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Tragico incidente sul lavoro a Guidonia, operaio 55enne muore travolto dal cemento mente pulisce un silo

Tragedia a Guidonia Montecelio per un operaio di 55 anni. Travolto dal materiale grezzo, è morto sul colpo: è il terzo decesso sul lavoro nel Lazio nel 2026.
A cura di Beatrice Tominic
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Immagine di repertorio
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Si trovava al lavoro e stava svolgendo delle operazioni di pulizia di un silo, quando è stato travolto dal materiale grezzo. Ed è morto sul colpo. È quanto avvenuto a un operaio di 55 anni che stava lavorando negli stabilimenti della Buzzi Unicem di Guidonia Montecelio, alle porte della Capitale. A dare la notizia del terribile incidente è stata la Cgil e la Fillea Cgil di Roma e Lazio, congiuntamente alla Cgil e alla Fillea Cgil di Rieti Roma Est Valle dell'Aniene con una nota condivisa anche sui social network.

Tragedia al lavoro a Guidonia Montecelio: cosa è successo

I fatti sono avvenuti nella giornata di oggi, lunedì 2 febbraio 2026, nel tardo pomeriggio, verso le ore 18, quando l'uomo è stato travolto dal cemento durante le operazioni di pulizia di un silo alla Buzzi Unicem di Guidonia Montecelio, alle porte di Roma. Sul posto sono arrivati immediatamente i soccorsi. Ma per l'operaio non c'è stato più niente da fare. È morto sul colpo e i soccorritori sono stati costretti a dichiararne il decesso. Aveva 55 anni e lavorava per una ditta esterna. L'operaio cinquantacinquenne è il terzo morto sul lavoro nel Lazio nel 2026.

La nota della Cgil: "Vogliamo salute e sicurezza nei luoghi di lavoro"

"Secondo le prime informazioni raccolte dai nostri delegati e funzionari presenti sul posto per portare vicinanza e solidarietà, il lavoratore, dipendente di una ditta esterna, sarebbe rimasto travolto dal materiale grezzo durante le operazioni di pulizia dei silos – hanno fatto sapere con una nota le organizzazioni sindacali – Una dinamica su cui ci aspettiamo si faccia al più presto chiarezza, per accertare le responsabilità e capire come sia potuto accadere un episodio del genere".

E poi non sono mancate le parole di condanna: "Dall’inizio dell’anno è la terza vittima del lavoro accertata nel Lazio e, ancora una volta, nella filiera degli appalti. È inaccettabile che il lavoro continui ad essere causa di morte e sofferenza per chi per vivere deve lavorare e per i loro familiari, a cui siamo vicini ed esprimiamo tutto il nostro sostegno – si legge ancora nella nota – Continueremo a mobilitarci per fermare questa strage e affinché le istituzioni facciano la loro parte, a partire dall’attuazione del piano regionale sulla salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro".

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