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Rinvio sullo stadio a Pietralata: cosa dovrà fare la Roma per poter costruire l’impianto

Rinviato a martedì il voto dell’Assemblea Capitolina sull’approvazione della delibera che dichiara il pubblico interesse per il nuovo stadio della Roma a Pietralata. All’interno della delibera che sarà votata ci sarà un maxiemendamento con diverse prescrizioni che l’As Roma dovrà rispettare per realizzare l’impianto.
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A cura di Enrico Tata
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Lo stadio della Roma a Pietralata
Lo stadio della Roma a Pietralata

L'Assemblea Capitolina ha deciso di rinviare a martedì il voto sull'approvazione della delibera che dichiara il pubblico interesse per il nuovo stadio della Roma a Pietralata. Al termine della discussione generale e della presentazione della delibera da parte dell'assessore all'Urbanistica, Maurizio Veloccia, i consiglieri di maggioranza e di opposizione si sono riuniti per discutere degli emendamenti, con l'obiettivo dell'amministrazione di approvare un maxiemendamento che comprenda sia le proposte della maggioranza che quelle dell'opposizione. Sono stati presentati 46 ordini del giorno e circa 60 emendamenti, di cui una ventina da parte della maggioranza. Non è stato trovato, tuttavia, un accordo in grado di assorbire tutti gli emendamenti. La discussione è stata quindi rinviata alla prossima settimana.

Veloccia: "Lo stadio della Roma una sfida ambiziosa"

"La sfida è quella di fare uno stadio e solo uno stadio, e di farlo dentro la città", ha spiegato l'assessore Veloccia. "Una sfida ancora più ambiziosa perché propone di farlo su un’area prevalentemente pubblica". Secondo Veloccia si tratta "di una straordinaria occasione di riqualificazione di un intero ambito della città, senza aumentare previsioni edificatorie o senza trasformare agro romano, in  nuove aree edificabili". Il progetto "permetterà finalmente di riqualificare e valorizzare un’area (pubblica e che tanto ci è costata) che da troppi anni attendere un “esito” ed invece è abbandonata, oggetto di occupazioni, degrado, detenzioni precarie e abusi edilizi".

Non si tratta di un progetto semplice, "Basta leggere i tanti pareri inviati dagli uffici in seno alla conferenza dei servizi preliminare". Sono state infatti "tante  le questioni sollevate e da risolvere. Ne ha la consapevolezza il proponente, con il quale in un rapporto franco e trasparente". Ha spiegato ancora Veloccia che l'amministrazione non ha voluto "nascondere i problemi e le criticità di operare dentro la città. Non lo abbiamo nascosto al proponente, spiegando che il progetto Stadio è vincolato imprescindibilmente ad alcune garanzie basilari che devono essere soddisfatte nel progetto definitivo". Il proponente, ha ribadito l'assessore, "si dovrà far carico di far fronte a tutte le opere pubbliche connesse alla realizzazione ed alla fruibilità dello stadio ed alla garanzia che lo stadio non pregiudichi la vivibilità e le funzioni essenziali del quadrante, ma non sarà compito del proponente risolvere, in cambio di cubature aggiuntive, i problemi strutturali della città di cui la città e l’amministrazione si deve fare carico".

Le modifiche alla delibera sullo stadio a Pietralata

Come detto, l'obiettivo del Campidoglio è quello di approvare un maxiemendamento che comprenda anche le proposte dell'opposizione. Nel frattempo, però, si ripartirà dagli emendamenti presentati dalla maggioranza nei quali si fa riferimento alle "condizioni inderogabili" da rispettare prima dell'avvio della Conferenza dei servizi decisoria. In pratica l'amministrazione dovrà verificare il rispetto di queste prescrizioni:

