Si chiama “Sarco” ed è la prima macchina al mondo concepita per il suicidio. È necessaria una stampante in 3D per costruirsela direttamente a casa propria e per ‘attivarla’, basta cliccare un tasto. Un pezzo di National Right to Life News ci mostra la “nuova” invenzione di Philip Nitschke, forse il più noto attivista a favore dell’eutanasia del mondo. Basti pensare che quando nel 2001 in Olanda è diventato legale il suicidio assistito (primo Paese al mondo), e la legge è ufficialmente entrata in vigore dopo circa 12 mesi, il “Dottor Morte” già da anni aveva somministrato legalmente un'iniezione letale a uno dei suo pazienti: era il 1996 e l’anno successivo, aveva fondato l’’associazione “Exit” per il suicidio assistito. Da allora, periodicamente Nitschke è salito agli onori delle cronache per le sue trovate in tema di morte procurata. Come quando ha pubblicato The Peaceful Pill, un libro (acquistabile online) che fornisce istruzioni dettagliate su come usare droghe e veleni per suicidarsi. La tesi del medico australiano è semplice: chi ha concluso la sua vita avrebbe il diritto di morire.

Sarco, come funziona la macchina per suicidarsi.

L’ultima iniziativa in tema di fine vita è coincisa col meeting annuale che la sua organizzazione indice periodicamente per condividere e illustrare nuovi “prodotti” di varia natura ma con un unico obiettivo: far sì che chiunque abbia a disposizione strumenti facilmente reperibili o addirittura ‘fai da te' per potersi uccidere. Uno di questi è “Sarco” (abbreviativo di “Sarcofago”), sviluppato con l’ingegnere Alexander Bannick, proprio nei Paesi Bassi. “L’obiettivo è renderlo disponibile a tutti” ha dichiarato Nitschke alla rivista australiana The Weekend. “Il limite sarà la disponibilità delle nuove stampanti 3D” ammette, pur assicurando che il suo team sta “guardando alla stampa 3d usando legno biodegradabile e plastica per la capsula”. Il costo di stampa si aggirerà molto probabilmente attorno ai 1.000 euro.

"Il Dottor Morte" col kit per l'eutanasiain foto: "Il Dottor Morte" col kit per l'eutanasia

Semplice, quasi disarmante pensando al fine ultimo, la facilità con la quale sarà possibile utilizzare la macchina: bisogna superare un questionario online che fornisce un codice di accesso a quattro cifre. Una volta entrati nella capsula e accomodati sul lettino al suo interno, basta poi premere un tasto per non uscirne più vivi. Il dispositivo infatti sprigionerà dell’azoto liquido al suo interno, abbassando contemporaneamente il livello di ossigeno. Il risultato sarà morte certa in pochi minuti. La capsula può quindi essere rilevata e utilizzata eventualmente come bara, mentre la base può essere riutilizzata da un’altra persona che voglia suicidarsi. Secondo Nitschke, “Sarco porta il mondo un passo più vicino alla meta in cui ogni persona razionale può concludere la propria vita in un modo pacifico e affidabile nel momento in cui sceglie di farlo”.