Ci sono due indagate per la morte dei cinque anziani nella casa alloggio Villa dei Diamanti a Lanuvio, uccisi dalle esalazioni di monossido di carbonio lo scorso 16 gennaio. Si tratta delle due titolari della struttura, Sabrina Monti e sua nipote, Desiree Giustiniani. La Procura di Velletri ha iscritto i loro nomi nel registro degli indagati, l'accusa è di omicidio colposo plurimo. Oltre ai decessi, sette persone, tra le quali cinque ospiti e due operatori, sono rimasti intossicati e hanno avuto bisogno di cure mediche, ricoverati in gravi condizioni in ospedale. Nella struttura è inoltre emerso un focolaio di coronavirus, che conta tredici contagi, a seguito del quale, una volta arrivati i risultati dei tamponi molecolari, è stato disposto il trasferimento dei pazienti in altre strutture del territorio.

L'avvocato a Fanpage.it: "Le titolari interessate a far emergere la verità"

Il pubblico ministero inizierà a breve le operazioni peritali, nominando un medico legale e un tossicologo, che si occuperanno degli accertamenti necessari e dello svolgimento dell'autopsia sulle salme delle cinque donne decedute, per far luce sulla esatta causa che ha provocato la morte. Per il prossimo giovedì 21 gennaio è fissato un incontro, al quale prenderà parte anche il legale difensore delle due indagate, che nominerà a sua volta un medico e un tossicologo. "In questa fase delle indagini è necessario individuare con esattezza la sostanza, probabilmente monossido di carbonio e le fonti di fuoriuscita, che hanno provocato i decessi e le intossicazioni" spiega l'avvocato della difesa Daniele Bocciolini raggiunto da Fanpage.it. Successivamente verranno depositate le relazioni dei vigili del fuoco. "Le mie assistite se lo aspettavano di essere indagate per la loro responsabilità di posizione, in quanto titolari della struttura, ma non per colpevolezza – spiega l'avvocato –  entrambe sono interessate a collaborare con gli inquirenti e a far emergere la verità".