Dopo ore di attesa, appelli pubblici e richiami inascoltati a tutti i livelli, la nave Sea Watch nelle scorse ore è entrata nelle acque territoriali italiane. Il via libera all'ingresso dell'imbarcazione, sulla quale viaggiano 47 migranti raccolti in mare dopo un naufragio nel Mediteranno, è arrivato direttamente dalla guardia Costiera italiana. Lo ha comunicato il Comando generale del Corpo delle Capitanerie di Porto precisando che l'ingresso è stato consentito a causa del maltempo e per garantire la sicurezza dell'unità e delle persone a bordo. Alla stessa nave è stato assegnato un punto di fonda a largo di Siracusa, a circa un miglio dalla costa a Nord di punta Maglisi dove è attualmente ormeggiata.

La nave navigava ormai da sette giorni senza meta dopo aver chiesto di sbarcare sia a Malta che all'Italia trovandosi però davanti a due secchi rifiuti. Gli appelli si erano moltiplicati nelle ultime ore a causa delle mutate condizioni meteo che rischiavano dimettere in serio pericolo sia l'imbarcazione che le persone a bordo. "È in arrivo una forte perturbazione da nord-ovest: è prevista tempesta. I nostri ospiti a bordo soffrono molto il freddo. Abbiamo bisogno di un riparo, di un porto sicuro al più presto" avevano scritto dalla nave. Nelle scorse ore infine la Sea Watch si era diretta verso l'Italia fermandosi al limite delle acque territoriali, una mossa definita dal Ministro degli interni Matteo Salvini come un provocazione. "Ennesima provocazione in vista: dopo aver sostato per giorni in acque maltesi, la nave olandese Sea Watch3 con 47 a bordo si sta dirigendo verso l'Italia. Ribadisco che la nostra linea non cambia, né cambierà. Nessuno sbarcherà in Italia. Pronti a mandare medicine, viveri e ciò che dovesse servire ma i porti italiani sono e resteranno chiusi" ha scritto il leader leghista.

Nel comunicato la Guardia costiera ricorda così ha ricostruito il caso: "Nella mattinata dello scorso 19 gennaio la nave Sea Watch 3 procedeva al soccorso, in area Sar di responsabilità libica, di 47 migranti su un'unità in difficoltà. Terminate le operazioni di soccorso, senza il coordinamento dell'autorità Sar competente, l'unità, a causa delle condizioni metereologiche in peggioramento, inizialmente procedeva nella navigazione verso Lampedusa e successivamente verso la Sicilia orientale per trovare riparo". "Alla Sea Watch per riparare dalle condizioni meteo in ulteriore peggioramento, è stato assegnato un posto di fonda a 1,4 miglia dal porto di Augusta, Marina di Melilli- Siracusa", hanno dichiarato dalla nave, aggiungendo: "Un posto si Fonda assegnato invece di un porto sicuro".

Toninelli: ‘Ci pensi l'Olanda'

Sul caso è intervenuto anche il ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli: “Siccome sulla Sea Watch c’è una bandierina olandese che sventola e siccome non mi pare che gli olandesi abbiano ancora detto nulla, trovino la maniera migliore per prendersi in carico i migranti”. Il ministro prosegue: “Per quanto riguarda la Sea Watch devo vedere ancora il dossier: certamente l'Italia non ha mai coordinato i soccorsi, li hanno fatti loro che come era già capitato recentemente, purtroppo non hanno rispettato la legge del mare. Avrebbero dovuto attendere la guardia costiera libica, perché il tutto è avvenuto nel mare libico. Siccome se ne sono andati, a questo punto direi che come dice bene il vice premier Luigi Di Maio si dirigano verso la Francia, verso Marsiglia. L’Olanda è giusto che dica qualche cosa, ma in primis dovrebbe essere Macron a dire ‘venite dalla mia parte’”.