Lezioni a rischio in Italia il prossimo venerdì 17 maggio: è stato infatti annunciato per questa data lo sciopero generale della scuola. È quanto riferiscono le sigle Cgil, Cisl, Uil Gilda e Snals al termine dell'incontro organizzato al ministero del Lavoro. Secondo i sindacati, dalla riunione "non sono emersi elementi che consentano di ritenere concluso positivamente il tentativo di conciliazione. Nessuna risposta di merito è venuta alle richieste avanzate da noi". L'8 aprile è stata anche fissata l'apertura di un tavolo di confronto con il ministro dell'Istruzione Marco Bussetti, ma non è bastato a fermare i sindacati che restano sul piede di guerra. Tra i motivi della protesta, c'è la regionalizzazione del sistema scolastico e il precariato di corpo docente e personale ATA.

"Per noi – ha sottolineato Stefano d'Errico, segretario nazionale Unicobas – quello del 17 maggio sarà il secondo sciopero contro la regionalizzazione, dopo il primo del 27 febbraio: siamo molto soddisfatti che su un tema di questa importanza si sia riusciti finalmente ad arrivare ad una azione unitaria come noi auspichiamo da tempo. È del tutto chiaro che con l'avvio della regionalizzazione il Governo ha perso ogni credito nei confronti del mondo della scuola, anche perché un progetto del genere provocherebbe un vero e proprio terremoto nel sistema scolastico italiano che ne uscirebbe definitivamente sconvolto". Quello del 17, tuttavia, non sarà l'unico sciopero in programma a maggio, che si preannuncia un mese particolarmente caldo per le mobilitazioni di insegnanti e studenti.

Si comincia venerdì 3 maggio con la protesta dei docenti contro le prove Invalsi delle elementari, poi lunedì 6 e martedì 7 maggio scenderanno in piazza professori e personale ATA della Sardegna e venerdì 10 è previsto sciopero generale del pubblico impiego e della scuola promosso dall'USB. Insomma, tante agitazioni a solo un mese dall'inizio dei nuovi esami di Maturità. Si ricorda che sia gli insegnanti che il personale ATA non è tenuto ad informare la scuola della propria adesione agli scioperi. In caso di assenza degli studenti, bisogna presentare regolare giustificazione.