Gli antichi costruivano le loro case in cima ai monti per sentirsi più vicini agli dei. Oggi questo sarebbe impensabile, ma si può sempre fare un'escursione per arrivare sulle vette più importanti del Lazio. Naturalmente adottando tutte le accortezze del caso. "Bisogna sempre controllare il meteo", spiega Riccardo Porretta, guida del CAI. "Consiglio il sito dell'areonautica, 3bMeteo e meteo.it. Tenendo sempre presente che, essendo previsioni, possono anche non essere esatte".

Non si può sbagliare invece sull'abbigliamento. "L'importante è avere degli scarponi da trekking, preferibilmente alti per proteggere la caviglie da eventuali storte. Devono inoltre avere la suola in vibram". Perché? "I sentieri sono spesso accidentati, con sassi, e questo tipo di suola protegge la pianta del piede. Altre, invece, non sono abbastanza affidabili e quindi le pietre possono ferire". Se le scarpe giuste sono indispensabili, i bastoncini non sembrano esserlo. "Possono essere utili per scaricare il peso della fatica sulle braccia. Però dipende sempre dall'età e da quanto uno è allenato. Meglio se si hanno quelli telescopici, così poi si posso chiudere e mettere dentro lo zaino". Cosa non può mancare invece nella sacca sono una borraccia e un k-way. "A volte mi è stato detto: non ho portato la borraccia perché pesa. Ecco, meglio evitare. È importante ridurre il peso, ma non rinunciare all'acqua". Mentre si può fare a meno di giacche o pantaloni tecnici, ma "l'importante è avere abiti comodi e non i jeans, che bloccano i movimenti, soprattutto se si deve salire fino in cima".

Domanda spesso ricorrente è se bisogna scegliere una guida per intraprendere i sentieri o si può andare anche da soli. "Basta avere consapevolezza e responsabilità e si può andare anche senza guida, l'importante è saper leggere le mappe. Se ne trovano online oppure vengono vendute in tutti i punti CAI. Ci sono poi anche le guide Iter, Il Lupo e tante altre", spiega Elisabetta Moffa del Cai. Ma si può anche consultare il sito wikiloc per trovare nuovi percorsi.

Con guide o senza, c'è un aspetto che non va mai sottovalutato. "È importante andare in gruppi e mai da soli", sottolinea Porretta. "Perché se succede qualcosa, si rischia grosso". Salire le vette può essere impegnativo, ma ci sono anche percorsi adatti per tutti. Andiamo a scoprirli.

1. Monte Terminillo (2.217 m)

Monte Terminillo – fonte social
in foto: Monte Terminillo – fonte social

Dislivello: 1000 m
Ore: 6 ore

Sarà per le strade che si inerpicano sopra i monti come serpenti, per le stazioni sciistiche, per i panorami. Fatto sta che il Terminillo è una delle mete più amate dai romani, e non solo per sciare. Tanti i percorsi per salire in cima. Sta a voi scegliere quale.

2. Monte Viglio (2156 m)

Monte Viglio – fonte social
in foto: Monte Viglio – fonte social

Dislivello: 1000 m
Lunghezza: 11 km
Ore: 7 ore

Per sapere cosa si prova a camminare sul confine tra Lazio e Abruzzo basta raggiungere la cima del Monte Viglio. Posizionato tra la provincia di Frosinone e L'Aquila, offre panorami mozzafiato sui vicini Monti Ernici e Simbruini. "È molto suggestivo", commenta la guida del Cai Riccardo Porretta, "e c'è la possibilità di salirlo sia da Filettino che da Sant'Antonio. Io consiglio la prima via, anche se c'è un dislivello maggiore, di circa 700m. La seconda strada invece è più corta, ma presenta un passaggio su roccia dove le persone si possono spaventare: nel periodo invernale ci può essere infatti della neve o del ghiaccio".

3. Monte Forcellone (2030 m)

Monte Forcellone – fonte social
in foto: Monte Forcellone – fonte social

Dislivello: 630 m
Lunghezza:  km
Ore: 5.30 ore

Sembra di essere in un paesaggio alpino mentre si sale verso il Monte Forcellone. Le rocce somigliano quelle delle Dolomiti in questa vetta che fa parte del gruppo de Le Mainarde. Qui si è vicino Picinisco, comune non lontano da Cassino, in una zona in cui non ci sono né ripari né rifugi. È quindi importante scegliere una giornata di sole per l'escursione.

