Il momento del fermo del ragazzo senza mascherina (Dall’account Twitter di Alessandro Trocino)
in foto: Il momento del fermo del ragazzo senza mascherina (Dall’account Twitter di Alessandro Trocino)

Momenti di tensione durante una delle manifestazioni in programma oggi a Roma. Alla "Marcia per la liberazione" iniziata alle 14 in piazza San Giovanni, un ragazzo che non indossava la mascherina è stato fermato dalla polizia e, al suo rifiuto di mostrare i documenti, è stato portato via dagli agenti. L'episodio ha suscitato le proteste di altri manifestanti presenti in piazza San Giovanni, che hanno urlato diverse frasi e slogan all'indirizzo delle forze dell'ordine schierate in servizio di ordine pubblico: "Arrestateci tutti", "Vergogna", "Buffoni", sono state alcune delle parole urlate verso gli agenti da alcuni dei manifestanti presenti. Qualcuno ha urlato che ci si trova in una "dittatura ormai insostenibile" e altri hanno inneggiato alla "libertà". "Muovono l'esercito per controllare che indossiamo in emergenza e non dovrei avere paura? – ha detto uno dei presenti, secondo quanto riporta l'agenzia di stampa Adnkronos – Mussolini e Hitler con la scusa dell'emergenza ci hanno dominato". Qualcun altro ha spiegato cosa sarebbe accaduto al giovane fermato: "Tutto per una mascherina solo perché si è rifiutato di dare il nome lo hanno portato via in quel modo. È una vergogna". Dopo qualche attimo di tensione e le urla la situazione è comunque tornata alla calma.

Non neghiamo l'esistenza del virus, ma ne denunciamo l'utilizzo politico

La Marcia per la liberazione è la seconda delle manifestazioni in programma oggi a Roma, dopo che in mattinata in piazza Bocca della Verità si erano ritrovati Forza Nuova e i Gilet Arancioni per protestare contro la "dittatura sanitaria". La manifestazione del pomeriggio è stata etichettata come quella dei "negazionisti", anche se gli organizzatori hanno precisato: "È falso che siamo ‘negazionisti', dato che non neghiamo affatto l’esistenza del virus, mentre ne denunciamo invece il suo utilizzo politico, a partire da quello ‘stato d’emergenza' che si vorrebbe prorogare all'infinito, anche per mettere in secondo piano l’emergenza sociale provocata dalle scelte del governo". Il Capo della polizia Franco Gabrielli aveva annunciato il pugno duro per coloro che non avessero indossato la mascherina.