"Alcune dichiarazioni vengono fatte per uso nazionale, somigliano a provocazioni, perché il contenuto è vuoto o irresponsabile, per cui è preferibile evitare di cedere alla provocazione". A dirlo è il commissario agli Affari economici Ue Pierre Moscovici sulle dichiarazioni fatte dal vicepremier Luigi Di Maio sulle responsabilità francesi in tema di immigrazioni: la Francia non avrebbe mai interrotto la sua fase ‘colonialista', dal Dopoguerra in poi. Secondo il vicepremier la Francia è uno di quei Paesi che stampando la moneta per 14 Stati ne impedisce di fatto lo sviluppo e contribuisce quindi alla partenza dei profughi, che poi muoiono in mare o arrivano nelle nostre coste. Pertanto ha invitato l'Unione europea a punirla con delle sanzioni.

Parigi ha reagito convocando al ministero degli Esteri l'ambasciatrice italiana Teresa Castaldo, chiamata al Quai d'Orsay dal capo di gabinetto della ministra agli Affari europei Nathalie Loiseau. Il vicepremier ha commentato così la convocazione ricevuta dalla diplomatica italiana: "Io non credo che sia un caso diplomatico, io credo che sia tutto vero. Guardiamo in faccia anche le cause, non solo gli effetti dell'emigrazione. Ci sono autorevoli economisti di tutto il mondo che ne parlano, noi abbiamo solo acceso il faro su una verità", ha ribadito. Fonti della diplomazia transalpina, contattate dall'Ansa, hanno attaccato il vicepremier e capo politico dei 5 Stelle, giudicando le sue parole "ostili" e "inaccettabili", considerate le relazioni secolari e il "partenariato che lega i due Paesi in seno all'Unione europea". 

"La qualità delle relazioni tra la Francia e l'Italia è importante. Mi auguro che si possa presto superare questa fase conflittuale che trovo negativa e priva di senso. Le provocazioni di solito squalificano chi le fa", ha detto Moscovici, criticando le parole del capo politico del Movimento Cinque Stelle.

"Alcune dichiarazioni vengono fatte per uso interno, per provocare delle reazioni, somigliano molto a delle provocazioni, tanto il loro contenuto è vuoto, o talvolta irresponsabile. Perciò bisogna evitare di cedere alla provocazione, bisogna evitare di far piacere agli autori, prendendo seriamente ciò che non ha senso. Per questo mi trattengo da qualsiasi commento ulteriore", ha affermato Moscovici. Il commissario Ue ha poi aggiunto: "Non ignorerete che oggi l'ambasciatrice italiana è stata convocata al ministero degli Affari esteri, per incontrare il direttore del gabinetto del ministro degli affari europei. E come ministro francese e commissario dico che la qualità delle relazioni tra Parigi e Roma è importante e deve restare una volontà comune, per chi dirige i due Paesi, qualsiasi siano i partiti al potere, e auspico che si possa superare presto questo stadio conflittuale, che è negativo, nefasto e senza senso. Basta guardare la storia, la geografia, la cultura e l'economia per vedere che questi due Paesi sono estremamente vicini e che lo devono restare, non può essere in altro modo".

Ma Di Maio non sembra voler fare alcun passo indietro: "Alessandro è tornato e sono felice. Abbiamo ricominciato a fare ‘danni'. Ora abbiamo l'ambasciatore chiamato da Macron…". avrebbe infatti commentato questa sera durante l'assemblea congiunta M5s.

Secondo Di Maio "finché non lasceremo in pace quella gente in Africa continueranno a partire. L'Europa deve avere il coraggio di affrontare il tema della decolonizzazione dell'Africa che è la causa del mancato sviluppo degli stati africani che noi dobbiamo lasciare in pace a casa loro e noi stare a casa nostra: e per noi intendo stati come la Francia che impediscono lo sviluppo e contribuiscono alla partenza di uomini che muoiono nel Mediterraneo". Gli fa eco Alessandro Di Battista: "Le parole di Luigi raccontano la verità – ha detto ai cronisti arrivando a Montecitorio – Ovvero l'assenza di sovranità monetaria in 14 paesi africani e un controllo a mio giudizio di stampo neocolonialista. Una decolonizzazione non c'è mai stata, non capisco perché in Italia ci siano forze che tifano contro l'interesse nazionale".