Durerà tutto il giorno lo sciopero dei mezzi pubblici di venerdì 23 ottobre. 24 ore in cui potrebbero esserci disagi, che si sommano a quelli che già sta attraversando chi usa il trasporto pubblico in queste ore, con le difficoltà nel mantenere il distanziamento per evitare il rischio contagio. "Viaggiano pieni", spiega a Fanpage.it Antonio Amoroso, segretario nazionale Cub-Trasporti, il sindacato che ha indetto lo sciopero. "La sicurezza è al primo posto. Servono investimenti e interventi reali, non quelli dichiarati nei Dpcm". Il servizio pubblico sarà comunque garantito in due fasce orarie: dalle 5.30 alle 8.30 e dalle 17 alle 20.

Tra le motivazioni che si leggono nel testo con cui si è indetto lo sciopero c'è la riduzione dell'orario di lavoro a parità di salario, la sicurezza del lavoro (nel 2019 ci sono stati tre morti sul lavoro al giorno), ma anche la lotta all'inquinamento. Uno sciopero che interessa anche altre città, come Napoli, Milano e Torino.

Cub (sindacato): "Situazione risolta? Invitiamo l'au di Atac a presentarsi ai capolinea pieni di gente"

Sicurezza del lavoro che è il tema principale in questi giorni, dove gli autisti dell'Atac si trovano spesso in difficoltà nel far rispettare le nuove norme anti Covid-19. Per l'amministratore unico di Atac, Giovanni Mottura, non ci sarebbero problemi di assembramenti negli autobus, che al momento possono essere riempiti all'80%. "La percezione su un mezzo che ospita 80 persone invece delle 100 possibili è quella di essere molto vicini. Ma assicuro – ha detto l'amministratore unico di Atac alla presentazione dei nuovi autobus entrati in servizio a Ostia, nel X municipio – che ci sono tutti i mezzi in campo e gli sforzi possibili perché il trasporto sia in sicurezza". Non dello stesso avviso Antonio Amoroso, segretario nazionale Cub-Trasporti. "Se l'amministratore unico di Atac dice che la situazione è risolta, lo invito a presentarsi nei capolinea della Capitale per vedere se davvero è un'illusione ottica o un problema reale", risponde a Fanpage.it. "Noi riteniamo che sia un problema reale. E così anche i lavoratori che hanno lanciato l'allarme". E poi prosegue: "Non trovo risolta la situazione. Forse fuori dagli orari di punta, ma non la mattina e quando escono gli studenti dalle scuole". Che manchino i controlli? "Dei controlli non ho contezza. Ma non servono delle squadre speciali per accorgersi del disastro in cui viviamo. Ho assistito da passeggero a scene di aggressione verbale degli autisti. Sputi e calci alle porte perché aprivano solo quella centrale per evitare assembramenti".