  • Parcheggi: la dotazione di parcheggi aggiuntivi, si legge nell'emendamento della maggioranza, "dovrà essere localizzata prioritariamente nell’ambito del PP Pietralata o nell’area di immediato interesse dello stadio. Una quota di tale dotazione potrà essere realizzata fuori dall’area di interesse dello Stadio in aree adiacenti alle stazioni e alle fermate della rete di trasporto su ferro e della Linea metropolitana B, prevalentemente nella tratta verso Rebibbia, o lungo i percorsi ciclopedonali e gli assi di accesso allo stadio, in aggiunta all’attuale dotazione di parcheggi di scambio a disposizione della cittadinanza, con l’obiettivo di potenziare l’offerta di trasporto multimodale; la dotazione di aree a standard per il verde pubblico deve essere progettata in modo tale costituire un sistema continuo e liberamente fruibile, integrato nella progettazione degli spazi pubblici, con particolare attenzione alle fasce più deboli della popolazione".
  • Trasporto pubblico: per quanto riguarda il trasporto pubblico, "deve essere garantito che almeno il 50% degli utenti dello stadio possa raggiungere l’impianto sportivo con le infrastrutture di trasporto pubblico e della mobilità ciclabile e pedonale". In secondo luogo deve essere previsto la riqualificazione della fermata della Metro B Quintiliani.
  • Collegamenti ciclo-pedonali: devono essere realizzati tre collegamenti pedonali e ciclabili tra l’area dello stadio "il quartiere Bologna/Nomentano (via Livorno),  l’area della stazione Tiburtina (piazzale ovest), via Giuseppe Seguenza/via Monti Tiburtini /Ospedale Pertini".
  • Infrastrutture stradali: devono "essere definite soluzioni capaci di mitigare e garantire il corretto afflusso e deflusso dell’area attraverso la rete stradale locale e principale garantendo condizioni di sicurezza e livelli di servizio a tutela dei residenti nelle aree limitrofe". In secondo luogo deve essere garantito l'accesso prioritario all'ospedale Pertini.
  • Assetto paesaggistico: le aree verdi devono essere concepite "in base a principi di sostenibilità ambientale, economicità nella manutenzione, sicurezza urbana, mitigazione dell’impatto delle infrastrutture, massima fruibilità, ponendo particolare attenzione al tema della permeabilità dei suoli, alla gestione delle acque meteoriche, alla tutela delle alberature di pregio esistenti e al recupero e allo sviluppo delle biodiversità"
  • Impatti acustici: devono essere adottate soluzioni acustiche per l'isolamento dello stadio in modo da minimizzare "in fase di costruzione e di esercizio dell’impianto, gli impatti sul clima acustico dell’Ospedale Pertini e delle zone residenziali prossime".
  • Variante urbanistica: la proposta, si legge ancora negli emendamenti della maggioranza, "configurandosi come un innesto all’interno del Piano Particolareggiato esistente, rende necessaria la ripianificazione dell’intero ambito di Piano con il fine di armonizzare dal punto di vista urbanistico e funzionale i diversi interventi già realizzati e/o in corso di realizzazione con quelli di nuova previsione. Pertanto, il proponente predisporrà su indicazione dei competenti uffici capitolini, tutti gli elaborati necessari alla ripianificazione della parte residuale del Piano Particolareggiato del Comprensorio SDO Pietralata".
  • Sostenibilità economico finanziaria: la verifica della convenienza economica e di sostenibilità finanziaria della proposta "sarà effettuata dall’Amministrazione, che potrà avvalersi del parere di un soggetto istituzionale qualificato".

Stadio della Roma, cosa succede adesso

La conferenza dei servizi preliminare ha valutato positivamente lo studio di fattibilità dello stadio a Pietralata. A febbraio la giunta ha presentato una delibera che dichiara l'interesse pubblico dell'opera e in questi mesi le commissioni capitoline hanno lavorato per presentare modifiche ed emendamenti alla delibera.

Adesso, con l'approvazione di oggi dell'interesse pubblica, sarà la Roma che dovrà presentare un progetto definitivo. L'amministrazione dovrà verificare il rispetto delle prescrizioni riportate in precedenza e poi il progetto sarà esaminato da una conferenza dei servizi, questa volta non più preliminare ma decisoria. A questo punto, con l'ok definitivo, si passerà all'avvio vero e proprio dei cantieri (nel 2024 è la speranza dell'amministrazione) con l'obiettivo di inaugurare lo stadio della Roma entro il 2027.

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