L'avvocato della vigilessa registrata mentre stava avendo un rapporto sessuale con un collega, ha presentato un esposto in Procura sulla pubblicazione della notizia. Non solo perché si tratta di un fatto privato, ma perché la vicenda è coperta da segreto istruttorio. Come sia trapelata e chi l'ha fatta uscire, sarà adesso oggetto di indagine. Come riporta la Repubblica, inoltre, sempre la vigilessa sta pensando di depositare una denuncia per intercettazione abusiva, manipolazione e probabilmente violenza privata. L'audio, infatti,è stato registrato senza il consenso suo e del partner da una terza persona che molto probabilmente ha piazzato una cimice nella macchina in cui i due hanno consumato il rapporto. Il file è poi arrivato in anonimo al Comando di Polizia Locale, con sopra i nomi dei due caschi bianchi coinvolti.

Aperta indagine interna nella Polizia Locale

Sul caso, hanno fatto sapere i vigili urbani, è in corso un'indagine interna. Molte le cose da verificare: innanzitutto se i due vigili fossero effettivamente in servizio quella notte e sull'auto appartenente al corpo di Polizia Locale. Nel caso in cui questa ipotesi venisse appurata, i due potrebbero andare incontro a una sanzione disciplinare (decurtazione dello stipendio o sospensione). Intanto sono stati trasferiti, lei a Monteverde e lui all'Aurelio. Una nota dei caschi bianchi, diffusa in seguito alla pubblicazione della notizia, precisa che "sono state svolte e sono tuttora in corso indagini per stabilire la veridicità dei fatti".

La denuncia della vigilessa per molestie

Sarà da verificare anche la tempistica con la quale è avvenuta la diffusione della notizia alla stampa. Il fatto risale a quest'estate, ma è stato reso noto due giorni fa. Come mai? È risultato che la vigilessa è parte offesa in un procedimento per violenza sessuale, di cui è accusato un funzionario. La donna e una sua collega lo hanno denunciato alcuni anni fa per degli abusi. In tempi più recenti invece, ha presentato una relazione al Comandante del Gruppo in cui riferiva di molestie subite da un altro collega. C'è l'ipotesi che l'audio sia una vendetta per la seconda denuncia, anche se le indagini sono in corso e il movente è ancora da appurare.