Dopo le scuse dello staff per la gaffe social sul Colosseo, gli account della sindaca tornano a parlare delle prossime elezioni comunali a Roma. Virginia Raggi non rinuncia a correre di nuovo per il Campidoglio, e lo fa ribadendo che da una parte c'è la strada della coerenza (la sua), dall'altra quella degli accordi di potere e di palazzo a suo giudizio. La prima cittadina di Roma torna a denunciare come in tanti – evidentemente anche nel Movimento 5 Stelle – in questi mesi le abbiano chiesto di fare un passo quanto meno di lato, offrendole cariche e incarichi, e che tante sono state le pressioni per rendere possibile un dialogo tra M5S e PD sul futuro candidato a Roma. Dialogo la cui conditio sine qua non è evidentemente la non ricandidatura di Raggi.

Raggi: "Politica per me sono programmi non accordi di palazzo"

"Contano i programmi, non le alleanze. Effettivamente mi è stato proposto di tutto per invitarmi a fare un passo indietro e, allo stesso tempo, non sono mancate pressioni per lasciare spazio alla ‘politica'. La questione è che per me la Politica è altro: sono i programmi e non gli accordi di palazzo. Attenzione, non sto dicendo ‘ideologicamente' che gli accordi siano sbagliati. Ritengo, però, che gli accordi possano nascere soltanto da una condivisione di idee. E che ci siano dei paletti insuperabili: non tutto può essere negoziabile", scrive la sindaca lasciando intendere che l'indicazione del suo nome è appunto non negozabile. "Il nostro percorso è segnato ed è aperto a tutti. Ma le regole le stabiliamo noi", conclude.

Calenda a Letta: "Primarie? Le nostre strade si dividono"

Intanto nel fronte del centrosinistra Carlo Calenda conferma che la scelta delle primarie di centrosinistra per disegnare il sindaco di Roma, indica una rottura con il Partito Democratico di Enrico Letta"Il dado è tratto. Scelta legittima. A questo punto le nostre strade si separano. Crediamo che occorra smettere di parlare per mesi solo di Pd, coinvolgere i cittadini in modo trasversale e operare un rinnovamento di classe dirigente che le primarie tra correnti non garantiscono", scrive il leader di Azione.