"Siamo stati presi d'assalto dai nostri pazienti, che giustamente ci hanno chiamati in tanti per chiedere come ricevere il vaccino in studio, ma abbiamo a disposizione meno dosi di quelle promesse e stiamo vaccinando con varie criticità. Inoltre attendiamo ancora istruzioni dalla Regione e un accordo formale". Fanpage.it ha cercato di capire, contattando i sindacati e l'Ordine dei Medici del Lazio, com'è la situazione delle vaccinazioni presso i medici di famiglia, oggi, lunedì 17 maggio, con il calendario della Regione che dava il via alle prenotazioni per gli over quaranta. Mentre la campagna vaccinale prosegue spedita negli hub, non si può dire lo stesso per gli studi dei medici di Medicina Generale.

Medici di base pronti, ma nessun accordo condiviso

"Non c'è stata una partenza vera e propria delle vaccinazioni dai medici di base – spiega il presidente dell'Ordine dei Medici di Roma Antonio Magi – la Regione Lazio ha fatto una scelta politica privilegiando gli hub, le dosi a disposizione degli studi al momento sono scarse". Magi assicura però che "i medici di famiglia sono pronti a ricevere disposizioni, lo hanno dimostrato già con la campagna antinfluenzale. Aspettiamo un incontro formale, un tavolo del comitato regionale che coinvolga tutti i sindacati per le direttive. Ad oggi esiste solo un accordo informale con una parte dei sindacati e quindi parziale, siamo partiti male".

Portale delle prenotazioni a rilento

Criticità sono state segnalate a partire dal portale attraverso il quale i cittadini possono effettuare le prenotazioni: "Abbiamo riscontrato problemi tecnici, che la Regione Lazio ci ha assicurato saranno risolti in settimana" dice Pier Luigi Bartoletti, segretario generale regionale Federazione Italiana Medici di Medicina Generale (Fimmg Lazio). Inoltre, spiega "i vaccini Johnson&Johnson non ci sono, Moderna sono presenti a macchia di leopardo e le fiale di Pfizer sono poche".

Poche dosi per i pazienti

Un'altra criticità evidenziata dai sindacati è quella che "ai medici di famiglia sono state messe a disposizione meno dosi di quelle previste – spiega Pina Onotri, segretario generale del Sindacato Medici Italiani (Smi) – con le fiale a disposizione posso vaccinare undici pazienti a settimana. Non possiamo chiedere alle persone di mettersi in lista senza sapere quando saranno vaccinate. Fin dall'inizio nel Lazio c'è stata una marginalizzazione dei medici di base nella campagna vaccinale. Nonostante l'operatività e i numeri raggiunti per la vaccinazione antinfluenzale, si è preferito puntare maggiormente sui centri vaccinali, mentre un nostro maggiore coinvolgimento favorirebbe una vaccinazione personalizzata sulla base delle esigenze e della singolarità del paziente".

Criticità logistiche

Onotri ha inoltre aggiunto che esistono "criticità logistiche nella gestione del flusso dei pazienti, sulle prenotazioni aperte agli over 40 non ne sapevamo nulla, la Regione non ha concordato le modalità della gestione delle attività con i sindacati". Tante le richieste pervenute: "Da diversi giorni riceviamo chiamate dai nostri pazienti, che ci chiedono come fare per vaccinarsi in studio, ma di fatto non abbiamo ricevuto disposizioni. Ogni fiala che ritiriamo inoltre, dobbiamo riportarla indietro vuota, riconsegnandola con l'elenco dei pazienti che hanno ricevuto le dosi, prima di prendere le altre, una procedura macchinosa".