4. Monte Tarino (1 961 m)

Monte Tarino – fonte social
in foto: Monte Tarino – fonte social

Dislivello: 1050 m
Lunghezza: 15 km
Ore: 6,30 ore

Sulla cima del Monte Tarino sembra di diventare "tutt'uno con la roccia". Sono queste le sensazioni di chi è arrivato fino alla vetta. Il rilievo è sui Monti Simbruini. "Si impiegano 2 ore e mezza per arrivare su", dice la guida del Cai Elisabetta Moffa. "E da qui è possibile vedere anche il Santuario della Santissima Trinità".

5. Monte Autore (1.854 m)

Monte Autore – fonte social
in foto: Monte Autore – fonte social

Dislivello: 503 m
Lunghezza: 19 km
Ore: 7 ore

Terza montagna in altezza dei Simbruini, il Monte Autore si trova vicino Subiaco ed è una vetta che consente di conoscere anche nuovi edifici storici. "Si può abbinare turismo e trekking – commenta Riccardo Porretta, guida del CAI –. C'è infatti il Santuario della Santissima Trinità che si può visitare. Quindi sia cultura che aspetto religioso". Quanto si impiega ad arrivare in cima? "Circa un'ora e mezza".

6. Monte Peccia (1565 m)

Monte Peccia – fonte social
in foto: Monte Peccia – fonte social

Se si vuole ammirare un Cristo scolpito nella roccia, allora bisogna salire sul Monte Peccia. "Tra i trekking nel Lazio è quello che consiglio – commenta Riccardo Porretta, guida del CAI –. Due anni fa è stato posto in cima il Cristo di Ernici, scultura di Sandro Benassi, con il volto di Gesù che esce dalla pietra. È un percorso piuttosto facile, per tutti, ci vogliono un paio d'ore a salire in cima. E si può anche visitare la Certosa di Trisulti e il paese di Collepardo, in cui c'è un'ottima liquoreria. Un trekking, quindi, in cui si può abbinare al percorso escursionistico la visita turistica".

7. Monte Semprevisa (1536 m)

Monte Semprevisa – fonte social
in foto: Monte Semprevisa – fonte social

Dislivello: 800 m
Lunghezza: 14 km
Ore: 5 ore

Rilievo più alto dei Monti Lepini, catena montuosa del Lazio, il Semprevisa è situato non lontano da Latina. Per arrivare in cima ci sono numerosi sentieri di diverse difficoltà. E durante il cammino si percorrerà anche la cresta nord-ovest, per poi scendere verso valle, dove si troveranno due panchine: per riposarsi e godere del panorama.

8. Monte Gennaro (1.275 m)

Monte Gennaro – fonte social
in foto: Monte Gennaro – fonte social

Dislivello: 1040 m
Lunghezza: 10,1 km
Ore: 4.30 ore

È il monte più vicino a Roma. "In mezz'ora d'auto si arriva a Marcellina, comune poco distante da Tivoli e punto dove parte il sentiero", spiega la guida del Cai Riccardo Porretta. "Il dislivello è di 500m, ma chi non vuole arrivare fino in cima può fermarsi dopo un'ora di cammino al ‘pratone', una vasta distesa verde dove è possibile giocare a pallone, prendere il sole e fare un pic-nic. Per chi vuole invece proseguire, la vetta si raggiunge in poco più di due ore. I tempi comunque variano, perché dipende da persona a persona e, sopratutto, da quanto si è allenati".

9. Monte Catillo (612 metri)

Monte Catillo – fonte social
in foto: Monte Catillo – fonte social

Dislivello: 400 m
Lunghezza: 10 km
Ore: 4,30 ore

Chi è alle prime armi con l'escursionismo, può scegliere il Monte Catillo. "È vicino Tivoli", spiega la guida Cai Elisabetta Moffa, "ed è consigliato per chi vuole iniziare. Inoltre è anche un'occasione per visitare la città, Villa Gregoriana e Villa d'Este". Un monte comodo da raggiungere. "Si può arrivare a Tivoli in treno". Una curiosità? "Sul percorso si trova una flora molto varia, tra cui anche una sughereta: e non si sa il motivo, visto che non è un posto dove abitualmente crescono alberi di quel tipo".

10. Monte Circeo (541 m)

Monte Circeo – fonte social
in foto: Monte Circeo – fonte social

Dislivello: 540 m
Lunghezza: 10 km
Ore: 4 ore

Per raggiungere quel che rimane del tempio di Circe, dovete avventurarvi fino in cima al Monte Circeo. Ma quello che probabilmente vi colpirà di più è la vista. Da qui si possono vedere le isole Pontine, il golfo di Gaeta e, se è bel tempo, anche il Golfo di Napoli.