A Roma quando una cosa funziona sembra destinata a essere chiusa per l'incapacità di chi governa o per l'accanimento amministrativo, insomma per la debolezza della politica. Ultimo esempio in ordine di tempo riguarda il recupero e l'apertura al pubblico di due importanti siti culturali recuperati e aperti finalmente al pubblico dopo anni di abbandono: il bunker dei Savoia all'interno di Villa Ada, e il bunker di Benito Mussolini all'interno di Villa Torlonia, che il Duce aveva trasformato nella sua dimora romana con il beneplacito della famiglia nobiliare a cui versava l'affitto simbolico di una lira.

Grazie al lavoro di Roma Sotterranea – l'associazione che si occupa di valorizzare e far conoscere il patrimonio storico e culturale che si trova sotto i piedi dei romani – nel triennio che va da marzo 2018 al marzo 2021, con un anno di pandemia piena in mezzo, il bunker di Villa Ada è stato visitato da circa 3.400 persone, mentre quello quello di Villa Torlonia da 11.700 visitatori, tra cui 1.500 studenti di classi di elementari, medie e licei. Il bunker di Mussolini, fatto costruire all'interno di antiche catacombe ebraiche, era peraltro inserito all'interno del collaudatissimo sistema dei Musei di Villa Torlonia,

Nonostante la passione dei volontari di Roma Sotterranea, il successo e l'interesse del pubblico, i bunker ora sono stati chiusi, l'associazione ha sgomberato le sue cose lunedì 22 marzo e chissà quando riapriranno con il rischio che torneranno ad essere assediati dalla vegetazione e l'incuria. La ragione? La spiega a Fanpage Giorgio Lotti di Roma Sotterranea: "Ancora non è stata fissata la data per un nuovo bando rischiando così di condannare le due strutture all'abbandono. Abbiamo chiesto di poter continuare a manutenerli in attesa di un nuovo affidatario ma non ci è stato concesso".

Dal 2014 l'associazione Roma Sotterranea gestisce, in convenzione con il Comune di Roma e con la Sovrintendenza dei Beni Culturali, i bunker di Villa Ada e Villa Torlonia, ma oggi rischia di vedere il lavoro fatto andare perduto. Nonostante l'indubbio successo, invece di procedere con il sostegno a chi si è fatto carico di questi beni rendendo un pezzo della storia di città fruibile ai cittadini, Roma Capitale ha deciso di procedere con un nuovo bando, che però ancora non arriva e dulcis in fundo nega anche al personale di Roma Sotterranea di continuare a prendersi cura di qui tunnel che con fatica hanno strappato alla polvere, ai rampicanti, all'abbandono.

Un vero peccato, lo specchio di una città dove le cose belle e che funzionano, sembra che lo facciano nonostante l'amministrazione e la politica non grazie al loro contributo.