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Travolto e ucciso a 18 anni a Roma, il padre di Mirco Garofano: “Da Andrea Stroppa solo silenzio”

“Andrea Stroppa dopo l’investimento ha chiamato l’avvocato. A noi non ha fatto neanche le condoglianze”, le parole del padre di Mirco Garofano.
A cura di Beatrice Tominic
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Andrea Stroppa
Andrea Stroppa

Mirco Garofano è morto due settimane fa a Roma, al  Tiburtino, investito da una Smart. L'incidente ha immediatamente fatto parlare di sé: sul posto un influencer ha iniziato a girare e postare video di dubbio gusto sulla vicenda. Poi la scoperta: al volante della Smart si trovava Andrea Stroppa, il consulente di Elon Musk in Italia. Stroppa oggi è indagato per omicidio stradale.

Come già dichiarato dalla sera stessa dell'incidente da alcuni testimoni a Fanpage.it, il ragazzo stava attraversando la strada correndo sulle strisce pedonali, in un punto particolarmente buio di via Filippo Fiorentini. Ma ora spetta agli agenti della polizia locale di Roma Capitale ricostruire i fatti e accertare cosa sia successo.

Nel frattempo ai genitori del giovane, già gravemente provati dalla loro perdita, resta l'amaro in bocca per quanto accaduto. "Ha chiamato il suo legale, ma non noi. Non ci ha chiesto neppure come stiamo, non ci sono arrivate neanche le condoglianze".

Il padre di Mirco Garofano: "Da Stroppa silenzio totale"

"Dopo quindici giorni ancora silenzio totale. Non ci ha chiesto scusa, non ci ha detto che gli dispiace. Anche una telefonata sarebbe bastata come segnale di rispetto – ha fatto sapere il papà di Mirco al Corriere della SeraMio figlio era prudente, avrà guardato prima di attraversare".

L'ipotesi degli inquirenti, però, è che possa aver attraversato la strada con il semaforo rosso. "Conta fino a un certo punto, Stroppa avrebbe dovuto rallentare – ha commentato il padre di Garofano – Avrebbe dovuto accertarsi che nessuno stesse attraversando la strada. Ma a mio parere non è successo. Mio figlio è stato trovato in un punto lontano rispetto a dove è avvenuto l'impatto".

Il papà del 18enne: "Lui conosceva bene quella zona"

Il giovane conosceva bene la zona. "Andava spesso a trovare gli amici, andava dalla nonna ad Artena e poi raggiungeva gli amici a Casal Bruciato. Mio figlio conosceva i rischi di quella zona. Anche Stroppa li conosceva? – ha spiegato ancora – Quando è arrivata quella maledetta telefonata mi è crollato il mondo addosso. Sua madre non parla più".

Mirco Garofano aveva tante passioni, tanti amici: "Giocava alla playstation, portava gioia dentro casa. Andava a Roma e poi tornava in serata. Era un ragazzo giudizioso. L'ultima volta che ci siamo visti gli ho fatto le solite raccomandazioni. Poi non l'ho più visto".

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