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Rivolta nel carcere di Rebibbia a Roma: cancelli bloccati, materassi e coperti dati alle fiamme

Una rivolta è scoppiata nel carcere di Rebibbia: un gruppo di detenuti ha dato fuoco a coperte e materassi, bloccando gli ingressi con lenzuola annodate.
A cura di Redazione Roma
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Rivolta a Rebibbia nel 2020
Rivolta a Rebibbia nel 2020

Una rivolta è scoppiata nel carcere di Rebibbia, nel reparto G12. Alcuni detenuti hanno appiccato un incendio nel corridoio, usando materassi e coperte per creare una barriera di fuoco e impedire il passaggio agli agenti di polizia penitenziaria. Il gruppo ha anche bloccato i cancelli di accesso usando delle lenzuola annodate. In tutto il reparto si è diffusa una nube tossica, con grande rischio per la salute di detenuti e agenti. La sommossa, al momento, sembrerebbe essere stata domata.

A riportare i fati è stato il sindacato della polizia penitenziaria Uspp, che ha descritto "scena di estrema tensione e violenza", e una "situazione estremamente critica, aggravata dalla presenza di fumi tossici e dal concreto rischio per l'incolumità di detenuti e operatori. Solo grazie alla prontezza, al sangue freddo e all'elevata professionalità del personale di Polizia Penitenziaria in servizio si è riuscita a evitare senza ben più gravi, mettendo in sicurezza l'intera popolazione detenuta nonostante le condizioni proibitive e l'aggressività della rivolta".

A prendere parola è stato anche il segretario regionale Uspp del Lazio, Giovanni Passaro. "Assistiamo a un cambiamento preoccupante nel comportamento della popolazione detenuta, sempre più riluttante al rispetto delle regole – ha dichiarato – È necessario ripensare le modalità di gestione. Occorre individuare nuove strutture, anche in territori come la Sardegna, per garantire l'allontanamento dei soggetti più facinorosi, applicare rigorosamente il regolamento penitenziario e impiegare personale altamente specializzato. Solo così si può ristabilire l'autorevolezza dello Stato".

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