Negli ultimi giorni la Capitale è tornata a discutere in merito al progetto dello stadio della Roma a Tor di Valle. Repubblica ha pubblicato una lettera, firmata lo scorso 13 ottobre, in cui Roma Capitale informa che i terreni su cui sorgerà lo stadio sono pignorati. In seguito a questo ennesimo colpo di scena sono state avanzate alcune proposte alternative: il nuovo impianto potrebbe essere costruito a Tor Vergata, o ancora al posto del vecchio ‘Flaminio', o ancora il sottosegretario all'Ambiente, Roberto Morassut, ex assessore all'Urbanistica di Walter Veltroni, ha proposto che il Coni venda l'Olimpico alla Roma. Abbiamo chiesto un parere alla capogruppo del gruppo Misto in Campidoglio, Cristina Grancio, che ha lasciato il Movimento 5 Stelle proprio a causa dello stadio di Tor di Valle.

Il pignoramento dei terreni di Tor di Valle sembra mettere la parola fine sul progetto dello stadio della Roma in quella zona della città. Lei sostiene che erano questioni già note…

La questione dei terreni di Tor di Valle è sicuramente nota dal 2017 e ricordo in tal senso che depositai un atto di significazione firmato da Ferdinando Imposimato. Sicuramente lo scenario della situazione patrimoniale dei terreni di Tor di Valle era noto e ricordo anche che la questione fu addirittura valutata dall'amministrazione Marino. Che l'amministrazione ora si svegli e cada dal pero, stravolta e stupita da una situazione che nemmeno immaginava, beh mi sembra davvero paradossale.

Qual è la strategia dell'amministrazione Raggi? Perché questa lettera proprio ora?

Noi di questa lettera del 13 ottobre non abbiamo saputo nulla per un mese. Perché ne siamo venuti a conoscenza un mese dopo? La questione stadio non va avanti né indietro. Raggi vorrebbe utilizzarla come trampolino di lancio, ma non ci riesce. Forse semplicemente ha capito che lo stadio a Tor di Valle non si farà e quindi si sta tirando indietro cercando di non prendersi la responsabilità? Questo aspetto lo comincio a valutare. Ormai lo Stadio credo sia solo ed esclusivamente uno strumento propagandistico dell'amministrazione. E quindi, vedendo che non riesce a usarlo e a strumentalizzarlo, ovvero a portare a termine quello che lei pensava di poter fare, a questo punto la sindaca sta facendo marcia indietro sperando di non addossarsi le responsabilità. Ha capito che non riuscirà ad andare in porto e quindi ora sta cercando gli strumenti per scaricare le sue responsabilità. Devo dire che l'amministrazione Raggi è molto brava in questo e a fare propaganda elettorale. Questo è quello che ha fatto sostanzialmente in questi anni. L'obiettivo ora è non far ricadere sull'amministrazione il fatto che Tor di Valle non abbia le caratteristiche per andare a dama.

La campagna elettorale del Movimento 5 Stelle e della allora consigliera Raggi è stata contro lo stadio di Tor di Valle. Poi la sindaca ha cambiato idea. Quali sono stati i suoi errori in questi quasi cinque anni?

L'errore più grande è stato di non aver mantenuto il caposaldo della campagna elettorale, uno dei pochi che avevamo. In secondo luogo di non aver creduto nelle persone della base del Movimento 5 Stelle che hanno lavorato sullo studio del dossier stadio e alla fine di essersi messa nelle mani di chi sullo stadio non ne sapeva assolutamente nulla e abbiamo visto la fine che ha fatto. Gestire la questione in un altro avrebbe permesso all'amministrazione di andare agevolmente in annullamento e avere tutto il tempo per studiare un'alternativa vera, seria, che a questo punto, da qui alle prossime elezioni, non si potrà mettere in campo. E chiunque in questo momento spari posti e cifre, a mio avviso, non è serio.

Sulle ipotesi del Flaminio e dell'acquisto dello Stadio Olimpico cosa ne pensa?

La città subirà una grande trasformazione, a causa della situazione contingente, anche delle paure che sono subentrate con questa pandemia. Ritengo che in questo momento sparare luoghi per improntare la nuova campagna elettorale sullo stadio della Roma sia veramente sbagliato e faccia male alla città. Credo che ci debba essere un momento di riflessione su quali siano effettivamente le esigenze urbanistiche della città e quindi rivedere tutto il pacchetto urbanistico ‘stadi' alla luce di queste nuove esigenze che stanno emergendo. Non mi sento sinceramente di dire quali siano le alternative giuste. Le proposte di Morassut a mio avviso sono solo ed esclusivamente mirate a dire dei luoghi in modo da poter poi affermare ‘io sono in grado di farlo lì'. Chi è serio in questo momento deve prima studiare la città.

Sembra che lo stadio non si farà a Tor di Valle. Per lei è una vittoria…

L'amministrazione ha sprecato cinque anni su un progetto che già si sapeva in partenza avere delle potenzialità di fallimento altissime. Questo mi dà l'amara soddisfazione di poter dire ‘avevo ragione'. Ma i cittadini se ne fanno poco. E' un'amministrazione che ha perso così tanto tempo: è stata veramente vergognosa la gestione di questo progetto. Sono contenta, l'unico aspetto di contentezza è che ci abbiamo messo sei anni, ma la città non vedrà devastato un intero quadrante. Quindi dal punto di vista dello scampato pericolo sono sicuramente contenta.