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Ciao, è inutile girarci intorno, sono giorni complicati per chi fa il nostro mestiere e ha a cuore la libertà di stampa. L’attacco a Report, le reazioni non sempre adeguate delle parti in causa, il tentativo di approfittare di errori e contraddizioni per indebolire la credibilità dell’intero settore del giornalismo d’inchiesta, ci chiamano a un ulteriore sforzo di lucidità e rigore. Anche perché andiamo verso una stagione in cui il ruolo della stampa e dei mezzi di informazione sarà fondamentale, proprio come contrappeso e controllo democratico.

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E non c’è altro modo di svolgerlo che quello di adoperare la massima trasparenza e onestà intellettuale, accettando anche le critiche e i consigli dei lettori.

Partiamo con le domande, dunque:

Ho appena letto che Ranucci è stato sostituito alla conduzione di Report, bene, anzi male: qualcuno mi dice che sbaglio, ma per me è entrato, già da un pó, il nuovo fascismo.
Giorgio

Caro Giorgio, prima di tutto lasciami dire che ciò a cui stiamo assistendo in questi ultimi giorni, questa sorta di guerra fra bande a colpi di interviste, dichiarazioni, soffiate ai giornali e prese di posizione non sempre legittime da parte della politica, non serve a nessuno. Certamente non rende giustizia alle persone coinvolte e fa male all’intero settore del giornalismo d’inchiesta. Anche perché, come giustamente noti nella tua considerazione, la partita è molto più grande e va ben al di là di personalismi e rendite di posizione. Che, lo diciamo con grande tristezza, hanno reso questa storia ben poco edificante e una manna dal cielo per i nemici del giornalismo d’inchiesta.

Se la vicenda giudiziaria è ancora piuttosto nebulosa e sono tante le domande cui le parti in causa devono dare risposte chiare e trasparenti (anche all’opinione pubblica), allo stesso tempo è evidente l’attacco a Report e a ciò che rappresenta da parte dei centri di potere di questo Paese. Lo ha scritto benissimo il nostro direttore Francesco Cancellato in questo pezzo, da cui estrapolo questa considerazione:

La politica e la stampa amica di chi comanda sono riuscite nell’intento di far fuori un conduttore scomodo. Che chi governa ha fatto quel che vuole in Rai, alla faccia dell’indipendenza del giornalismo, e tanto più del giornalismo d’inchiesta.E di fronte a tutto questo, l’unico che gode è chiunque abbia un briciolo di potere in Italia. Politico, economico, criminale. Che senza colpo ferire si ritrova libero da una trasmissione che gli ha rotto le scatole per trent’anni. E che adesso, finalmente, si ritrova un faro in meno puntato addosso.

Ecco, io penso che tutte le parti in causa dovrebbero agire in modo responsabile e trasparente. Per tutelare non solo Report, ma anche l’immenso patrimonio che ha sempre rappresentato.

Adriano Biondi, condirettore Fanpage.it

A proposito dei tanti femminicidi sottovalutati da alcune forze dell’ordine(mai sentito punizioni)com’è la situazione negli altri paesi europei? Nessuno ne parla mai. Grazie
Rossella

Ciao Rossella! Beh, diciamo che in Italia non stiamo messi bene, ma anche negli altri Paesi europei, pur con una legislazione più avanzata della nostra, non sono tutte rose. Secondo quanto emerso da un rapporto del GREVIO, Gruppo di esperte/i indipendenti sulla violenza contro le donne e la violenza domestica, molti Stati presentano gli stessi problemi. Le forze dell’ordine, anche in Paesi come la Spagna, dove dall’approvazione della Ley Orgánica del 2004 i femminicidi sono diminuiti del 30%, tendono infatti a sottovalutare e minimizzare le denunce delle donne, pensando spesso che si tratti di banali litigi di coppia e derubricando i maltrattamenti a conflitti familiari. Questo accade in Spagna, così come in Francia, dove a essere sottovalutata è soprattutto la violenza psicologica. Un esempio tragico è quello di Chahinez Daoud, uccisa brutalmente dall’ex marito a Mérignac, in Francia, nel 2021. Il femminicidio diventò un caso politico perché la donna aveva presentato numerose denunce nei confronti dell’uomo (che aveva già tentato di ucciderla), praticamente tutte ignorate. In questo caso cinque agenti ottennero sanzioni disciplinari ma, non credo di fare un’ipotesi azzardata, penso sia successo solo perché il caso ebbe un’enorme rilevanza mediatica. Anche in Spagna, almeno sulla carta, gli agenti che sottovalutano in modo errato il rischio possono incorrere in sanzioni civili o penali, così come in Italia. Ma penso che ricorderai anche tu il caso di Villa Pamphili: Francis Kaufmann ha ucciso la compagna, Anastasia Trofimova, e la piccola Andromeda, di appena un anno, nonostante tantissimi passanti avessero chiamato la polizia in diverse occasioni per segnalare quell’uomo ubriaco e violento con la donna e la bambina. Sono persino intervenuti: pensa che volevano denunciare per stalking la cittadina che aveva fatto la cosa giusta, segnalandolo. Nessun provvedimento è stato preso nei loro confronti.

Natascia Grbic, capoarea Roma e autrice Streghe

Ma il programma politico di Vannacci non è anticostituzionale?
Lisa

Ciao Lisa, anche noi abbiamo letto il programma di Futuro Nazionale. Un lungo elenco di proposte, ideali, slogan, aspirazioni, che costituiscono il B.I.P, la “base ideologica e programmatica” del partito. Dentro c’è un bel po’ di materiale. Vannacci sdogana temi e idee che fino a poco tempo fa credevamo superate, o quantomeno escluse dal dibattito pubblico. Molte delle proposte programmatiche di Futuro Nazionale si scontrano con principi costituzionali. Alcune con più disposizioni contemporaneamente. Ti faccio un esempio: il divieto di diffondere trasmissioni televisive o spot con contenuti “omosessualisti” (così li definisce il documento). Qui entrano in gioco principi fondamentali come l’uguaglianza o la libertà di manifestazione del pensiero. Un discorso simile potremmo farlo per l’abolizione delle unioni civili, la negazione dell’aborto, le espulsioni collettive di migranti, il divieto di somministrazione della pillola RU-486 e di tutti quegli interventi e procedure mediche finalizzate alla transizione di genere. Anche l’idea di assegnare più voti alle famiglie con figli, il cosiddetto “voto plurimo”, sarebbe problematico dal punto di vista dell’articolo 48 della Costituzione secondo cui il voto è eguale e personale. Per non parlare poi dei continui richiami al Ventennio. Tant’è che c’è chi si è già attivato, come il Sindacato dei Militari, e ha deciso di presentare un esposto presso la Procura di Roma, accusando Futuro Nazionale di violare la Legge Scelba.
In generale quello descritto da Vannacci è un indirizzo politico che ripropone e sostiene discriminazioni fondate sull’origine, sul sesso, sull’identità. Il contrasto con la Costituzione però, è un problema che chi opera costantemente per delegittimare le istituzioni, per svuotarle del loro significato, non si pone. Perché forse, prima ancora di realizzare quelle proposte, l’obiettivo è renderle accettabili, inserirle nella discussione e lasciare che il pubblico le mastichi fino a digerirle. Ed è qui che il programma di Fn racchiude tutta la sua pericolosità. Per ora abbiamo letto le prime due parti. Chissà cosa ci riserverà la terza.

Giulia Casula, redattrice area politica Fanpage.it

Direi che è tutto, anche per oggi.
Grazie per averci accompagnato fino a qua.

Adriano

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