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Smantellato gruppo di narcotrafficanti: tra i corrieri anche la donna che uccise i figli a Rebibbia

La donna, all’epoca 33enne, era stata arrestata nell’ambito delle indagini sul gruppo di narcotrafficanti, che per smuovere la droga usava soprattutto autobus e treni. Fermata con due membri dell’organizzazione e con i due figli in macchina, era stata arrestata e portata in carcere a Rebibbia. Un mese dopo ha ucciso i bambini spingendoli giù dalle scale. Per questo reato è stata assolta perché mentalmente inferma.
A cura di Natascia Grbic
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Alice Sebesta, la donna che nel 2018 uccise i propri figli nel carcere di Rebibbia gettandoli dalle scale, risulta tra le persone arrestate in flagranza di reato nell'ambito dell'inchiesta che ha portato alla scoperta di tre grosse organizzazioni criminali dedite allo spaccio di droga. La donna era stata fermata nel 2018 mentre si trovava a bordo di una macchina con i figli: stava portando in Germania undici chili di marijuana, per poi piazzarli tramite il gruppo sulla piazza di spaccio. A bordo dell'auto c'erano anche due cittadini nigeriani, membri di una delle organizzazione di narcotrafficanti smantellate questa mattina da una grossa operazione dei carabinieri che hanno portato in carcere 55 persone. Alice Sebesta era entrata in carcere a Rebibbia in seguito a quel fermo: un mese dopo ha ucciso i bambini, spingendoli giù dalle scale. Per quel reato è stata assolta per infermità mentale, la donna infatti non è capace d'intendere e di volere.

55 persone arrestate questa mattina per droga

Gli arresti sono stati effettuati questa mattina dai carabinieri di Roma in collaborazione con la polizia albanese e tedesca. In carcere sono finite 55 persone, accusate di appartenere a tre distinte organizzazioni criminali che agivano non solo in Italia, ma anche in paesi esteri. Per spostarsi usavano soprattutto autobus e treni, mentre una delle basi era la stazione Tiburtina di Roma, dove infatti nel corso degli anni sono stati fermati vari pusher e sequestrati ingenti quantitativi di droga. Gli arresti sono stati eseguiti a Brescia, Modena, Macerata, Genova, Rapallo, Parma, Reggio Calabria e Cittanova, oltre che a Valona in Albania e a Kothern, in Germania. Cinquantadue uomini e tre donne, 27 dei quali albanesi, 23 nigeriani, quattro italiani e un gambiano sono accusati a vario titolo anche di produzione, detenzione e traffico di droga, e falsità a indurre in errore pubblici ufficiali.

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