia le armi in nome di una lotta per la libertà di pensiero, di ideale e di azione. Contrariamente a quanto si può pensare, la partecipazione politica al movimento è stata marginale: Boca ce lo spiega quando l'entusiasmo della vittoria non si era ancora spento e la liberazione dall'oppressione è un'emozione fresca. Il saggio vuole essere una risposta, valida ancora oggi: la storia è andata proprio così. In poco meno di un anno, gli italiani si organizzano in un sistema di opposizione pratico ed efficiente, dove la retorica viene messa a tacere dall'azione: è l'esercito spontaneo più grande di sempre, appoggiato dalla popolazione italiana, che ha preso le difese dei propri connazionali. Con stile veloce e con piglio critico, l'autore ci lascia pagine dense di idee e spunti, per capire quello che è accaduto, scritto dalla penna di chi l'ha vissuto.

13. L'agnese va a morire di Renata Viganò

L'Agnese va a morire è il racconto di ispirazione autobiografica della scrittrice neorealista Renata Viganò ed è una testimonianza preziosa della Resistenza italiana delle donne. Il successo fu tale da valere all'autrice il Premio di Viareggio nel 1949. Il personaggio dell'Agnese domina l'intero racconto: è la storia di un'onesta lavoratrice, moglie affezionata e compagna affabile, la cui vita viene sconvolta dalla Seconda Guerra Mondiale. Da sempre disinteressata alla politica, decide di arruolarsi tra le schiere partigiane in seguito alla fucilazione del marito, militante comunista, da parte delle truppe tedesche di stanza in territorio italiano. Da questo momento in poi l'Agnese parteciperà attivamente al sabotaggio dell'occupazione tedesca: organizzerà le staffette e garantirà la sussistenza del gruppo partigiano nascosto sui monti. Acclamato dalla critica come indiscusso capolavoro, il libro è un racconto intimo della forza d'animo di una donna che non si lascia piegare dalla perdita: un personaggio che raccoglie il proprio dolore e lo trasforma nel coraggio di riscrivere la propria storia.

14. Uomini e no di Elio Vittorini

Un racconto della Resistenza a Milano è ciò che ci lascia Elio Vittorini in Uomini e no, un romanzo del 1945. Enne 2 è il protagonista del libro, capitano delle GAP (Gruppi di Azione Patriottica) di Milano, disperatamente innamorato di Berta, una donna sposata che, pur ricambiandolo, non è davvero intenzionata a lasciare il marito. Intorno a questa vicenda di passione tormentata, si snoda la crisi italiana degli anni finali della guerra, rappresentata dalle attività partigiane di Enne 2. Lo spessore poetico del romanzo raggiunge il suo apice in 23 brevi capitoletti in cui l'autore prende la parola e interroga Enne 2 sul senso profondo della vita: è in questi brevi estratti dialogici che si trova significato delle pagine di Vittorini e, secondo l'autore, il senso ultimo della vita dell'uomo. Ed è proprio sulla parola uomo che, secondo Claudio Pavone, lo scrittore gioca già dal titolo: "uomini" sono i partigiani, "non uomini" sono i rappresentanti di Salò. Ma poi, alla fine, non saremo tutti uomini?

15. La Resistenza taciuta. Dodici vite di partigiane piemontesi di Annamaria Bruzzone e Rachele Farina

La parola alle donne in questo manuale: nel La resistenza taciuta. Dodici vite di partigiane piemontesi Annamaria Bruzzone e Rachele Farina raccolgono negli anni 70 le testimonianze di quelle donne che hanno partecipato attivamente alla Liberazione del Piemonte dalle truppe nazi-fasciste. Scritto negli anni in cui alle donne veniva riconosciuto un generico valore per aver "contribuito e affiancato" l'operato maschile nella resistenza, questa testimonianza vuole essere una risposta non fraintendibile: il nostro non fu solo un contributo, ma fu un'azione decisiva senza la quale la storia sarebbe potuta andare in modo molto diverso. Il volume, uscito di recente in nuova edizione, ha contribuito a scardinare l'immagine della brava massaia, restituendo alla soggettività femminile il valore guerriero che ha effettivamente avuto.

16. La mia resistenza di Roberto Denti

Libro sulla resistenza per ragazzi e adulti, La mia resistenza è la storia di Roberto, un giovane di Cremona, che vive la fine della sua adolescenza durante il conflitto più cruento di sempre. Ha solo 19 anni l'8 Settembre del 1943. Dopo la fine del liceo decide di unirsi a un gruppo di teatranti, che non sono altro che partigiani sotto copertura. Tra un'azione di sabotaggio e un'altra Roberto conosce la vita dell'oppositore del fascismo in tutti i suoi aspetti. Le sue scelte avranno delle conseguenze atroci: pestaggi, carcere, isolamento, la fuga. Da questo momento in poi il protagonista non potrà fare altro che seguire la via che ha intrapreso: ancora latitanza, le fughe continue, ma soprattutto la solitudine. Roberto Denti ci racconta in queste pagine uno degli aspetti più tristi della lotta all'interno della Resistenza: la solitudine, l'impossibilità di vedere i propri cari, la lontananza da qualsiasi affetto. Così l'esperienza di ribellione di Roberto si trasforma presto in un percorso tutto personale, fino a diventare, per l'appunto, la sua resistenza.

17. Bella ciao. Il canto della Resistenza. edizione illustrata da Lorena Canottiere

In questo libro sulla resistenza per bambini, il canto di Bella Ciao risuona in quanto espressione artistica della lotta partigiana più conosciuta e riproposta. Al suono di "O partigiano, portami via, o bella ciao, bella ciao, bella ciao ciao ciao", Lorena Canottiere illustra Bella ciao. Il canto della Resistenza per spiegare anche ai più piccoli (dai 5 anni in su) la lotta per la liberazione dell’Italia dal regime fascista e la celebrazione di coloro che sono morti per conquistarla. Ma è anche un insegnamento sociale, che spiega il valore di un canto di affermazione individuale, di scelta e posizione, per comunicare subito a chi ascolta che noi stiamo dalla parte della libertà.