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Sequestrano due uomini per 60mila euro, poi cercano di uccidere un boss: 6 arresti, fra loro Elvis Demce

Sono sei le persone arrestate per due sequestri di persona a scopo di estorsione e tentato omicidio: spararono alle gambe di un boss della droga a Tor Bella Monaca.
A cura di Beatrice Tominic
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Immagine di repertorio
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Gli hanno sparato lo scorso maggio, gambizzato in strada a Tor Bella Monaca. E lui aveva chiesto aiuto alla madre, al telefono, in attesa dell'arrivo dei soccorsi. Per il tentato omicidio del boss Giancarlo Tei, avvenuto l'11 maggio scorso, sono stati arrestati in sei.

Questa mattina, infatti, i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Frascati hanno eseguito un’ordinanza su richiesta della locale Procura della Repubblica, Direzione Distrettuale Antimafia, per trasferire in carcere sei uomini, fra cui i tre arrestati di origine sudamericana residenti a Genova. I sei, tre di origine sudamaericana, due albanesi (fra loro anche Elvis Demce, uno dei narcotrafficanti più noti e influenti dell’area romana e dei Castelli) e un italiano, sono gravemente indiziati, a vario titolo, di due sequestri di persona a scopo di estorsione commessi rispettivamente il 2 e il 19 giugno 2025  all’interno di un’abitazione di Lanuvio, in provincia di Roma, a cui si aggiunge l'ipotesi del metodo mafioso.

Sequestri e tentato omicidio: sei arresti

Per quanto riguarda il tentato omicidio, tre uomini erano già stati trasferiti in carcere lo scorso 20 giugno, ritenuti responsabili del tentato omicidio aggravato dal metodo mafioso. Due di loro, però, sono anche stati accusati di aver incappucciato, ammanettato e minacciato di morte un pregiudicato originario di Genova per recuperare un credito 60mila euro maturato nell’ambito del traffico degli stupefacenti, sequestrandolo per ore. Una terza persona, un uomo italiano, ha agito con loro, tutti e tre su mandato di uno degli albanesi.

Il secondo sequestro è avvenuto circa due settimane dopo, il 19 giugno. Stavolta ad agire sono stati i due malviventi sudamericani (uno dei quali aveva già partecipato al precedente) e un albanese, mandante, a sequestrare un commerciante d'auto pontino con lo scopo di ottenere informazioni inerenti a un'organizzazione criminale antagonista nel contesto del narcotraffico. Anche stavolta l'uomo è stato ammanettato, minacciato e, in questo caso, raggiunto da un colpo di arma da fuoco all'addome.

Entrambi i sequestri sono stati ripresi dai video acquisiti.

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