Roma e il Lazio tornano in zona arancione da martedì 6 aprile. Dopo il weekend di Pasqua e Pasquetta la regione vedrà un allentamento delle misure anti Covid, grazie all'indice Rt che si mantiene inferiore ad 1, anche se l'attenzione resta alta. Oggi il bollettino medico della Regione Lazio ha registrato 1918 nuovi contagi, di cui mille a Roma, su su un totale di 34mila test. Le regole sono quelle della zona arancione: ci si può spostare solo all'interno del proprio Comune, riaprono i negozi, ma restano chiusi al servizio al tavolo e al bancone bar e ristoranti, che svolgono solo il servizio d'asporto e consegna a domicilio. Mercoledì prossimo 7 aprile inoltre riaprono le scuole.

Cosa riapre martedì nel Lazio zona arancione

Nel Lazio in zona arancione martedì riaprono i negozi e i centri commerciali (solo nei giorni feriali, mentre restano chiusi nei festivi e prefestivi ad eccezione delle farmacie, parafarmacie, presidi sanitari, lavanderie e tintorie, punti vendita di generi alimentari, di prodotti agricoli e florovivaistici, tabacchi, edicole e librerie). In zona arancione riaprono anche parrucchieri e centri estetici. Chiusi al servizio al tavolo o al bancone bar, ristoranti e pasticcerie e gelaterie, che continuano come in zona rossa ad effettuare il servizio d'asporto (fino alle ore 22) e di consegna a domicilio (con orario illimitato), ad eccezione per i bar senza cucina che devono sospendere l'attività alle ore 18.

Le regole nel Lazio zona arancione

Le regole a Roma e nel Lazio in zona arancione prevedono spostamenti solo all'interno del proprio Comune di appartenenza, ad eccezione che per comprovate esigenze di lavoro, salute o necessità, e si potranno visitare amici e parenti, per un massimo di due persone non appartenenti al nucleo famigliare, esclusi minori di quattordici anni, disabili e persone non autonome, rispettando l'orario del coprifuoco, ossia tra le 5 e le 22. Per chi vive in un Comune fino a 5mila abitanti è consentito spostarsi entro i 30 chilometri dal confine del proprio Comune, tranne che verso i capoluoghi di provincia. Consentito praticare attività motoria o sportiva all'aria aperta in forma individuale e mantenendo la distanza interpersonale di due metri.